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Apple e il mercato dei PC: se il gorilla cambia i giochi

Apple e il mercato dei PC: se il gorilla cambia i giochi
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Prima di spiegare il riferimento al gorilla, un po’ di considerazioni.

Qualche settimana fa, tutti analizzavano i risultati finanziari di Apple: giusto. Gli altri come stanno? E soprattutto: quale sarà il futuro delle aziende che hanno creato l’informatica, e portato il computer (quasi) in ogni casa?

Partiamo un po’ da lontano, e guardiamo a IBM; la società che più di altre ha creato la sua fortuna sui computer, ha abbandonato da anni il settore, cedendolo nel 2005 ai cinesi di Lenovo. Si trattava di una “visione” lungimirante? Può darsi: due anni dopo, Steve Jobs avrebbe parlato dell’era post-PC, attirandosi un bel po’ di critiche. Nessuno ricorda però che nel 1999 Bill Gates aveva tratteggiato uno scenario che aveva dei punti in contatto con quello di Steve Jobs.

Mentre si discute se siamo o no nell’era del post-PC, e di come considerare i tablet (computer? O no?), IBM sarebbe in trattative per vendere, sempre ai cinesi, pure la divisione server. E proprio l’azienda cinese è, tra i protagonisti del mercato PC, a cavarsela al meglio.

Se butto un’occhiata ai dati di HP, Dell, Acer, è il segno “meno” che trionfa, spesso accompagnato da due cifre. E dietro di esse, chi c’è? Ma Intel, che ha legato a filo doppio il suo destino ai computer, e che si trova di fatto tagliata fuori dai settori che al momento garantiscono i profitti in crescita: i tablet e la telefonia. Sia Apple che Samsung, ricorrono ai chip ARM, mentre le soluzioni di Intel vivono nel limbo.

La questione più spinosa al momento sembra essere un’altra: dopo Dell, che è uscita dal Nasdaq, quale sarà tra i colossi informatici ad alzare per primo bandiera bianca? Se qualcuno sperava (ancora?) che la nuova versione di Windows potesse ridare fiato alle vendite dei PC, può tranquillizzarsi: l’effetto volano non c’è.

Gli utenti sembrano non curarsene molto, eppure sono proprio essi che stanno spingendo le aziende PC in un angolo. Comprano tablet. Hanno intuito che non hanno bisogno di hardware “pesante” per quello che devono fare. E che certi dispositivi possono essere persino divertenti da usare, perché permettono di fare pace con la tecnologia.

Un pensiero infine a quanti da anni dicono che Apple non cura abbastanza i suoi computer. Con una battuta si potrebbe dire che chi lo fa, non sta meglio in termini di vendite e profitti, e che proprio Apple nel mercato dei PC è quella che perde di meno.

Ma se la società di Cupertino fosse rimasta ancorata al mercato PC (niente telefonia o iPad quindi), avrebbe un grosso problema di sopravvivenza, e quindi di investimenti.

Vero, il Mac Pro (il computer di fascia alta di Apple), non è aggiornato dal giugno del 2012, lo sarà probabilmente tra un mese. Prendiamo atto che Steve Jobs è stato uno dei pochi che ha compreso la necessità di un cambio di rotta. Chi lo ha negato allora, adesso ha qualche difficoltà. Il PC non scomparirà mai, diventerà solo meno presente nelle nostre giornate lavorative o di svago, per un motivo piuttosto banale. Sono pochi coloro che ne hanno davvero bisogno. E le persone non solo lo hanno capito, ma da un paio di anni, hanno la possibilità di scegliere tra PC, e tablet. E scelgono sempre più spesso tablet.

Per quale ragione in questo post si parla del gorilla? Il riferimento è a un vecchio esperimento: un video dove si muovevano dei giocatori di basket, e a chi guardava veniva chiesto di contare i palleggi. Ma nessuno notava la comparsa di un uomo travestito da gorilla. Buona parte dei costruttori di PC hanno continuato a contare i palleggi (il PC dominerà ancora il mondo, pur con alti e bassi), e solo di recente si sono resi conto che qualcosa ha fatto irruzione, e ha cambiato lo scenario. Nuovi, selvaggi e favolosi mercati, dai profitti elevati, verso i quali l’attenzione è stata sino a ieri prossima allo zero. In un certo senso, i mercati-gorilla.

Foto del profilo di Marco Freccero
è stato per anni Web Editor del sito ilMac.net. Ha curato per BuyDifferent numerosi libri elettronici, firmato articoli di opinione, e decine di recensioni su software e hardware dedicato alla piattaforma Mac. Vive in provincia di Savona, e quando non sviscera gli aspetti più o meno nascosti del sistema operativo di Apple, cura il suo blog personale dove non parla di Mac: http://marcofreccero.wordpress.com/

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