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Finalmente, in formato open, il numero di taglia delle mie mutande!!!

Finalmente, in formato open, il numero di taglia delle mie mutande!!!
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Tera, tera, terabyte di dati in formato open. Ogni bilancio di una pubblica amministrazione, spese, consulenze, tutto sul web in formato open. Naturalmente ogni seduta di un organismo rappresentativo andrà riprodotta in streaming; andrà digitalizzata per poter essere postata su Youtube. Ecco, finalmente, la tanto agognata democrazia della TRASPARENZA (in salsa open data).

A lungo inseguita, finalmente raggiunta. Ogni nostro più recondito desiderio finalmente soddisfatto. L’orgia della “digitalizzazione dell’esistente” attuata, senza cambiare nulla ovviamente.

E a quel punto, soddisfatte le richieste del movimento (ma quanti sono in Italia i “consapevoli” dell’importanza dell’open data 1000/10000/100000/1000000?), quanti posti di lavoro sono stati creati rendendo trasparente lo stipendio del Sindaco? quanti punti di PIL sono stati realizzati mettendo in diretta streaming le sedute delle Commissioni parlamentari? Ovviamente zero.

Possibile non si capisca che, nel richiedere in formato open i dati, andrà sempre individuata una gerarchia e un’importanza? Possibile non si capisca che, in formato open, prima di tutto, andranno messi i dati che potranno generare un valore economico e sociale da parte dei cittadini, delle imprese, della pubblica amministrazione?

Possibile non si capisca che il “movimento per gli open data” continuerà ad essere autoreferenziale (perché così oggi è), militato da “illuminati dipendenti della PA” o da aspiranti “consulenti della PA”?

Possibile non si capisca che l’open (che non è una moda passeggera) si affermerà nel momento in cui i dati verranno usati, arricchiti, rimessi in circolo dal mondo economico e dalle imprese? Anzi dall’uso dei dati open pubblici e privati , nascerà una nuova generazione di imprese di servizio alla produzione.

Perdonate la mia durezza e il tono volutamente caustico, ma la battaglia per l’uso del dato aperto è troppo importante per relegarla alla parzialità e alla pseudopolitica. Non penso ci sia proprio bisogno di una Repubblica Italiana fondata sull’uso della disponibilità dei dati inutili.

Foto del profilo di Michele Vianello
Ex Direttore Generale di VEGA Parco Scientifico Tecnologico di Venezia, imprime una forte impronta di innovazione IT nel territorio veneziano e veneto, sperimentando e attuando, a favore della crescita tecnologica e della competitività delle imprese, modelli avanzati di sviluppo gestionale e organizzativo “Enterprise 2.0”, nuove modalità di marketing “Web 2.0”, le più avanzate soluzioni tecnologiche e piattaforme di eccellenza. La sua carriera politica ha inizio nel 1997 come Vice Sindaco nella sua città natale: Venezia. Deputato della Repubblica dal 2001 al 2005, rientra a Venezia, braccio destro del Sindaco Cacciari alla guida della città lagunare, fino a ottobre 2009. In quattro anni promuove un cambiamento radicale nell’organizzazione della macchina comunale e nell’interazione tra PA e cittadini, con l’adozione delle filosofie gestionali “Web 2.0” e “Amministrare 2.0”. E’ ideatore delle politiche del Comune di Venezia in materia di banda larga e connettività wi-fi: con il progetto “Cittadinanza digitale” ha reso Venezia la prima città d’Italia completamente digitale, con connessione Internet wi-fi gratuita per tutti i residenti nelle piazze, biblioteche e uffici pubblici; con il portale “Venice Connected”, che intermedia decine di migliaia di ordini, ha contribuito ad innovare la gestione dei flussi turistici della città. Numerose le relazioni, gli scritti e le interviste di natura specialistica rilasciate su riviste e quotidiani. Nel 2010 pubblica il libro “VE 2.0. Cittadini e libertà di accesso alla rete” edito da Marsilio Editori. Ad aprile 2010 è stato insignito del prestigioso premio nazionale “La città dei cittadini – Cineca Award 2010”, quale personalità che si è più distinta in Italia nello sviluppo di progetti che favoriscono la comunicazione tra Istituzioni e cittadini, in particolare nell’erogazione di servizi tramite le nuove tecnologie web.

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