La firma digitale nella pubblica amministrazione e’ realta’: il decreto in Gazzetta Ufficiale. Come funzionera’?

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22 maggio, 2013
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Firma digitale nella PA, ci siamo. Il codice dell’amministrazione digitale si arricchisce ufficialmente di un nuovo mattoncino, quello della firma digitale, come da dpcm 22 febbraio 2013, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 117 del 21 maggio (qui il testo completo del decreto).

Il decreto fissa le regole tecniche per la generazione, apposizione e verifica della firma elettronica avanzata, qualificata e digitale, per la validazione temporale, nonché per lo svolgimento delle attività dei certificatori qualificati. Le regole tecniche fissate nel ponderoso provvedimento definiscono le caratteristiche oggettive di qualità, sicurezza, integrità e immodificabilità del documento informatico sottoscritto con firma elettronica avanzata, qualificata o digitale.

Nell’ambito della firma elettronica avanzata, vengono stabilite anche le regole tecniche per la firma grafometrica, ultimo passaggio per una completa dematerializzazione, che consente la sottoscrizione in digitale anche a un pubblico non tecnologico perché riproduce esattamente il processo tradizionale. Inoltre oggi un documento che nasce informatico e necessita della sottoscrizione autografa, deve essere stampato e nella migliore delle ipotesi scannerizzato e archiviato.

Tra le disposizioni, spicca quella secondo la quale le liste dei certificati revocati e sospesi sono rese pubbliche e i certificati qualificati, su richiesta del titolare, possono essere accessibili alla consultazione del pubblico nonché comunicati a terzi, al fine di verificare la firma digitale, esclusivamente nei casi consentiti dal titolare del certificato e nel rispetto del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.

Le liste pubblicate dei certificati revocati e sospesi, nonché i certificati qualificati eventualmente resi accessibili alla consultazione del pubblico, sono utilizzabili da chi li consulta per le sole finalità di applicazione delle norme che disciplinano la verifica e la validità delle firme elettroniche qualificate e digitali. “Chiunque – si specifica nel provvedimento a firma Profumo-Patroni Griffi – ha diritto di conoscere se a proprio nome sia stato rilasciato un certificato qualificato“.

Tra gli obiettivi prioritari della firma digitale, la facilitazione e velocizzazione dei rapporti tra lo Stato e le imprese e un cospicuo risparmio economico per la conservazione unito al risparmio sul fronte ecologico, dato dalla dematerializzazione.

Si potrà infatti fare a meno di tonnellate di carta, si eviterà l’abbattimento di migliaia di alberi, e quindi si risparmierà combustibile per i trasporti, consumo di toner inquinante ed energia elettrica. Non sarà un processo immediato – è il commento della senatrice del Pd Silvana Amati - ma alcune aziende italiane del settore It hanno creduto ed investito su un progetto innovativo come questo. Credo sia una tappa importante nella direzione di un rinnovato rapporto fiduciario e trasparente fra i cittadini, le imprese e le istituzioni“.

SCARICA IL TESTO COMPLETO DEL DECRETO LEGGE SULLA FIRMA DIGITALE NELLA PA!

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