L’Europa dalla parte di Google: il diritto all’oblio non e’ un suo problema

Scritto da:     Tags:  , ,     Data di inserimento:  27 giugno, 2013  |  Nessun commento
27 giugno, 2013

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Dal Lussemburgo è un arrivo una sentenza storica, che finalmente farà luce sul controverso tema del diritto all’oblio. Secondo questo principio le persone che non vogliono che i loro nomi e i dati personali appaiano sui motori di ricerca, possono chiederne la cancellazione, l’oblio appunto. Si tratta di casi sempre più frequenti, anche in Italia, ma che solo ora hanno portato a una presa di posizione da parte della legge.

La questione è stata affrontata in Spagna dove il Garante della Privacy ha ordinato a Google la cancellazione delle informazioni pubblicate in un giornale online e che rientravano nei suoi risultati di ricerca. La ragione di tale provvedimento era che un cittadino spagnolo si sentiva danneggiato da alcune informazioni su di lui che risalivano a molti anni prima. La Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che ha sede in Lussemburgo, ha però dato ragione a Google attraverso l’opinione preliminare dell’Avvocato generale. Non si tratta ancora quindi di una decisione ufficiale, ma nella maggior parte dei casi queste procedure sfociano in sentenze definitive.

Secondo il parere espresso dall’Avvocato generale, Google ‘‘non va considerato come responsabile del trattamento dei dati personali che compaiono nelle pagine web che tratta”. Infatti, fornire uno strumento per la localizzazione dell’informazione ”non implica alcun controllo sui contenuti presenti nelle pagine web di terzi e non mette neppure il fornitore del motore di ricerca in condizione di distinguere tra i dati personali […] e gli altri dati ”.

Si tratta di un parere positivo per la libertà di espressione. Siamo lieti di vedere che va nella direzione da noi sostenuta da lungo tempo secondo cui richiedere ai motori di ricerca la rimozione di informazioni legittime corrisponderebbe a censura.

Così William Echikson, Head of Free Expression di Google Europa, Medio Oriente e Africa, ha commentato il parere dell’avvocato generale della Corte di giustizia Ue.

Parere che potrebbe tornare utile anche in Italia dove il problema era stato già sollevato e in alcuni casi le Corti avevano riconosciuto la necessità di applicare il diritto all’oblio in riferimento agli archivi giornalistici online. Ma chi teme per la propria privacy, italiano o spagnolo che sia, non deve disperare, gli amministratori dei siti sono comunque chiamati a rispondere dei dati che diffondono e possono essere costretti a cancellarli, nel momento in cui violano i diritti dei cittadini.

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