Agenda Digitale / Blogger / Innovazione / Marketing / wifi pubblico

Wi-Fare in Piemonte: il wifi libero e’ piu’ vicino?

Wi-Fare in Piemonte: il wifi libero e’ piu’ vicino?
3 minuti di lettura

Il decreto del Fare approvato a livello nazionale, seppur con qualche timidezza, dà ulteriore impulso alla liberalizzazione del wifi. È vero che nei fatti cambierà poco o nulla, perché il decreto colma un vuoto lasciato dall’abrogazione del decreto Pisanu per quanto riguarda l’identificazione. In ogni caso è stato fissato un importante principio: il wifi deve essere libero. Perciò anche i piccoli esercizi commerciali, i bar, i ristoranti potranno oggi essere ancora più incentivati a dare connessione ai propri clienti.

Sicuramente si poteva avere maggiore coraggio anche sul fronte operatori wifi per i quali permane l’obbligo d’identificazione. Aspettiamo i provvedimenti attuativi per avere maggiore chiarezza su questo fronte. Ma è più che mai importante che il decreto abbia una ricaduta effettiva nella quotidianità delle persone, nei luoghi che frequentiamo abitualmente. Compresi i luoghi di lavoro.

La tecnologia sta cambiando radicalmente i concetti di spazio e tempo legati al posto di lavoro.  Persone che una volta lavoravano all’interno di un determinato ufficio o in un quartiere commerciale, ora possono lavorare da quasi ovunque e in qualsiasi momento.

Per decenni, le città hanno rispecchiato la netta separazione tra lavoro e casa, con residenze in una parte della città, uffici e industria in un altro, e le infrastrutture (strade, parcheggi, trasporti), costruite per collegare le diverse aree. Ma cosa succede quando più persone iniziano a lavorare al di fuori degli uffici, o davvero ovunque, in ogni momento?
Michele Vianello usa la definizione “Nomad Workers”.

Improvvisamente, abbiamo bisogno di wifi nei parchi, negli esercizi commerciali, nelle metropolitane. Abbiamo bisogno di più spazi fisici che servono a questo nuovo stile di vita: uffici di co-working e appartamenti-studio.

Questo cambiamento di ritmo lavorativo e di spazi richiede che le persone possano essere “always on”, sempre connessi grazie a un efficace sistema di wifi pubblico. Una risposta è stata data dalla legge regionale del Piemonte 5/2011 che fissa alcuni principi

  • internet come diritto di cittadinanza
  • l’apertura di hotspot liberi, gratuiti, senza limiti di tempo e senza autenticazione in ogni sede della Regione e del Consiglio regionale

Nei due report qui sotto il numero di accessi al wifi regionale diviso per sedi del Consiglio (due su due) e sedi della Giunta già attivate (sedi degli assessorati più la sede di Bruxelles e la Reggia di Venaria). Da qualche settimana è attivo anche un hotspot alla Biblioteca della Regione.

Il numero delle connessioni negli ultimi cinque mesi (36.115) dimostra che c’è una forte richiesta di connessione pubblica da parte dei cittadini, a conferma che internet è sempre più un servizio ritenuto essenziale.

Inoltre, in questi mesi non sono state registrate particolari irregolarità o attività illecite. Una risposta a chi temeva, a volte strumentalmente, che l’apertura di wifi pubblici senza bizantine registrazioni avrebbe richiamato nelle sedi regionali orde di pedofili e terroristi di varia natura.

A riprova di quanto detto, ancora qualche numero. La legge sul wifi libero del Piemonte prevede anche finanziamenti per i piccoli Comuni e per gli esercizi commerciali che presentano progetti o installano connessioni nel rispetto dei criteri fissati dalla normativa: internet libero, gratuito, senza limiti, senza registrazione.

È di questi giorni la pubblicazione della prima graduatoria relativa ai Comuni. Quasi 200 i progetti presentati, per un valore complessivo di gran lunga superiore alle disponibilità previste: i primi 38 riceveranno subito il contributo, che varia tra  1.600 e 7.500 euro,  in base alla complessità degli interventi che saranno realizzati.

Foto del profilo di Fabio Malagnino
Giornalista del Consiglio regionale del Piemonte, coordinatore comunicazione social e open knowledge. Coordinatore di TorinoDigitale.it, comitato civico di supporto alle istituzioni per lo sviluppo del digitale nelle amministrazioni. Conduttore radiofonico su Radio Flash - Popolare Network, dove raccontiamo come cambiano l'informazione e la politica ai tempi della Rete. Scrivo (quasi) tutto su fabiomalagnino.it e su twitter @invisigot. Vivo a San Salvario, con il cuore alla Puglia.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>