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Il Grande Fratello Usa controlla le telefonate di milioni di cittadini! Il caso Verizon, ultimi sviluppi

Il Grande Fratello Usa controlla le telefonate di milioni di cittadini! Il caso Verizon, ultimi sviluppi
2 minuti di lettura

Spiati. Tutti i giorni, 24 ore al giorno. E neppure una delle migliaia di telefonate sarà mai più più sicura (sempre che lo sia mai stata). Come vi sentireste con la certezza (perché un conto è il dubbio, un’altro la prova provata) che dall’altra parte dello smartphone c’è qualcuno sa con chi parlate, dove siete e quando lo fate?

E’ quello che stanno pensando milioni di cittadini americani, visto che rimbalza da oltre Oceano – ed è ormai in prima pagina su tutti i telegiornali e siti internet del mondo – la notizia che l’Agenzia di sicurezza nazionale Usa (Nsa) sta raccogliendo dati relativi alle telefonate di milioni di utenti statunitensi, clienti della compagnia di telecomunicazioni Verizon.

Lo scoop è del Guardian online, il quale precisa che Verizon è stata obbligata a consegnare le informazioni con un ordine del tribunale emesso ad aprile scorso. La decisione, di cui il Guardian ha ricevuto  una copia, stabilisce che Verizon deve fornire alla Nsa “in maniera continuativa, quotidianamente” i dati relativi a tutte le chiamate effettuate attraverso i suoi sistemi, sia domestiche che tra gli Stati Uniti e altri Paesi.

Ma cosa dicono le fonti governative Usa? Nulla, a parte interminabili silenzi e un imbarazzo sempre più crescente: Casa Bianca, Nsa e Dipartimento di Giustizia Usa non rilasciano comunicati di nessun tipo, mentre Verizon si è trincerata dietro un “Decliniamo ogni commento attraverso il suo portavoce a Washington, Ed McFadden.

Ma in cosa consisterebbe questa sorta di Grande Fratello delle telefonate mondiali? Secondo il Guardian, l’ordine impone alla Verizon di fornire giornalmente tutti i “metadati telefonici”, ovvero i numeri telefonici di chi effettua le chiamate, di chi le riceve, la durata delle conversazioni e – potenzialmente – anche la posizione di ciascuno dei partecipanti alla chiamata. Attenzione: non i contenuti, però. Cioè, non si tratta di intercettazioni, ma di controlli.

Tutte informazioni che, secondo il governo, non sono private, ma “equivalgono” ai dati riportati sulla busta di una lettera, ossia quelli più semplici e funzionali, ma soprattutto pubblici. Non sono richiesti, infatti, nomi, indirizzi, informazioni finanziarie sugli utenti e contenuto delle conversazioni. L’insieme dei dati su milioni di telefonate dovrebbe permettere all’Nsa di tracciare gli schemi delle comunicazioni all’interno e verso l’esterno.

Di fatto, quindi, le telefonate di milioni di cittadini americani vengono raccolte indiscriminatamente e in massa, a prescindere dal fatto che gli utenti siano sospettati o meno di un illecito. Il Fisa ha concesso il via libera all’Fbi il 25 aprile dando al governo la possibilità di ottenere i dati per tre mesi, fino al 19 luglio.

Il caso rischia di scatenare nuove tensioni con i sostenitori della privacy, soprattutto dopo la recente citazione delle registrazioni delle telefonate dei giornalisti dell’Associated Press. Un episodio che ha portato a scontri tra i media e la Casa Bianca ed è stato visto da molti come un’intrusione nella libertà di stampa.

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