Svolta YouTube: in arrivo i canali a pagamento

Scritto da:     Tags:  , , , , , , , , ,     Data di inserimento:  7 maggio, 2013  |  Nessun commento
7 maggio, 2013
youtube

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La notizia è di quelle che ti fa sgranare gli occhi davanti allo schermo:  ancora qualche giorno e anche YouTube offrirà contenuti premium a pagamento ai suoi utenti.

La notizia non proviene ancora da fonti ufficiali, sebbene il Financial Times la dia oramai per certa. Si stratta, infatti, della inevitabile conclusione di una serrata trattativa tra il colosso del video sharing “Made in Google” e diverse grandi media companies americane ed internazionali, oltre che con rappresentanti della produzione cinematografica e televisiva, attratti dalle prospettive di crescita delle pubblicità video su web.

Una trattativa che prevede un investimento di circa 200 milioni di dollari, a fronte del quale YouTube muove i primi passi verso rinnovati modelli di business, finora sostanzialmente legati alla gratuità nell’accesso ai contenuti a fronte di brevi spot pubblicitari (a dire il vero spesso piuttosto invadenti).

Il nuovo progetto prevede la realizzazione di specifici canali tematici cui sarà possibile accedere tramite pagamento di un abbonamento a periodicità variabile (mensile o annuo), e non è difficile prevedere (col beneficio del dubbio legato alle sorprese di cui sono capaci oltreoceano) che su questi verranno presto caricati contenuti video di punta per le companies che li hanno prodotti, in anteprima o in esclusiva rispetto al media televisivo o cinematografico.

Immediate le prevedibili ricadute economiche positive sia per i produttori che per YouTube stessa, che solo lo scorso hanno ha fatto registrare incassi legati agli spot video (che precedono o interrompono la visualizzazione dei video scelti dall’utente) per oltre un miliardo di dollari, senza tenere conto dei ricavi generati dai banner. Dato interessante, questo, se si considera che esso risulta generato soltanto dal 10% dei video disponibili agli utenti. Le prospettive di crescita sono notevoli, stimate da Bernstein Research in rialzo, per quest’anno, ad almeno 2 miliardi di dollari, con prospettive fino a 15 miliardi nei prossimi anni.

Sul fronte della qualità dell’offerta, invece, non resta che attendere l’ufficialità dell’iniziativa da parte della grande Y in merito alla definizione degli accordi con le case produttrici in merito a tipologia e categorie di programmi e contenuti disponibili: una qualità non soltanto sostanziale ma anche “formale”, da realizzarsi attraverso una elevatissima qualità audio e video, personalizzabile sulla base dei gusti (e dei requisiti di sistema) dell’utenza, desiderosa di superare i compromessi tipici della visione in streaming gratuita e non sempre legale.

I canali premium previsti, che al momento sembrano essere una cinquantina per il territorio statunitense, non sostituiranno né diminuiranno il normale flusso di upload di nuovi video (al momento fissato a 48 ore di nuovo materiale uplodato ogni minuto), ampliando di fatto quella che è l’offerta all’utenza senza per questo alterare o restringere le possibilità di accesso e la normale fruizione della piattaforma da parte degli utenti che non voglio sottoscrivere alcun abbonamento.

La speranza, ovviamente, è che questi canali non finiscano per cannibalizzare la piattaforma stessa, privandola dell’immediatezza e dell’apparente senso di “scatola del tempo” che tanto l’ha caratterizzata in questi anni.

I tempi delle vecchie riprese degli esperimenti di Fisica fatti con una caramella e una Cola, così incredibilmente lontani nella nostra memoria, non sono mai stati così vicini.

YOUTUBE: VIDEO ONLINE E WEB TV

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