in evidenza / Marketing / Social Media

113 online: volanti virtuali contro gli abusi sul web

113 online: volanti virtuali contro gli abusi sul web
3 minuti di lettura

Recentemente si è molto disquisito sui comportamenti illegali conseguiti via web. Dopo le e-mail sottratte ai deputati grillini e l’intrusione degli hacker nella vita privata della “cittadina” Giulia Sarti, anche lei deputata a 5 Stelle, è stata la volta del presidente della Camera, Laura Boldrini, indignata per essere stata oggetto di presunte ritorsioni in rete. Boldrini è dunque tornata, a inizio settimana, a sottolineare la necessità sempre più incombente di “porre dei limiti all’uso del corpo delle donne” nella pubblicità.  A seguito della protesta, è giunto ieri l’avvio di un’importante novità, presumibilmente già attiva a partire dall’estate: verrà infatti avviato un vero e proprio 113 virtuale, direttamente accessibile attraverso il portale del “Commissariato di PS online”, presente nel sito della Polizia.

“Pensate alle volanti che girano per le strade. – ha spiegato Antonio Apruzzese, classe 1954, da tre anni al comando della Polizia postale e delle comunicazioni – Funzionerà proprio così. Nasceranno delle volanti anche per internet, la Polizia girerà sul web e monitorerà i social network pronta ad intervenire contro gli abusi, le diffamazioni, i falsi profili”. Grazie all’avvento del boom telematico, incoraggiato dalla propaggine dei social e delle community varie, sono accresciuti in maniera esponenziale anche i reati informatici. L’“imminente” proposta, tuttavia, ha sollevato non poche polemiche, “ma vorrei ricordare a tutti – ha chiarito il comandante della Polizia postale – che noi lavoriamo per tutelare chiunque, al di là delle appartenenze politiche”.

In altre parole, dunque, così come è possibile chiamare una volante in caso di furti, rapine, o scippi subiti, saranno altresì realizzabili le segnalazioni di eventuali identità digitali rubate, diffamazioni ricevute o divulgazioni di immagini private non autorizzate, semplicemente cliccando su un’icona del sito della Polizia. La dinamicità del portale del “Commissariato di PS online” verrà incrementata, come ha annunciato Apruzzese, attraverso l’attivazione di un’apposita finestra di dialogo interattivo.

La segnalazione virtuale degli abusi sul web verrà letta in tempo reale dagli agenti, questi in carne ed ossa però, i quali procedendo all’effettivo avvio delle indagini potranno così più agevolmente identificare, e punire, i responsabili. I più diffusi illeciti realizzati via web, al di là della pedopornografia, della pirateria illegale, dei reati bancari online o degli attacchi degli hacker contro i siti istituzionali, hanno sempre più a che fare con il cosiddetto furto d’identità digitale. Esso riguarda l’accesso abusivo ai dati sensibili e l’utilizzo indiscriminato di tutte le informazioni percepibili, persino dietro lauti compensi all’interno del mercato nero. “Dobbiamo confrontarci con una nuova criminalità specializzataorganizzata e transfrontaliera -ha ammonito Apruzzese- che può contare su scienziati matematici in Cina e nei Paesi dell’ex Unione Sovietica capaci di concepire virus efficacissimi. La filiera è ramificata e possiede anche una fitta rete di riciclatori in grado di lavare il danaro ricavato, girandolo su conti intestati a teste di legno”. “Questi criminali del web sono sempre più bravi a infettare computer e telefonini, -prosegue l’osservazione del comandante- hanno scoperto armi micidiali come il virus Zeus o il BotNet, Robot Network, con cui possono controllare milioni di apparecchi”.

Superando le più disfattistiche costatazioni, grazie alle collaborazioni instaurate con l’Fbi ed i gestori americani dei social network, come ha confermato lo stesso capo della Polizia postale, oggi fortunatamente, in caso di abusi, è diventato molto più agevole intervenire tempestivamente ed in maniera efficace. Resta comunque sempre valido per i fruitori di internet un consiglio apprezzabile, e cioè “cambiare periodicamente le password”. Cosa invece può dirsi sul fronte del legislatore? “Introdurre il reato di furto d’identità digitale”, ha concluso Apruzzese, reato che purtroppo ancora non esiste nel nostro codice. “C’è un universo nuovo entro il quale dobbiamo muoverci”, il mondo cambia, e con esso progrediscono anche i suoi lati oscuri. Meglio prendere le precauzioni.

Foto del profilo di Letizia Pieri
Sono nata l’11 febbraio 1988 a Cesena, città nella quale oggi vivo. Dopo la laurea triennale in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università di Bologna nel 2010, con una tesi sperimentale sul giornalismo d’inchiesta, ho conseguito la specializzazione in Scienze Criminologiche per l’Investigazione e la Sicurezza presso l'Università di Forlì. La scrittura rappresenta una passione da coltivare e rinforzare, oltrepassando il mero strumento divulgativo essa diventa per me una fonte imprescindibile di verità e libertà. Conciliare l’interesse per la società, la storia e la cultura, unitamente alle conoscenze acquisite in ambito giuridico-criminalistico, costituisce l’obiettivo che mi prefiggo con fermezza ed umiltà. Amo viaggiare e mettermi alla prova in settori anche tra loro molto differenti.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>