Maturita’ e social network, non e’ una rivoluzione ma un dato di fatto

Scritto da:     Tags:  , , , , ,     Data di inserimento:  21 giugno, 2013  |  Nessun commento
21 giugno, 2013
maturita2013

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Che la maturità sia diventata social non è una novità, bensì un dato di fatto, sempre che ci sia ancora qualcosa che, nel 2013 e riferito alla generazione ‘sotto i 40′, non sia definibile come fenomeno social. Gli esami di maturita’ non potevano fare eccezione, le notti prima degli esami in giro per le piazze e in spiaggia lasciano spazio a Facebook e Twitter, che inglobano dentro ansia, paure, speranze, e soprattutto tracce, tante tracce, siano temi o esami di matematica.

Il senso di tutto questo, però, forse travalica. Pensate: chiunque, sui social network, può informarsi ormai su quello che succede, su Pirandello, sulle Foibe, sugli omicidi di Stato. Forse i social network non hanno migliorato la vita in senso lato, ma di certo hanno – ed è un fatto – reso possibie l’innalzamento del livello culturale prima di quanto non succedesse con sussidiari e libri che, comunque sia, per il solo fatto di essere una costrizione non venivano aperti mai col senso del ‘conoscere’.

Ovvio, il tutto può anche essere opinabile. Ma, tornando all’impatto degli esami di maturita’ sui social network, ad esempio su Twitter, dove l’hashtag #maturita’2013 ha raccolto veramente di tutto. Secondo un’indagine condotta dall’Osservatorio Sanpellegrino, ad esempio, il 44% dei maturandi manifesta ansia e tensione, mentre solo il 19% afferma di sentirsi tranquillo. Cosa c’è di nuovo rispetto a vent’anni fa? Non avevamo ansia seduti sulla nostra srivania mentre ripetevamo Leopardi guardando dalla finestra il cortile?

Su Facebook, invece, gli studenti di tutta Italia si sono dati appuntamento per scambiarsi informazioni e opinioni riguardo i commissari esterni. Una sorta di Social “Cercaprof” (facilmente reperibile inserendo la dicitura “Commissari esterni” nella casella di ricerca) che ha preso vita proprio grazie a Facebook, attraverso la nascita di numerosi gruppi aperti, divisi per Regioni e Province, per condividere notizie e consigli sui membri delle commissioni.

Però, secondo Skuola.net, c’è anche chi la notte prima degli esami l’ha passata davanti al Giulio Cesare di Roma a cantare Venditti: in 100 mila hanno partecipato alla diretta del sito dedicato ai maturandi, trasmessa anche su Ansa.it e Youtube. L’evento non è più l’esame, ma l’attesa. Non vi sembra tutto molto poco social e molto commerciale?

Forse non bisogna dare giudizi, semplicemente prendere atto del fenomeno e accettarlo nella stessa maniera in cui abbiamo accettato la Vespa, i bigliettini, il cellulare, lo scooter 125. I social network non sono Internet, sono un mezzo atto ad un fine che non è solo la comunicazione tra soggetti di una stessa comunità. E’ semplicemente l’essere collegati a questo mondo, che sui social network – volenti o nolenti – anche si basa. Altrimenti i presidenti di tutti gli Stati, il Papa e gli Organismi principali del Globo ignorerebbero Facebook, Twitter e affini.

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