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Trasparenza e accessibilita’: le pubblicazioni obbligatorie sul sito Internet delle pubbliche amministrazioni

Trasparenza e accessibilita’: le pubblicazioni obbligatorie sul sito Internet delle pubbliche amministrazioni
6 minuti di lettura

Lo scorso 19 aprile è entrato in vigore il DLgs n. 33/2013Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”. Questo provvedimento è stato dettato in applicazione della delega espressamente conferita dalla legge n. 190/2012. Esso riordina tutta la materia dei vincoli di pubblicità tutte le PA devono necessariamente rispettare tramite il proprio sito internet.

Il decreto vuole perseguire tre finalità: aumentare l’efficienza delle amministrazioni pubbliche, incrementare il controllo sociale e prevenire i fenomeni di corruzione. Le prime due finalità sono al centro di numerosi provvedimenti adottati negli ultimi anni, basta ricordare in particolare i DLgs n. 82/2005, cd codice dell’amministrazione digitale, e n. 150/2009, cd legge Brunetta. L’ultima finalità è stata espressamente introdotta dalla legge cd anticorruzione.

Il provvedimento riordina, assai opportunamente, tutta la disciplina previgente, che peraltro era dispersa in numerose disposizioni; una parte delle vecchie regole è stata espressamente abrogata. Esso assegna un notevole rilievo al rispetto delle prescrizioni dettate dal legislatore in materia di trasparenza; queste previsioni hanno un carattere inderogabile da parte dei singoli enti ed il loro mancato rispetto costituisce ragione di maturazione di responsabilità dirigenziale e determina, per i pagamenti, una condizione di illegittimità.

Sicuramente la disposizione si caratterizza per molti aspetti come un ennesimo adempimento per le amministrazioni, il che determina un ulteriore carico aggiuntivo di vincoli. Ma si deve evidenziare che questi vincoli possono in buona parte essere soddisfatti in modo da non risultare impegnativi grazie al soccorso delle tecnologie della società dell’informazione e, soprattutto, che siamo in presenza di uno strumento assai importante per il miglioramento complessivo della qualità delle attività amministrative.

IL CARATTERE

I principali elementi innovativi del decreto possono essere così riassunti: introduzione dell’accesso civico, sostituzione della definizione di “amministrazione trasparente” a quella di “trasparenza, valutazione e merito” come titolo della specifica sezione del sito internet delle PA, vincolo per tutte le amministrazioni a darsi il piano triennale della trasparenza e ad individuare lo specifico responsabile.

Il provvedimento consta di 53 articoli e ad esso è allegata una tabella che raccoglie i contenuti delle informazioni che devono essere pubblicati. La trasparenza viene intesa esplicitamente come “accessibilità totale”.

Per espressa indicazione legislativa siamo in presenza di una disposizione di attuazione dei principi costituzionali e – di conseguenza – essa ha un valore rafforzato. In particolare, essa dà attuazione ai “principi di eguaglianza, di imparzialità, buon andamento, responsabilità, efficacia ed efficienza nell’utilizzo di risorse pubbliche, integrità e lealtà nel servizio alla nazione”, nonché più in generale essa vuole costituire uno strumento di garanzia delle libertà individuali e dei diritti civili.

Ed ancora, essa è tesa a garantire il diritto ad una buona amministrazione e concorre alla realizzazione di una “amministrazione aperta”. Le disposizioni “integrano” la individuazione dei livelli essenziali delle prestazioni erogate dalle PA e, di conseguenza, a norma dell’articolo 117 della Costituzione: il che determina la conseguenza che tali disposizioni devono essere giudicate come vincolanti per le regioni e gli enti locali.

Lo stesso effetto è raggiunto anche dalla loro qualificazione come “esercizio della funzione di coordinamento informativo statistico e informatico dei dati dell’amministrazione statale, regionale e locale”. Questi vincoli si applicano a tutte le PA ed alle società controllate, per queste ultime solamente con riferimento alle attività che hanno natura pubblica.

LE CARATTERISTICHE

Le PA devono pubblicare sul proprio sito informazioni pubbliche e che possono essere usate gratuitamente da chiunque. Esse, con l’eccezione di quelle che contengono dati sensibili e/o giudiziari, possono essere trattate in modo da consentirne la indicizzazione e la rintracciabilità tramite i motori di ricerca, nonché il loro riutilizzo.

I dati sui dirigenti e sui titolari di organi di indirizzo politico e sui loro staff sono definiti di “rilevante interesse pubblico” e, quindi, sono attenuate le forme di tutela della privacy. Nella pubblicazione di dati ulteriori le amministrazioni devono preoccuparsi di rendere anonime le informazioni personali.

Nella pubblicazione dei dati previsti da norme di legge e/o di regolamento, le amministrazioni devono “rendere non intelligibili i dati personali non pertinenti o, se sensibili o giudiziari, non indispensabili” al perseguimento delle esigenze di trasparenza. Le informazioni sulla valutazione e sullo svolgimento delle prestazioni dei dipendenti pubblici sono rese accessibili.

