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Enrico Letta e i suoi ministri sui social network

Enrico Letta e i suoi ministri sui social network
8 minuti di lettura

Finalmente abbiamo un governo, lasciamo alla rete i commenti e ai posteri l’ardua – arduissima – sentenza sulla conduzione politica di  questi mesi appena trascorsi e di quelli che verranno.
Quel che qui ci interessa è piuttosto raccogliere un po’ di considerazioni sul rapporto che la nuova compagine ministeriale capeggiata da Enrico Letta intrattiene con la tecnologia, in particolare con i social network.

Enrico Letta in rete

Cominciamo dal giovane premier Enrico Letta che, secondo l’analisi fatta da ilSocialpolitico.it, dimostra di conoscere bene i social network e di avere un ottimo livello di feedback con gli utenti della rete. Vediamo.

Enrico Letta su Twitter: @EnricoLetta
Nel momento in cui sono uscite le prime notizie che davano Enrico Letta come premier incaricato per il governo l’hashtag #letta generava un flusso di 5.143 tweets all’ora. Su questo trend topic il top tweet (quello con il maggiore numero di retweet) è stato un post ironico di @AndreaScanzi2h: “Volevamo il cambiamento. Ci hanno dato Enrico #Letta. Come andare a Woodstock e trovarsi sul palco Orietta Berti” (379 retweet).
Enrico Letta è ovviamente presente sul social network dei 140 caratteri. La sua iscrizione è datata 23/11/2011 e i suoi numeri di base dicono 47.138 follower, 1.829 following e 1.422 tweet. Il neo presidente del consiglio non ha un alto livello di attività su twitter: i suoi ultimi 200 tweets sono stati inviati con una frequenza media di 1,4 tweet al giorno.
Enrico Letta compensa la scarsa attività con un ottimo livello di interattività con gli altri utenti di twitter. Oltre a seguire un alto numero di following Letta riesce a far convogliare sui propri i tweet moltissime menzioni, citazioni e risposte ad alti profili. Nei suoi ultimi 200 tweet abbiamo rilevato che in 102 tweets sono stati citati uno o più utenti di Twitter; in totale 162 volte qualche profilo è stato menzionato e sono 96 i diversi utenti di Twitter citati; sono 41 i tweets di risposta ad un altro utente di Twitter.
Per quanto riguarda il livello di popolarità di Enrico Letta sono stati presi in considerazione i follower e i retweet. A fronte di 47.138 follower, degli ultimi 163 tweet di Enrico Letta sono stati retwettati da altri utenti 148 tweet, per un totale di 3.322 volte. Questo significa che i 148 tweet sono stati retwettati in media 22,4 volte. Possiamo quindi concludere che il livello di popolarità di Enrico Letta non è quello di un big ma rimane comunque nella media di altri importanti personaggi politici.

Di seguito il video di Zoro, durante il consueto appuntamento con Gazebo, il programma di Diego Bianchi su RaiTre, che stila la top five dei cinguettii del neo Presidente del Consiglio Enrico Letta. Tre minuti decisamente esilaranti, in cui Zoro ha mostrato il lato più social e “giovane” di Letta che attraverso Twitter riesce a mostrare il suo lato più scanzonato e facile da sbeffeggiare.

http://youtu.be/knofeJd3tw4

Enrico Letta su Facebook: www.facebook.com/enricoletta.it
Il “diario” personale di Enrico Letta è seguito da 5.282 amici. Su Facebook è presente anche una fanpage di Enrico Letta, gestita dai suoi sostenitori, che registra 14.248 “Mi piace” e 10.479 ne parlano. In quest’ultimo caso possiamo rilevare come a fronte di una popolarità non altissima (il numero dei mi piace) Enrico Letta dimostra anche su Facebook di aver un buon livello di interattività con i propri “amici”. La fanpage di Letta ha infatti un buon numero di “ne parlano”: questo indicatore prende in considerazione i “mi piace” su un post, i post scritti su quella bacheca, i commenti e le condivisione di un post, le interazioni con un evento creato dalla pagina, i tag della pagina in una foto e le menzioni della Pagina. Di conseguenza l’indice “ne parlano” è considerato una sorta di termometro quantitativo del flusso di conversazione generata da una pagina di Facebook.

Enrico Letta su You Tube: www.youtube.com/user/enricoletta
Enrico Letta si dimostra un vero e proprio campione di You tube. Il suo canale personale conta 102 iscritti e 145 video caricati. Il totale delle visualizzazioni di questi video arriva a 1.318.775.

