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La maledizione della quarta mail: in Ferrari posta elettronica interna limitata. Parlare piu’ coi colleghi aumenta la produttivita’: sicuri?

La maledizione della quarta mail: in Ferrari posta elettronica interna limitata. Parlare piu’ coi colleghi aumenta la produttivita’: sicuri?
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Ti mando una mail, ok? No, parliamone. Altro che posta elettronica certificata, le mail sono a rischio estinzione. Almeno quelle interne, e almeno in Ferrari, in attesa che altre grandi aziende seguano l’esempio adottato dal Cavallino Rampante, che “per incentivare una comunicazione più efficace e direttatra i dipendenti, ha deciso “di limitare fortemente il numero delle email inviate”.

Ora, come sempre, partiamo dal fatto e poi forniamo un’interpretazione che tenga conto di tutto quello che rappresenta una mail. Come si legge sul sito web della Ferrari, ogni dipendente d’ora in poi “potrà inviare la stessa mail internamente solo a tre persone“.

Di fatto, quindi, sono gli inoltri, i forward e i replay che dann0 fastidio ai manager Ferrari, convinti, parola di Luca Cordero di Montezemolo in persona, che “l’utilizzo improprio della posta elettronica con decine di destinatari per email su argomenti che spesso non li riguardano è una delle principali cause di inefficienze e perdita di tempo nella vita lavorativa quotidiana nelle aziende“.

L’assunto parte quindi da un concetto di base: rispetto alle mail, il confronto diretto tramite riunione e o colloquio fa risparmiare tempo e quindi denaro. Sicuri? E’ effettivamente dimostrabile che si fa prima a parlare con il vicino di scrivania (o di ufficio) che non a buttare giù dieci righe forsennate in un messaggio di posta elettronica?

L’alienazione da smartphone, Internet e qualsiasi informatizzazione latente è argomento sul quale non ci soffermiamo, ma la mail o posta elettronica che dir si voglia è senza dubbio una delle migliori invenzioni dell’era moderna. Pensate solo a quanta carta si risparmia ogni giorno, e pensate solo che i sistemi di messaggistica istantanea e quindi il promotore Messenger, l’innovativo Skype e l’odierno dominatore Whatsapp devono la loro esistenza proprio al concetto della mail.

In linea di principio, però, quello che propone la Ferrari ha un suo senso, soprattutto considerando che, statisticamente, in un ufficio medio almeno 5-6 mail al giorno vengono lasciate ‘rosse’, cioè non lette, per mancanza di tempo (o magari di voglia). Ma allora non è un problema di mail o di colloquio, bensì di operatività, di produttività e di velocità.

Anche nello scrivere mail, anche nel ricordarsi quanto detto in una riunione: se per “parlare di più” coi colleghi si intende avere migliori rapporti e capirsi meglio, ok, ben venga, ma non è la sostituzione del ‘verbo’ con la mail che potrà, probabilmente, evitare sprechi di tempo e/o di denaro.

Poi questa decisione sancirà anche un precedente interessante: pensate al dipendente che, accusato dal collega di non avergli riportato il tal problema, si difenderà assicurando di averglielo comunicato personalmente e non girato via mail proprio per la nuova direttiva aziendale. Come provare il colloquio magari avvenuto in privato? Una mail è scritta, resta, lascia una scia: pur cancellandola, il server la conserva (e molti controllori aziendali ne sanno qualcosa…).

Allora? Chi ha ragione? Semplicemente, tutti e nessuno. Spedire mail inutili e ridondanti non ha senso semplicemente come non avrebbe senso perdere tempo a telefonare ad un numero inesistente: la produttività e il buonsenso lavorativo devono usare il colloquio e la posta elettronica sfruttando i vantaggi di entrambi i sistemi di comunicazione. Attendiamo commenti e blog: via mail, Skype, telefono o anche diretti. Tanto sapete benissimo dove trovarci…

 

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