Firmato Tim Cook: la direzione dello sviluppo di Apple

Scritto da:     Tags:  , ,     Data di inserimento:  8 luglio, 2013  |  Nessun commento
8 luglio, 2013
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Possiamo tornare alla Conferenza Mondiale degli Sviluppatori di Apple? Ci sono alcuni elementi che meritano forse qualche riflessione supplementare e che invece rischiano di passare inosservati.

Il primo. Apple riesce a mantenere ancora bene i segreti, ma Tim Cook mesi fa lo aveva annunciato. Chi si attendeva, dopo la morte di Jobs, un cambio di strategia al riguardo, può stare tranquillo. Non c’è niente di nuovo. Il Mac Pro doveva ricevere una “rinfrescata”, ma quello che è stato presentato non era stato previsto da alcun sito di “rumors”, quelli che contano sempre su fonti attendibili.

La macchina per i professionisti è stata ripensata da zero. Gli sviluppatori di MARI hanno avuto la possibilità di metterci le mani sopra prima della sua presentazione, per testarne le prestazioni. Queste sono state “sorprendenti”, e ancora più sorprendente quello che hanno visto, o meglio non visto. Il Mac Pro era celato in un contenitore di metallo su ruote, invisibile alla vista. Meglio così: ci si è potuti concentrare sulle prestazioni brutali del nuovo computer, senza farsi distrarre dal fattore estetico.

Certo, è un prodotto di fascia alta o altissima, destinato tuttavia a influenzare lo sviluppo degli altri computer Apple; questo avviene con regolarità. Sì, l’era post-PC è iniziata e va a gonfie vele, (mentre il mercato dei computer portatili peggiora per tutti), ma per certi lavori il computer ci vorrà eccome.

Siccome tra un anno, o anche prima, qualche sito inizierà a chiedersi: “Quando Apple rinnoverà il Mac Pro?”, ricordo che quello vecchio era identico al Power Mac G5, presentato da Steve Jobs nel 2003. Dieci anni di vita per un modello di computer sostanzialmente identico (a parte il cambiamento di architettura, da PowerPC a Intel).

E poi c’è il sistema operativo. OS X Mavericks abbandona la denominazione felina, e questo è un segnale di un nuovo ciclo che andrà avanti per alcuni anni. Una decina? Può darsi.

Apple rassicura gli utenti: la società di Cupertino vuole rendere il suo sistema operativo più adatto alle esigenze degli utenti “Pro”. Ma soprattutto, iOS e OS X non possono più essere considerati come antagonisti, dove uno subisce un trattamento di favore a scapito dell’altro.

Entrambi collaborano sempre più fortemente, ma non basta. Microsoft pensa(va) solo al software; Apple pensa(va) solo all’hardware. Ora Cupertino dimostra che non ha senso alcuno ragionare per compartimenti stagni. Tutto deve collaborare, software e hardware, con un clic.

Infine, a quanti nei mesi scorsi “prevedevano” anzi, davano per sicuro l’allontanamento (o la cacciata?) di Tim Cook. Sul palco della Conferenza, Cook ha ribadito che le decisioni prese (come l’addio di Scott Forstall e la riorganizzazione interna di Apple), provengono da lui. E quello che si è visto, è stato fatto con il suo avallo, e sa come far evolvere la società nei mesi e negli anni a venire. In qualche cassetto ci sono gli appunti di Steve Jobs su cosa e come fare? Può darsi, ma non ci giurerei. Quello che si vede in Mavericks e iOS 7 è la dimostrazione di una capacità diversa di scegliere, e indicare la direzione dello sviluppo di Apple. Il tutto firmato da Tim Cook.

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