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Smart city: premiare metodologie “smart” va bene ma smart non e’ la tecnologia!

Smart city: premiare metodologie “smart” va bene ma smart non e’ la tecnologia!
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La città di Vicenza è stata insignita del titolo dell’essere prima Smart City Mobile Italiana. Ovviamente non possiamo che complimentarci con la città di Vicenza. D’altronde l’uso di piattaforme di mobile payment per i servizi cittadini è una attività che andrà sempre di più incentivata. Sicuramente l’esperienza di Vicenza andrà studiata e condivisa.

Le best practise d’altronde vanno fatte conoscere e vanno incentivate. Tuttavia non posso non rilevare come sempre di più si attribuiscano premi (prestigiosi) in base alla quantità/qualità delle tecnologie applicate.

L’essere smart city green, smart city mobility, smart city inclusion è troppo spesso legato alle tecnologie che una pubblica amministrazione decide di adottare. Secondo questa logica, più tecnologie “smart” adotti, più sei smart city e pigli un premio.

Non banalizzo, troppo spesso è così. A questo punto proporrei un altro approccio alla premialità. In fin dei conti la premialità fino ad oggi è legata alla diffusione di buone pratiche, ad esempi da imitare.

Proporrei di cominciare ad implementare metodologie di approccio alla città smart. Ho già avuto modo di sottolineare come l’assenza di metodo “smart” alla lunga ostacolerà la modernizzazione degli ambienti urbani.

Proporrei allora che le Governance Cittadine cominciassero a sviluppare metodologie per gestire l’innovazione IT per incentivare l’abitare smart, il produrre smart, il vivere smart.

Proporrei che le metodologie venissero condivise attraverso un lavoro in progress. Proporrei che vengano premiate le metodologie. Per piacere fermiamo l’idea che smart è la tecnologia.

Foto del profilo di Michele Vianello
Ex Direttore Generale di VEGA Parco Scientifico Tecnologico di Venezia, imprime una forte impronta di innovazione IT nel territorio veneziano e veneto, sperimentando e attuando, a favore della crescita tecnologica e della competitività delle imprese, modelli avanzati di sviluppo gestionale e organizzativo “Enterprise 2.0”, nuove modalità di marketing “Web 2.0”, le più avanzate soluzioni tecnologiche e piattaforme di eccellenza. La sua carriera politica ha inizio nel 1997 come Vice Sindaco nella sua città natale: Venezia. Deputato della Repubblica dal 2001 al 2005, rientra a Venezia, braccio destro del Sindaco Cacciari alla guida della città lagunare, fino a ottobre 2009. In quattro anni promuove un cambiamento radicale nell’organizzazione della macchina comunale e nell’interazione tra PA e cittadini, con l’adozione delle filosofie gestionali “Web 2.0” e “Amministrare 2.0”. E’ ideatore delle politiche del Comune di Venezia in materia di banda larga e connettività wi-fi: con il progetto “Cittadinanza digitale” ha reso Venezia la prima città d’Italia completamente digitale, con connessione Internet wi-fi gratuita per tutti i residenti nelle piazze, biblioteche e uffici pubblici; con il portale “Venice Connected”, che intermedia decine di migliaia di ordini, ha contribuito ad innovare la gestione dei flussi turistici della città. Numerose le relazioni, gli scritti e le interviste di natura specialistica rilasciate su riviste e quotidiani. Nel 2010 pubblica il libro “VE 2.0. Cittadini e libertà di accesso alla rete” edito da Marsilio Editori. Ad aprile 2010 è stato insignito del prestigioso premio nazionale “La città dei cittadini – Cineca Award 2010”, quale personalità che si è più distinta in Italia nello sviluppo di progetti che favoriscono la comunicazione tra Istituzioni e cittadini, in particolare nell’erogazione di servizi tramite le nuove tecnologie web.

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