Francia vs. Google, e’ scontro sulla privacy: tre mesi per riparare o sara’ multa per Big G

Scritto da:     Tags:  ,     Data di inserimento:  21 giugno, 2013  |  Nessun commento
21 giugno, 2013
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Google e privacy la vertenza continua… Dopo che nell’aprile scorso  il Garante per la privacy italiano e altre 5 Authority europee (quelle di Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Spagna) hanno aperto un’istruttoria nei confronti di Google Inc. per verificare il rispetto della disciplina sulla protezione dei dati personali, è l’Autorità francese (Cnil) la prima a dichiarare che Google viola le norme in materia di privacy.

La Cnil ha dato alla società di Mountain View 3 mesi di tempo per mettersi in regola con la legislazione locale, e Big G farà bene a sbrigarsi perché, oltre all’annunciata imposizione di sanzioni pecuniarie (fino a 300mila euro),  iniziative analoghe sono attese dalle altre Authority europee.

Il procedimento avviato dall’Autorità per la privacy francese – si legge ancora nella nota – ha confermato la violazione delle disposizioni in materia di protezione dati che già nell’aprile scorso le Autorità di protezione dati italiana, francese, tedesca, olandese, spagnola ed inglese, riunite in una task force appositamente costituita, avevano denunciato: in quell’occasione avevano chiesto che entro 4 mesi venissero fatte le modifiche necessarie per assicurare la conformità dei trattamenti alle disposizioni vigenti e Google aveva risposto

La nostra normativa sulla privacy rispetta la legge europea e ci permette di creare servizi più semplici e più efficaci. Siamo stati costantemente in contatto con le diverse autorità coinvolte nel corso di questa vicenda e continueremo a esserlo in futuro.

L’oggetto del contendere è la «privacy policy» di Google, che non sarebbe in linea con i requisiti fissati dalle direttiva europea sulla protezione dei dati. Inoltre le nuove regole della privacy adottate da Google consentono alla società californiana di incrociare in via generalizzata i dati degli utenti che utilizzano i servizi offerti (da Gmail a YouTube a Google Maps solo per citarne alcuni).

Italia vs. Google

Nell’ambito dell’istruttoria avviata nell’aprile scorso per verificare il rispetto della normativa italiana delle nuove regole privacy adottate dal colosso Usa, il Garante per la privacy “ha deciso di richiedere a Mountain View maggiori e più puntuali dettagli su specifici aspetti delle modalità di trattamento dei dati degli utenti italiani: in particolare – ha spiegato una nota dell’Autorità – riguardo all’informativa e al consenso all’uso dei dati, alla loro conservazione e al loro possibile incrocio, anche tra prodotti e servizi diversi.
Gli ulteriori elementi che verranno forniti da Google al Garante italiano saranno oggetto di valutazione per l’eventuale adozione dei provvedimenti ritenuti più opportuni, inclusi, qualora dovessero ricorrerne i presupposti, quelli a carattere prescrittivo o sanzionatorio”.

Gli altri Paesi vs. Google

Questa la situazione negli altri Stati: “Nei Paesi Bassi, l’Autorità si appresta a chiedere a Google di fornire chiarimenti, elementi e documenti, che una volta raccolti, confluiranno in un documento finale che potrebbe avere come esito anche l’eventuale irrogazione di sanzioni. Un’istruttoria è in corso anche nel Regno Unito, dove il Garante è in procinto di rendere noti a Google i risultati dell’analisi preliminare condotta. L’Autorità di protezione dati di Amburgo ha instaurato un procedimento nei confronti di Google che potrebbe dar luogo a un provvedimento a carattere prescrittivo che imponga alla società l’adozione di specifiche misure per conformare i trattamenti alle norme nazionali. Anche in Spagna l’istruttoria aperta nei confronti della società di Mountain View è in corso di svolgimento. L’Autorità di protezione dati spagnola ha notificato a Google la propria decisione di avviare una procedura a carattere sanzionatorio per violazione dei principi cardine della normativa nazionale”.

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