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La nostra Agenda Digitale non e’ quella del decreto del fare: la burocrazia va eliminata, non digitalizzata!

La nostra Agenda Digitale non e’ quella del decreto del fare: la burocrazia va eliminata, non digitalizzata!
2 minuti di lettura

L’amico Matteo Peppucci ha pubblicato oggi un ottimo articolo su Pionero “Agenda Digitale, Caio punta alla qualita’ dei servizi al cittadino. Passi la banda larga, ma la carta d’identita’ elettronica non si sostiene più“. Ovviamente concordo integralmente con i contenuti dell’articolo. Se poi Matteo parla di “digitalizzazione dell’esistente”, “carta d’identità elettronica”, wow!!!! ci siamo, finalmente un adepto.

Quindi, perché scrivo? Scrivo per evitare che Matteo, Gigi Cogo, il sottoscritto (e molti altri) facciano la figura di quelli che sono sempre contro. L’Agenda Digitale italiana non è costituita da un assieme di provvedimenti di autoriforma della Pubblica Amministrazione. L’Agenda Digitale italiana è costituita da un assieme organico di interventi di lunga durata destinati a modernizzare il Paese.

L’Agenda Digitale è la capacità/possibilità di intervenire su storici ritardi italiani-risolvendoli-attraverso un uso consapevole da parte di tutti i soggetti (PA, imprese, city user) delle tecnologie IT.

L’IT consente di dare competitività alle imprese, l’IT consente di riformare intimamente i modelli di apprendimento, l’IT consente di cambiare le nostre città, l’IT consente di rendere efficiente la Pubblica Amministrazione. La cultura IT necessita, per affermarsi, di un piano di alfabetizzazione digitale del Paese.

Tutti, a partire dal Presidente del Consiglio dei Ministri soffrono di divide culturale in materia di IT. Non si spiegherebbe altrimenti il contenuto magro e deludente (per la parte IT) del Decreto del Fare. L’IT non è “digitalizzazione dell’esistente”, è lo strumento per cambiare radicalmente lo stato delle cose. L’IT non è banda larga, wifi (più o meno libero), carta d’identità elettronica e PEC.

Chi scrive non intende digitalizzare la burocrazia, la burocrazia va eliminata. L’IT ci aiuta ad eliminare la burocrazia. In questo processo probabilmente ci saranno delle vittime. Certamente ci saranno delle vittime se il cambiamento non verrà gestito consapevolmente.

Per questi motivi mi rifiuto di partecipare al lavoro di emendamento del Decreto che stanno facendo alcuni amici. Li capisco e ammiro la loro volontà, ma non ha senso perdere tempo. Ritengo che sia giunto il momento di affermare la necessità di una sorta di Rivoluzione Culturale (non quella cinese, per carità di Dio).

È necessario che affermiamo un pò di radicalità e soprattutto abbandoniamo l’idea che il nostro orizzonte di innovatori disubbidienti debba ridursi esclusivamente al mondo della Pubblica Amministrazione. Cari amici il nostro orizzonte è la rivoluzione digitale in Italia.

TRATTO DA MICHELECAMP.IT

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Foto del profilo di Michele Vianello
Ex Direttore Generale di VEGA Parco Scientifico Tecnologico di Venezia, imprime una forte impronta di innovazione IT nel territorio veneziano e veneto, sperimentando e attuando, a favore della crescita tecnologica e della competitività delle imprese, modelli avanzati di sviluppo gestionale e organizzativo “Enterprise 2.0”, nuove modalità di marketing “Web 2.0”, le più avanzate soluzioni tecnologiche e piattaforme di eccellenza. La sua carriera politica ha inizio nel 1997 come Vice Sindaco nella sua città natale: Venezia. Deputato della Repubblica dal 2001 al 2005, rientra a Venezia, braccio destro del Sindaco Cacciari alla guida della città lagunare, fino a ottobre 2009. In quattro anni promuove un cambiamento radicale nell’organizzazione della macchina comunale e nell’interazione tra PA e cittadini, con l’adozione delle filosofie gestionali “Web 2.0” e “Amministrare 2.0”. E’ ideatore delle politiche del Comune di Venezia in materia di banda larga e connettività wi-fi: con il progetto “Cittadinanza digitale” ha reso Venezia la prima città d’Italia completamente digitale, con connessione Internet wi-fi gratuita per tutti i residenti nelle piazze, biblioteche e uffici pubblici; con il portale “Venice Connected”, che intermedia decine di migliaia di ordini, ha contribuito ad innovare la gestione dei flussi turistici della città. Numerose le relazioni, gli scritti e le interviste di natura specialistica rilasciate su riviste e quotidiani. Nel 2010 pubblica il libro “VE 2.0. Cittadini e libertà di accesso alla rete” edito da Marsilio Editori. Ad aprile 2010 è stato insignito del prestigioso premio nazionale “La città dei cittadini – Cineca Award 2010”, quale personalità che si è più distinta in Italia nello sviluppo di progetti che favoriscono la comunicazione tra Istituzioni e cittadini, in particolare nell’erogazione di servizi tramite le nuove tecnologie web.

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