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Cartaceo o digitale: quali obblighi? In GU il testo del decreto che regolamenta l’art.22 del codice dell’amministrazione digitale

Cartaceo o digitale: quali obblighi? In GU il testo del decreto che regolamenta l’art.22 del codice dell’amministrazione digitale
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Il codice dell’amministrazione digitale è sulla bocca di tutti, soprattutto adesso che anche il neo-premier Enrico Letta parla di agenda digitale, startup e necessità di svecchiare la burocrazia il prima possibile (in realtà sono discorsi che sentiamo dal paleozoico, ma tant’è).

Il 6 giugno 2013, però, verrà ricordato come un giorno importante per il codice dell’amministrazione digitale perché è stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale, il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 21 marzo 2013 di attuazione dell‘articolo 22, comma 5, del codice dell’amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005,  n. 82. In realtà, con gli obblighi di carta o di atto notarile, non è che si dematerializzi un granché, anzi. Ognuno, comunque, può farsi la propria idea in merito.

Il provvedimento contiene l’elenco dei documenti analogici originali unici che le pubbliche amministrazioni devono obbligatoriamente conservare in formato cartaceo, nonché l’elenco dei documenti che possono essere digitalizzati a condizione che la conservazione sostitutiva avvenga previa autenticazione della conformità all’originale da parte di un notaio o di altro pubblico ufficiale a ciò autorizzato.

Per tutti gli altri documenti non espressamente indicati è rimessa alla discrezionalità di ciascuna amministrazione la scelta tra la conservazione cartacea e quella digitale. Ossia: la possibilità di scelta è lasciata ad ogni singolo ente, sperando che si opti per la conservazione sostitutiva nella maggior parte dei casi.

Tra i passi del decreto, è interessante spulciare la tabella semplificativa nella quale i documenti adibiti alla conservazione sostitutiba sono divisi a seconda della tipologia: si va dai titoli del debito pubblico non dematerializzati, alle mappe di impianto del catasto terreni e del catasto edilizio urbano fino agli atti di aggiornamento cartografico per quel che riguarda il Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Interessanti i documenti relativi al Ministero dell’Interno, soprattutto
– le delibere del Consiglio di amministrazione del Fondo Edifici di culto (FEC) e atti ad essa correlati, atti e provvedimenti relativi alle situazioni giuridiche dei beni oggetto del patrimonio del FEC, sia storici che correnti;
– le certificazioni della condizione di apolidia ai sensi dell’art. 17, del D.P.R. n. 572/1993 e nulla osta al riconoscimento della cittadinanza italiana, ai sensi della legge 14.12.200, n. 379, nonché della legge 8.03.2006, n. 124.

SCARICA IL TESTO COMPLETO DEL DECRETO!

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