Commenti offensivi sul web? Il responsabile, l’amministratore del blog

Scritto da:     Tags:  , , , , ,     Data di inserimento:  23 maggio, 2013  |  Nessun commento
23 maggio, 2013
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Sono degli epiteti poco lusinghieri alla base della denuncia. Questa è partita dalla destinataria delle offese, proprietaria di una casa editrice, la quale, vedendosi presa di mira in svariati commenti presenti su uno specifico blog riguardante la scritture e l’editoria, ha sporto querela presso la Procura. Il Gup di Varese, non ritenendo responsabili i singoli soggetti autori delle pubblicazioni oggettivamente offensive, ha condannato l’amministratrice del forum in quanto, da come si apprende dal testo della sentenza, considerata la diretta responsabile, a livello contenutistico, di tutte le esternazioni presenti sul portale da lei stessa gestito.

La curatrice del forum è stata condannata in primo grado al pagamento di una multa di mille euro e cinque mila euro di risarcimento danni in favore della persona diffamata. Il sipario calato sulla vicenda si è però riaperto, portando alla ribalta la questione, sembrata oramai chiusa, attinente all’applicazione della legge sulla stampa ai blog. Fino ad oggi, l’orientamento dei giudici aveva seguito una diversa traiettoria, come confermato ad esempio dal caso riguardante il blogger Carlo Ruta, assolto dalla Corte di Cassazione dall’accusa di stampa clandestina.

In questa circostanza, la Suprema Corte aveva circoscritto in senso restrittivo l’applicazione della legge sulla stampa, lasciandone fuori i blog perché non soggetti all’obbligo di registrazione presso il tribunale in qualità di testata giornalistica, ad eccezione ovviamente di quei casi in cui gli stessi siti mostrassero l’intenzione di ricevere finanziamenti pubblici. Nel caso in questione, di contro, l’ufficiale giudicante ha sancito la responsabilità diretta della giovane blogger in relazione alla gravità diffamatoria dei commenti immessi all’interno delle discussioni, tra l’altro postati sotto fantasiosi nickname che non avrebbero consentito di risalire ai reali autori, assegnando al forum stesso la natura di “stampa”.

La posizione tracciata dal Tribunale di Varese potrebbe comportare esiti paradossali. Risulterebbe infatti alquanto facile compromettere la sicurezza dei numerosi blogger, degli amministratori di forum, dei vari siti e contenuti similari da possibili responsabilità connesse alla commissione di illeciti da parte di terzi. È comunque opportuno sottolineare che il provvedimento in questione non giunge come un fulmine a ciel sereno, tallonando le vicende che, toccando figure di spicco come Boldrini e Mentana, hanno incentivato le polemiche proprio in relazione al discusso tema della “regolamentazione del web”. Non da ultimo, il ribaltamento di sentenza fa seguito ad una notizia risalente a qualche giorno fa, la quale ha annunciato la condanna a nove mesi di reclusione per “istigazione a delinquere e apologia di reato” ai danni dell’amministratore della pagina Facebook “Cartellopoli”, una pagina di riferimento contro i cartelloni abusivi affissi in giro per la Capitale.

Insieme, tutti questi episodi non hanno fatto che contribuire a concentrare l’attenzione di magistratura, istituzione e generale opinione pubblica sulla necessità di conseguire un orientamento univoco su simili condotte, che da sempre trovano sussistenza sul web. Riuscire ad applicare in maniera uniforme e ragionevole le norme di diritto esistenti nei confronti degli illeciti perpetrati sul e via web, risulterebbe probabilmente già da sola un’operazione esaustiva efficace, nonché certamente più risolutiva e meno dispendiosa, sia in termini di tempo che di denaro, di quella (già peraltro prospettata da qualcuno) che prevede una regolamentazione totalmente ex novo.

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