Napster e’ legale e fa concorrenza a Spotify, Deezer e iRadio: con 10 euro al mese scarichi quanta musica vuoi. Come funziona?

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7 giugno, 2013
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Chi ha mai dimenticato l’originale Napster? Il primo, vero sito di download gratuito di brani musicali di ogni genere, album compresi: peccato che, nel 1999, il tutto non fosse legale, coi più a fregarsene in nome dell’alba del peer to peer (p2p per i più esperti) che diede notevoli problemi all’industria della musica.

Non c’era ancora iTunes, nessuno poteva neppure immaginare la potenza di un iPod (anche nano) o di una singola app, mentre Spotify, all’epoca, forse al massimo poteva essere un gelato dell’Acquafan o una pubblicità di un qualcosa di poco definito.

La musica e la rete, in 14 anni, sono però profondamente cambiati, e rispetto al Napster che rivoluzionò la musica digitale tra il 1999 e il 2001 oggi lo scenario generale molto è diverso. Tanto che l’industria della musica ha rimesso in riga il servizio originariamente sviluppato da Shawn Fanning e Sean Parker: ora le canzoni sono offerte in modo assolutamente legale e avallato dalle major e il nuovo Napster dovrà fare i conti con avversari che offrono, o offriranno presto, servizi simili, come appunto Spotify.

Partiamo dall’offerta del nuovo Napster: simile a quella dei principali nomi dello streaming online, visto che coi proverbiali 9.95 euro al mese si ha accesso a 20 milioni di brani su pc, iPhone, iPad o smartphone e tablet Android. E’ inoltre disponibile come intrattenimento domestico nel sistema Hi-Fi wireless Sonos e in auto, con Bmw e Mini. I file sono disponibili a 256kbps, ed è possibile scaricare una playlist per poi ascoltarla anche quando non si è connessi a Internet.

In attesa dei primi dati italiani, facciamoci bastare quelli di Usa, Regno Unito e Germania, dove Napster ha fatto il suo secondo debutto già nel 2011 ed ha riscosso ottimi risultati: proprio recentemente è stato raggiunto il milione di utenti registrati.

Tra iTunes e realtà, quindi, si torna indietro perché magicamente la magia di Napster – gli uomini marketing ne sono sicuri – sarà in grado di riecheggiare forte, andando ad alimentare un mercato, quello dello streaming online, che va sempre più su.

Apple ha tracciato la strada che di recente hanno percorso, in maniera diversa ma comunque interessante, ad esempio Spotify e DeezerGoogle ha lanciato da poco un servizio molto simile negli Stati Uniti, ma presto arriverà in Europa. La prossima settimana, durante un evento a San Francisco, dovrebbe toccare a Apple con il suo servizio iRadio.

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