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Agenda Digitale, Caio punta alla qualita’ dei servizi al cittadino. Passi la banda larga, ma la carta d’identita’ elettronica non si sostiene piu’

Agenda Digitale, Caio punta alla qualita’ dei servizi al cittadino. Passi la banda larga, ma la carta d’identita’ elettronica non si sostiene piu’
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Qualità dei servizi al cittadino???? Sacrilegio! L’agenda digitale del nuovo Mister Agenda Digitale, Francesco Caio da Avio, qualche settimana fa insignito del ruolo di salvatore della Patria digitale direttamente on Twitter dal Presidente del Consiglio Letta, inizia a prendere forma a suon di dichiarazioni più o meno già sentite.

Intervenuto al ForumANSA, Caio ha parlato di Città della Scienza e poi, ovviamente, di strategie per l’agenda digitale. Nelle vesti di super commissario che presiede un Tavolo permanente, di cui si avvarrà la Cabina di regia istituita dal Decreto Del Fare, sotto la diretta responsabilità della Presidenza del Consiglio, Caio ha provato a fare il punto, al netto di Agostino Ragosa e dell’Agenzia per l’Italia Digitale di cui non si parla più (perché? dov’è?).

L’obiettivo è quindi “avvicinare i contenuti dell’Agenda Digitale alla cittadinanza perché tutti possano comprenderne il valore.  Bisogna compiere uno sforzo per tradurre il valore dell’Agenda Digitale per i cittadini e le famiglie, perché comprendano che cos’é. Interpreto la leadership come un servizio di passaggio” dice ancora Caio delle sue possibili esperienze professionali future.

Ok, ma allora siamo ancora alla comprensione? E la realizzazione? I 32 decreti attuativi del crescita 2.0 fermi dalla notte dei tempi che aspettano di essere messi sul rettilineo dove sono? Mentre qua non sappiamo ancora quanta banda larga ci serve e se domani potremo liberarci da tutta una serie di inutili burocrazie, qualcuno la mette sulla banda larga come panacea di tutti i mali.

Ok, partiamo dal presupposto (anacronistico) secondo il quale bisogna prima azzerare il divario digitale: se non sono stati trovati i fondi per il Centro-Nord (in vista di un nuovo round di finanziamenti europei 2014-2020), fondi pubblici coprono la banda larga in Campania; entro luglio toccherà a Basilicata, Calabria, Molise e Sicilia. Il piano dell’Agenda Digitale UE è però più ambizioso: navigare a 100 Megabit (50 per cento della popolazione) e a 30 Megabit (al 100 per cento) entro il 2020. Le risorse andranno trovate: intanto lo scorporo della rete Telecom va in questa direzione.

Per favore, non parlateci più di carta d’identità elettronica che ci viene l’orticaria. Eppure la direzione sembra ancora quella, visto che si parla di introdurre il domicilio digitale: all’atto della richiesta della carta d’identità elettronica o del documento unificato, il cittadino potrà chiedere una casella di posta elettronica certificata.

Si punta inoltre alla razionalizzazione dei Centri elaborazione dati (CED). Viene introdotto il Fascicolo sanitario elettronico (FSE): le regioni e le province autonome dovranno presentare il piano di progetto del FSE all’Agenzia per l’Italia digitale entro il 31 dicembre 2013. Entro il 31 dicembre 2014 questo sarà istituito.

L’Agenzia per l’Italia digitale, con Ragosa pendente tra Caio e Letta, e il ministro della Salute dovranno valutare e approvare i progetti. Per la realizzazione dell’infrastruttura centrale del FSE è stata autorizzata una spesa non superiore ai 10 milioni di euro per il 2014 e ai 5 milioni a decorrere dal 2015.

E poi? Poi ci sarebbero le startup, le smartcity (quelle vere, non le digitalizzazioni dell’esistente), il wifi libero vero e non casualmente funzionante al netto di pretestuose modalità, la completa dematerializzazione della PA che francamente non vediamo. Ci penserà Caio? Lo diciamo per la milionesima volta: il problema non è il chi, ma il come, il quando e il dove…

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