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Voddler mette d’accordo Internet e cinema? Viaggio nel sito che permette di affittare e condividere film legalmente

Voddler mette d’accordo Internet e cinema? Viaggio nel sito che permette di affittare e condividere film legalmente
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Dopo la chiusura di Megavideo, le varie alternative gratuite sperimentate ma non sempre funzionanti (ve lo dice uno che ogni tanto ci prova) e tutto il “can can” dello streaming online, questa Voddler LifeShelf, piattaforma video che permette di scaricare “legalmente” film e condividerli con un gruppo ristretto di amici, sembra oggettivamente interessante.

Prima di tutto chiariamo: Voddler LifeShelf non è gratuito,  perché come vedremo tra poco l’invitato, se accetta, paga 5 euro al mese, cifra con cui potrà vedere tutti i film a cui sarà invitato in quell’arco di tempo. Niente a che vedere quindi con VideoWeed, ShockShare, NovaMov, MovShare e chi più ne ha più ne metta, applicazioni di videosharing o download per le quali il più delle volte basta una registrazione via mail per accedere, anche se la qualità dello streaming e la videoteca sono tutte da verificare e soprattutto lo spam è pressoché garantito al momento dell’ingresso.

In teoria, esiste anche un’altra piattaforma interessante per il videosharing, che si chiama CacaoWebapp gratis per guardare e condividere video e files online, personalmente la utilizzo sul Mac e, se è vero che i film si caricano molto lentamente, è anche vero che il servizio è preciso e la qualità del video molto alta, sia per le versioni originali che per quelle sottotitolate.

Detto questo, e rimandandovi ad un futuro speciale di Pionero sullo streaming digitale, passiamo alle specifiche di Voddler, nato in Svezia ma che già si sta espandendo nel mondo grazie ai proseliti del suo inventore, Marcus Bäcklund. Di fatto Voddler è una vera propria versione cinematografica di Spotify: i servizi di base sono due, LiveShelf e ViewShare, entrambi basati su un’architettura peer-to-peer. LiveShelf permette agli utenti registrati di accedere a un catalogo attualmente limitato a circa 5mila titoli, inclusi alcuni film delle major americane.

Ok , ma nello specifico c’è una particolare differenza dagli altri servizi di filesharing, come spiega l’inventore di Voddler. Ci sono big come Amazon, Netflix, Apple, ma quello che abbiamo creato noi è diverso. Il nostro è un viewsharing, non un filesharing. Il viewsharing è un qualcosa di più e parte dell’esperienza dell’andare al cinema. Condividere un film è una cosa naturale e Hollywood perde un sacco di soldi a causa della pirateria“.

Quindi? Il massimo di amici che potranno vedere un film “insieme” è 10 persone. Voddler consente, con il BookShelf, anche di archiviare la propria libreria di dvd sul web attraverso l’upload dei film in dvd. Nel momento in cui un utente, su Voddler, desidera vedere uno dei film condivisi dalla cerchia di amici deve pagare una specie di piccola commissione sui diritti che Voddler restituisce, poi, alle major. Sarebbero quei famosi cinque euro di cui si parlava nell’antefatto.

In questo caso, anche vecchi film possono generare nuovamente profitti inaspettati per i registi e le case di produzione – ha spiegato Backlund – L’industria elettronica che crea tutti questi device realizzerà che quello del film è un contenuto molto importante. Le major devono cambiare come stanno già facendo quelle musicali”.

Per la condivisione l’utente paga una piccola commissione sui diritti e Voddler gira il 30% del ricavato al produttore: secondo voi è la soluzione perfetta per una vera convivenza tra Internet e case cinematografiche? Chissà. I numeri, per ora, dicono che Voddler ha 1,2 milioni di utenti e dal 2011 sono andati in streaming 18 milioni di video, permettendo alla società di ricavare poco più di 2,3 milioni di euro. Cifre sin qui basse: ecco perché serve la globalizzazione.

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