ForumPA 2013: cose aperte e non, alfabetizzazione e Smart Cities. O era Beni Comuni?

Scritto da:     Tags:  , , ,     Data di inserimento:  6 luglio, 2013  |  Nessun commento
6 luglio, 2013
smartcity

Visite: 2300

Quest’anno ho potuto partecipare a ForumPA solo un giorno, ma ne è valsa la pena. Qualcosina da condividere ce l’ho, anche se ormai è passato più di un mese. O forse è utile farlo proprio per quello, visto che in Italia la memoria è corta.

Primo, formati e standard aperti. Non so voi, ma io mi sono un po’ stranito a vedere incontri (Figura 1) su cose come “PA senza carta“, Gestione Documentale e Conservazione Sostitutiva guidati (anche) da chi ha sempre usato proprio i formati proprietari di file come strumento anticoncorrenza. Anzi, no: quello che mi ha effettivamente stranito è stato non vedere in quegli annunci, allo stesso livello, anche portavoce (aziendali e non) di software libero e standard aperti. E questa, sia chiaro, non è una critica a ForumPA ma soprattutto a chi (incluso il sottoscritto!) crede in quelle soluzioni e valori, ma non ha saputo farsi presente. Aggiungiamo a questa considerazione il fatto che la Conferenza sul Software Libero quest’anno è stata annullata per mancanza di contributi e ci sarebbero volumi da scrivere, ma questo è tema per un altro post.

Secondo, software e dati aperti. Sono perfettamente consapevole di non avere dati a sufficienza per provare quanto segue, smentitemi e mi farete felice. Però, controllando a caso su Internet alcuni dei depliant e brochure raccolti fra gli stand più disparati, dai servizi sanitari alla scuola, ho avuto l’impressione che:

  • del riuso del software (Open Source o meno) un po’ troppe PA continuino a fregarsene come raccontavo l’anno scorso
  • diversi progetti ed Enti non si siano preoccupati più di tanto di Open Data e Open Access, cioè di mettere online come si deve quello che hanno prodotto e presentato al Forum

Passando alle cose buone… Terzo, qualcosa che avevate già visto qui su Pionero: usare e far produrre Open Data nelle normali attività scolastiche. Personalmente, ho partecipato al Barcamp InnovatoriPA anche per riproporre quell’idea. Oggi credo di poter dire che i tempi siano sempre più maturi per metterla in pratica: lo penso per i commenti ricevuti al Barcamp, perché è arrivata “A Scuola di OpenCoesione” e perché anche all’estero c’è interesse, visto che uno dei motivi principali per cui ci ho messo così tanto per raccontare di ForumPA 2013 è proprio quello.

Quarto, complimenti e tanti sinceri auguri a un paio di progetti che mi sembrano proprio bene impostati e decisamente da seguire: Umbria Digitale e Connessioni Pubbliche. Il primo perché da’ la giusta importanza a trasparenza e coinvolgimento di tutti, puntando a coinvolgere anche chi non usa computer. Il secondo per come intende fare alfabetizzazione civica. Nota bene: civica, non digitale. Perché “civico” è un fine, “digitale” solo un mezzo.

Quinto e ultimo, ma forse più importante, sono uscito da ForumPA 2013 con una senzazione ben precisa, che avevo condiviso via Twitter prima ancora di uscire dal Palazzo dei Congressi:

esco da #forumpa2013 con l’idea che #smartcities e #benicomuni in futuro saran 2 mondi/buzzword sempre più vicini. E che ciò è bene

Ho avuto quest’impressione dalla sessione su Human Smart Cities. Forse ero “predisposto”, perché appena tornato proprio da una Conferenza su Economia e Beni Comuni, però… sentir parlare di “nuova crescita attraverso l’economia non monetaria” cioè di città tanto più Smart quanto più:

  • sono davvero vicine alla gente;
  • promuovono creazione e sviluppo dal basso di risorse comuni, anziché solo privatizzazioni, outsorcing o hardware per milioni e milioni;
  • il PIL lo riducono senza troppi problemi quando aumentarlo non serve o fa danno (come già diceva Alberto Cottica).

mi ha fatto piacere e mi pare una cosa molto promettente e significativa, soprattutto in un contesto come ForumPA. A parte il fatto che ogni città È un Bene Comune, e che a essere Smart spendendo miliardi son capaci tutti, c’è poco da discutere. Di soldi non ne abbiamo, di Beni Comuni (magari da ricreare) che le città le farebbero vivere meglio se gestiti “Smart” sì: acqua, spazi verdi e altri punti di ritrovo, dati su traffico, trasporti pubblici ed energia… Certo, questo chi glielo dice al governissimo?

Lascia un commento