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The Boston Marathon diventa un video-gioco. Lolokaust colpisce ancora!

The Boston Marathon diventa un video-gioco. Lolokaust colpisce ancora!
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The Boston Marathon: Terror on the Streets sembra il titolo di un qualsiasi articolo di giornale apparso il 15 aprile, ma è qualcosa di diverso, che ci spinge a riflettere profondamente sul concetto di autoironia. L’autoironia è forse una delle più alte manifestazioni dell’intelligenza umana, l’auto-proclamazione a vittima dei propri scherni, il sapersi prendere poco sul serio per mettere in luce aspetti della vita umana che sanno di poca eticità. Allora vizi e virtù sono messi sotto inchiesta e trattati con il riso, svelandone l’incongruità rispetto al contesto d’uso. Qual maggiore strumento di indagine e valutazione?

Un gruppo di brillantoni americani ha ben pensato di fare qualcosa simile all’autoironia ma sulla strage che il 15 aprile ha colpito l’America tutta, ed in particolare la maratona di Boston. Il video-gioco si apre con un omino che corre con dei palazzi sullo sfondo, cercando di evitare le bombe, sotto forma di pentole a pressione, sparse sul suo percorso. Il povero maratoneta virtuale, se non riesce ad evitare gli ostacoli e ci finisce sopra, sarà schernito da un altro omino sulla sedia a rotelle, con una gamba triturata, che gli dice: “sei stato fregato!Avrai più fortuna l’anno prossimo!” o, in caso di vittoria, “Congratulazioni! Sei sopravvissuto alla Maratona di Boston!”.

Gli autori di questa idea a metà tra il terrificante e il trash sono due e appartengono al gruppo Lolokaust, conosciuti in America come dei trolls imbecilli e bulli, che avevano dato già prova del loro estro con un video-gioco ispirato alla sparatoria nella scuola di Columbine e simili. Per un po’ di ore, una volta cancellato il trailer da YouTube, il sito degli autori è stato bloccato, ma con poco successo, e ora il video-gioco è scaricabile gratuitamente.

La rete è democrazia, almeno dovrebbe, ognuno può esprimersi come vuole e nel modo in cui vuole. Ci domandiamo però quanto strumenti perfetti nelle mani di cretini possano dar vita a risultati davvero deprimenti.

Di seguito vi lasciamo il link al trailer del video-gioco.

 

Foto del profilo di Lampadina Lab
LampadinaLab è principalmente un laboratorio di idee. Siamo nate nel dicembre 2011, in ambito universitario. Data la necessità sociale di darci una forma ci descriviamo come Social Media Communicators. Ci occupiamo di comunicazione in tutte le sue fasi, dall’analisi contestuale alla pianificazione delle idee, dalla creazione di contenuti all’animazione dei canali social. La nostra intenzione principale è quella di dare contenuto alle tecnologie, di dargli vita, nella maniera più originale possibile. Comunicare è un istinto a cui cerchiamo di dar forma attraverso la creatività, sfruttando le opportunità che ogni media ci offre. Siamo cinque: Oriana Bottini, Valentina Canu, Eleonora Ciali, Sara Di Costanzo, Daniela Mannini. LampadinaLab collabora con Alessia Canu per la realizzazione grafica. Le nostre competenze professionali si muovono in ambienti diversi e il nostro desiderio di crescere professionalmente ci spinge ogni volta a dare il massimo dell’impegno per incrementare il nostro bagaglio culturale. Ci occupiamo di Social Media Management e Animation, Blogging, Fotografia e Videomaking, Rassegna stampa, Gestione e Copertura di eventi in loco e on line. La nostra filosofia è quella di ideare una modalità di lavoro aperta e mutevole che favorisca le dinamiche di gruppo; professionalità e preparazione tecnica associata alla creatività e al desiderio di ideare qualcosa di nuovo. Blog: http://lampadinalab.wordpress.com/

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