Non sono di regola ostensibili le informazioni sugli impedimenti e le informità che causano l’astensione e le componenti della valutazione e, più in generale, tutte le notizie da cui possono essere tratte informazioni su dati personali sensibili. Rimangono fermi i limiti alla pubblicità previsti dalla legge n. 241/1990. Ricordiamo inoltre il vincolo legislativo dettato per la pubblicazione con il cd formato aperto.

IL PROGRAMMA

Tutte le PA, ivi compresi anche i comuni e gli altri enti locali per i quali prima non esisteva uno specifico obbligo, devono approvare il “Programma triennale per la trasparenza e l’integrità”, da aggiornare annualmente. In esso vanno indicate le iniziative da assumere per garantire un adeguato livello di trasparenza, la legalità e lo sviluppo della cultura dell’integrità.

Questo programma contiene le misure, i modi e le iniziative per garantire la regolarità e la tempestività dei flussi di informazione previsti dal legislatore come obbligatori. Le misure previste devono essere coordinate con quelle contenute nel Piano anticorruzione, di cui questo documento costituisce una sezione, ed i suoi obiettivi devono essere coordinati con quelli previsti dal piano delle performance: in questa direzione il perseguimento delle finalità di trasparenza costituisce “un’area strategica” a cui collegare obiettivi organizzativi ed individuali.

Occorre garantire il massimo di trasparenza in ognuna delle fasi dei cicli di gestione della performance. Nel programma occorre individuare in modo analitico anche i costi, ivi compresi quelli relativi al personale utilizzato, il che deve essere fatto con riferimento ad ogni servizio. Viene rilanciato l’obbligo di presentare sia il piano che la relazione sulle performance alle associazioni di consumatori, utenti etc nell’ambito delle giornate della trasparenza. Il programma deve inoltre prevedere le modalità di verifica della sua attuazione.

Il piano deve essere approvato dalla giunta, sulla base della lettura data dall’Anci, in quanto organo che approva il piano anticorruzione. Il responsabile per la trasparenza deve essere individuato dal sindaco, di norma coincide con quello anticorruzione, ma può anche essere un soggetto diverso.

IL SITO

Direttamente il DLgs n. 33/2013 stabilisce i parametri essenziali che devono essere posseduti da ogni sito internet delle Pubbliche Amministrazioni:

  1. integrità,
  2. costante aggiornamento,
  3. completezza,
  4. tempestività,
  5. semplicità di consultazione,
  6. comprensibilità,
  7. omogeneità,
  8. facile accessibilità,
  9. conformità ai documenti originali in possesso dell’amministrazione,
  10. indicazione della provenienza dei documenti;
  11. riutilizzabilità.

Occorre inoltre, per esplicita e vincolante previsione normativa, citare la fonte e rispettare l’integrità del testo.
I dati vanno pubblicati tempestivamente e vanno comunque mantenuti aggiornati; il periodo di validità della loro pubblicazione è fissato in 5 anni dallo 1 gennaio successivo e comunque fino a che essi producono i loro effetti; sono comunque fatti salvi i diversi effetti determinati dalla normativa sul trattamento dei dati personali.

Tali informazioni vanno comunque conservati e resi disponibili in una apposita sezione di archivio, cui deve essere possibile accedere in forma telematica, per cui vengono semplicemente spostati nel sito internet. Al DLgs n. 33/2013 viene allegato uno schema in cui è riassunta la struttura dei dati da pubblicare sul sito internet alla pagina Amministrazione trasparente. Si dispone che siano previste le seguenti sezioni:

  • disposizioni generali;
  • organizzazione;
  • consulenti e collaboratori;
  • personale;
  • bandi di concorso;
  • performance;
  • enti controllati;
  • attività e procedimenti;
  • provvedimenti;
  • controlli sulle imprese;
  • bandi di gara e contratti;
  • sovvenzioni, contributi, sussidi, vantaggi economici;
  • bilanci;
  • beni immobili e gestione patrimonio;
  • controlli e rilievi sull’amministrazione;
  • servizi erogati;
  • pagamenti dell’amministrazione;
  • opere pubbliche;
  • pianificazione e governo del territorio;
  • informazioni ambientali;
  • strutture sanitarie private accreditate;
  • interventi straordinari e di emergenza;
  • altri contenuti.
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Foto del profilo di Arturo Bianco
Esperto in gestione degli Enti locali, è stato dirigente Ancitel e componente della presidenza nazionale dell’Anci. Attualmente collabora a numerosi giornali, tra cui i quotidiani “Il Sole 24 Ore” e “Italia Oggi” e le riviste “Guida agli enti locali”, “Guida al pubblico impiego locale”, “Anci Rivista”, “Amministrazione Civile”, “Comuni d’Italia” e “L’Italia dei comuni”, la rivista telematica “La settimana degli enti locali”.

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