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New York diventera’ una Silicon Valley. A rischio il primato di San Francisco

New York diventera’ una Silicon Valley. A rischio il primato di San Francisco
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Mettendo da parte anni di ostilità, i sindaci di San Francisco e New York il 14 giugno scorso hanno annunciato una partnership per l’organizzazione congiunta di due summit dedicati alle città digitali: il primo si terrà a New York il 30 settembre, mentre il secondo a San Francisco all’inizio del 2014.
In realtà meglio noto come Bloomberg Technology Summit, la conferenza riunirà i leader tecnologici politici  per discutere di come le città possano crescere le loro tech-economie e risolvere così la miriade di problemi sociali, economici e culturali che le accomunano.

L’annuncio epico segna il primo passo verso ciò che gli osservatori sperano possa portare a una pace duratura tra i due ostili rivali. Nel corso degli anni, infatti,  San Francisco e New York hanno litigato su un’ampia gamma di questioni critiche… chi ha le ciambelle migliori … è meglio il ponte di Brooklyn o il Golden Gate… ma soprattutto: quale delle due città è la prima nel campo della tecnologia?ì

Negli ultimi dieci anni San Francisco si è affermata come la capitale mondiale dell’innovazione e delle start-up, con aziende che attraggono capitale di rischio più che in qualsiasi altra città.
La cosa a quanto pare ha stuzzicato il sindaco di New York Michael Bloomberg che si è ripromesso, riuscendoci, di sfidare la leadership di San Francisco.

Quando ci si chiama New York non ci si può accontentare di essere seconde
affermava nel 2011 Bloomberg.

Dal 2005, infatti, il settore hi-tech è cresciuto del 30% a New York, dove ormai sono presenti i grandi nomi del venture capital della West coast. Numerose società della Silicon Valley, tra le quali Google e Facebook, vi hanno aperto degli uffici e sono tanti gli ingegneri e sviluppatori che vi si sono trasferiti. Un dato per tutti: per la prima volta in almeno quattro anni, l’assunzione di domanda per le posizioni di tecnologia è più alto in Silicon Alley che nella Silicon Valley.

Ma il titolo di nuova capitale dell’innovazione non dipende solo dall’aver attirato investimenti da parte delle aziende leader del settore, ma anche dalle iniziative della stessa amministrazione Bloomberg per innovare e digitalizzare la città.
E’ notizia recentissima, per fare un esempio, che Michael Bloomberg abbia donato 15 milioni di dollari a cinque musei della città – e non solo – per trasformare le vecchie audioguide in strumenti hi-tech, con simulazioni 3D e tracciamenti GPS. A beneficiare del programma il Guggenheim, il Metropolitan e il MoMA, ma anche il New York Botanical Garden e l’Art Institute di Chicago.
Qualche mese fa ha fatto il giro del mondo la notizia del pensionamento delle vecchie cabine telefoniche a favore di quelle smart che, oltre ad offrire funzionalità telefoniche, saranno anche hot spot WiFi gratuiti, con mappe della città interattive e pannelli touch screen, alimentate da energie rinnovabili grazie alla presenza dei pannelli solari.
A un certo punto c’è mancato poco che Bloomberg riuscisse a convincere  la  Stanford University (gioiello by Silicon Valley) ad aprire una filiale “in territorio nemico”.

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