Email Print Twitter Facebook Google LinkedIn
Blogger / Egovnews / Innovazione / Marketing / Opengovernment

ForumPA, trasparenza della pubblica amministrazione: la rete interna

ForumPA, trasparenza della pubblica amministrazione: la rete interna
3 minuti di lettura

Ieri a ForumPA, nell’ambito dei nuovi spazi creati dalla manifestazione chiamati “postersession”, ho presentato una idea sul tema tanto attuale quanto articolato quale quello della trasparenza della pubblica amministrazione. La parola trasparenza ha un valore enorme ma anche mille sfaccettature che non sempre si è in grado di cogliere o spiegare. Con l’entrata in vigore del nuovo decreto 33/2013 qualcuno ha anche avuto la sensazione che sia stata catapultata addosso alle pubbliche amministrazioni quasi all’improvviso… E’ chiaro che così non è, ed è chiaro che il decreto altro non fa che organizzare tutta una serie di princìpi già codificati e legiferati nel tempo, aggiungendo solo alcuni (ma in verità pochi) nuovi princìpi e obblighi tutti da organizzare. Non è certo qui che sto a spiegare punto per punto il decreto, nè a trovare soluzioni punto per punto. Ma una cosa è certa: per favorire la trasparenza all’esterno occorre prima favorire la cultura della stessa all’interno. Anzi, facendo un passo indietro, occorre in primis favorire la cultura digitale all’interno.

Già, perchè se il decreto 33 obbliga a tutta una serie di pubblicazioni, in formato aperto, dall’altra dà per scontato che tutti questi dati siano in possesso degli enti da tempo in formato aperto e tutti i workflow degli obblighi di pubblicazione (dall’albo pretorio al CAD) siano stati attuati da tutti gli enti. Dematerializzare gli atti è cosa data per fatta, il documento digitale è sicuramente scontato. Eppure, nonostante siano passati molti anni dall’entrata in vigore del Codice dell’Amministrazione digitale, ancora alcuni enti lavorano “sul doppio binario” , con una copia stampata dell’atto è facile trovarla ad un certop punto del “flusso digitale”.

I legislatori certamente non possono che dare per applicate tutte le norme precedentemente emanate, ma ieri, rispondendo a molte domande che mi venivano fatte, ho avuto la sensazione che in pochi abbiano formato in modo corretto i dipendenti, nell’arco di tutti questi anni. Ora, vuoi le sanzioni previste vuoi la volontà politica, siamo dunque costretti a pubblicare tutto e a renderne conto a tutti, cittadini compresi. Ma…cosa?

Così ho provato a raccontare quanto sia importante creare una rete interna di persone consapevoli del valore aggiunto della trasparenza (che ricordo è si obbligo di pubblicazione e di controllo da parte di tutti, ma  permette a chiunque di creare, con quei dati pubblicati, servizi nuovi per i cittadini, applicazioni per il territorio che possano agevolare la vita quotidiana di tutti ma anche ottimizzare le risorse e il lavoro interno).

La delibera 2/2012 della CiVIT spiega chiaramente che nella stesura del Programma triennale per la trasparenza e l’integrità deve essere inserita tutta la “rete” di responsabili delle singole pubblicazioni. Questo permette di codificare tutto quello che deve essere pubblicato e, allo stesso tempo, responsabilizza i singoli settori. Normalmente vengono coinvolte le figure apicali ma, per quanto riguarda l’organizzazione del lavoro di creazione e pubblicazione, è necessario che siano sempre coinvolte tutta una serie di altre figure dell’ente.

Il responsabile della trasparenza dovrebbe coordinarsi con tutti gli altri attori: dal responsabile del programma al responsabile della singola pubblicazione, ma anche, sempre, con il servizio ICT che ha sicuramente in mano la soluzione tecnica più agevole per creare un flusso di pubblicazione a norma e di facile creazione.

Ogni articolo del decreto impone una lunga serie di dati da pubblicare: per non rischiare di fare il lavoro due volte (o di rifarlo n. volte) è bene individuare da subito chi deve fare cosa.

Il responsabile del programma triennale per la trasparenza, dal canto suo, individuerà all’interno dei singoli settori, le persone da coinvolgere e con cui confrontarsi per far si che tutto venga fatto secondo quanto prescritto dall’articolo 6 del D.Lsg. 33/2013 ( ovvero che i dati siano pubblicati in modo tempestivo, che siano corretti, aggiornati ecc.ecc) e, per l’articolo 7, ovvero il formato aperto, sarà l’ICT a dare gli strumenti giusti per lavorare questi dati.

Se ci sono figure delegate, queste dovrebbero “fare rete” in modo quasi parallelo a quella istituzionalizzata. Ed è qui che davvero si realizza quanto ho voluto raccontare ieri durante la postersession. Ma è importante che queste figure delegate siano persone che abbiano già fatto propria la “cultura della trasparenza”. Se si ha la possibilità di conoscere direttamente questi intelocutori, sarà opportuno farli coinvolgere nel programma per la trasparenza. Altrimenti avremo l’ennesima cattedrale nel deserto, in questo caso, digitale.

Email Print Twitter Facebook Google LinkedIn
Foto del profilo di Francesca Sensini
Esperta di comunicazione, ha iniziato in RAI come programmista regista per poi dedicarsi alla comunicazione su internet come 'web content specialist'. Attualmente è responsabile della comunicazione digitale e del Piano della Trasparenza in un ente locale. Si occupa di Egov e di innovazione collaborando con alcune riviste (ha pubblicato per FORUMPA la piccola guida alle professioni del web per la PA) ed è componente della Task Force per definire gli Skills dei profili professionali del web per IWA.

Cosa ne pensi?

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. Campi richiesti *

Puoi usare questi HTML tags e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Lost Password

Register