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Startup, occhio al portale giusto: come regolarizzare le piattaforme di crowdfunding

Startup, occhio al portale giusto: come regolarizzare le piattaforme di crowdfunding
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Il regolamento della Consob, mirato alle startup innovative e relativo alle  piattaforme di crowdfunding, i nuovi siti web che facilitano l’incontro tra la domanda di finanziamenti da parte di chi promuove dei progetti e l’offerta di denaro da parte degli utenti, è online già da qualche settimana.

Il documento di consultazione sul nuovo regolamento, previsto dal decreto crescita bis (dl n.179 del 18 ottobre 2012),  ha l’obiettivo di favorire l’accesso al pubblico risparmio da parte delle startup tramite portali on line e in particolare, secondo le ultimissime indicazioni, lo scopo di raccogliere pareri e informazioni dagli addetti ai lavori per stabilire le regole relative alla raccolta dei progetti presentati dalle startup che potranno accedere a queste nuove forme di finanziamento.

Di fatto, aldilà della proposta di Regolamento Consob divisa in tre parti, per le startup si tratta di munirsi di precisi requisiti atti a definire una startup a misura di crowdfunding. In particolare si richiede:

–  di stabilire quali requisiti dovranno avere i progetti e la discrezionalità che dovranno applicare i portali per la selezione del progetti che intendono accedere al crowdfunding;

– di stabilire se il portale  oltre a  dare visibilità ai progetti delle startup dovrà fornire altri servizi quali analisi di fattibilità dei progetti; attività di controllo; attività volte a facilitare flussi informativi anche successivi al periodo di offerta e eventuali attività di consulenza, principalmente di tipo strategico ed operativa per le startup.

–  che l’attività dei portali on line sia il piu’ possibile trasparente e che i criteri di selezione dei progetti vengano resi consultabili e pubblici;

–  che la commissione spettante ai portali che potrà essere in parte fissa sotto forma di commissione (quota di iscrizione al portale)  e in parte a percentuale, in proporzione ai fondi raccolti (“success fee”);

– si dovrà stabilire quali obblighi di informazione dovrà dare il portale agli  investitori sia prima che successivamente all’offerta, soprattutto con riferimento ai rischi dell’investimento, che in questo settore saranno sicuramente alti e potranno portare anche forti perdite.

La Consob, quindi, ha raccolto con tempestività il grido d’aiuto della comunità startup, ora tocca agli attori della partita mettere in campo la giuste motivazioni per far iniziare i giochi dell’auto-finanziamento: la Consob inoltre ha individuato i contenuti che l’informativa deve avere in riferimento al  rischio di perdita del capitale e al rischio di illiquidità.

In pratica si discute sul servizio che devono svolgere i portali in questo delicato compito di intermediari tra emittenti e investitori, come mettere in contatto gli stessi attraverso blog, assemblee in streaming, voto elettronico. L’obbligo per gli investitori professionali di sottoscrivere una quota dell’offerta dovrebbe servire ad aumentare la fiducia degli investitori tuttavia si rendono necessari altri strumenti in grado di fornire garanzie sull’affidabilità della startup innovativa.

SCARICA IL REGOLAMENTO COMPLETO IN FORMATO PDF!

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