Il blog di Enrico Letta
Enrico Letta ha un proprio sito internet – http://www.enricoletta.it/ – caratterizzato da una grafica pulita e da un’impaginazione innovativa, tipica dei magazine on line, dove vengono messi in risalto i post pubblicati. Il blog permette inoltre al visitatore di entrare immediatamente in contatto con i social network più utilizzati da Enrico Letta: Facebook, Twitter, Youtube, Flickre e Storify.
Utilizzando Alexa, un sistema di rilevazioni statistiche sui siti web implementato da Amazon, il team di ilSocialpolitico.it ha scoperto che il sito è on line da almeno dodici anni e che i visitatori provengono quasi sempre dall’Italia. Per quanto riguarda la popolarità raggiunta, il sito internet di Enrico Letta viene posizionato al 70.935 posto in Italia Alexa. La popolarità di un sito è calcolato da Alexa utilizzando una combinazione data dalla media dei visitatori giornalieri e dalle pagine visualizzate da utenti provenienti dall’Italia durante il mese scorso.

Il Governo di Enrico Letta

Per quanto riguarda gli altri componenti del Governo ben sedici ministri hanno una presenza più o meno assidua su Twitter: Gianluca Di Tommaso li ha raccolti in una lista pubblica, e qui è possibile vedere i loro messaggi più recenti sul social network.

  • Angelino Alfano: un account Twitter (@angealfa) attivo dal 28 maggio 2010, con quasi 100 mila follower all’attivo e 1669 tweet in archivio (con una media negli ultimi mesi pari a 1,5 al giorno); Alfano è attivo altresì su FacebookFlickrGoogle+ e YouTube;
  • Enzo Moavero Milanesi: nessuna attività “social” rilevata
  • Graziano Delrio: su Twitter dal 6 febbraio 2012 (@graziano_delrio), ma con attività estremamente limitata: 470 tweet e 5300 follower;
  • Dario Franceschini: su Twitter dal 29 luglio 2009 (@dariofrance), con 1774 tweet all’attivo ed oltre 90 mila follower; Franceschini gestisce altresì una pagina personale su Facebook; la pagina su Google+ è registrata, ma non contiene alcun aggiornamento né risulta verificata;
  • Gaetano Quagliariello: su Twitter dal 20 aprile 2012 (@GaetanoQuagliariello), con 745 tweet all’attivo e quasi 8000 follower; attiva anche una pagina personale su Facebook; attivo su Google+ soprattutto tramite condivisione di link;
  • Emma Bonino: su Twitter dal 22 gennaio 2010 (@emmabonino) e 3735 follower raccolti, ma i tweet all’attivo sono in realtà soltanto 2, datati 15 e 20 aprile 2013; disponibile una pagina personale su Facebook
  • Annamaria Cancellieri: nessuna attività “social” rilevata
  • Mario Mauro: non attivo su Twitter, ma cura da poche settimane una pagina personale su Facebook con puntuali aggiornamenti pubblici;
  • Fabrizio Saccomanni: nessuna attività “social” rilevata
  • Maurizio Lupi: attivo su Twitter dal 14 settembre 2011 (@Maurizio_Lupi) con 4700 tweet all’attivo (9 al giorno negli ultimi mesi) ed oltre 38 mila follower; dispone anche di una pagina su Facebook e di una pagina Google+ correlate direttamente al proprio sito ufficiale
  • Nunzia De Girolamo: attiva su Twitter dal 13 luglio 2011 (@N_DeGirolamo) con 2933 tweet e circa 19 mila follower all’attivo (con una media di 4,46 al giorno negli ultimi mesi).
  • Andrea Orlando: attivo su Twitter dal 19 febbraio 2012 (@AndreaOrlandosp), con 1277 tweet all’attivo (concentrati in modo particolare negli ultimi mesi) e 4500 follower
  • Enrico Giovannini: nessuna attività “social” rilevata
  • Maria Chiara Carrozza: su Twitter dal 15 febbraio 2012 (@MC_Carro), con 3600 tweet all’attivo e poco più di 4000 follower; cura altresì da inizio marzo una pagina su Facebook creata il 14 gennaio dell’anno in corso; una pagina Google+ è apparentemente in fase di test, visto e considerato che la pagina stessa non risulta verificata e contiene ad oggi soltanto un “prova” seguito da un hangout non disponibile;
  • Beatrice Lorenzin: attiva su Twitter dal 5 marzo 2012 (@bealorenzin) con 1285 tweet e 8000 follower all’attivo; la pagina G+ è stata utilizzata ad oggi soltanto per condivisioni video e non risulta verificata;
  • Filippo Patroni Griffi: nessuna attività “social” rilevata
  • Carlo Trigilia: nessuna attività “social” rilevata
  • Cécile Kyenge: su Twitter dal 4 maggio 2010 (@ckyenge), ma appena 171 tweet all’attivo e 4475 follower
  • Josefa Idem: su Twitter dal 18 gennaio 2010 (@josefaidem), con 13 mila follower conquistati soprattutto a colpi di medaglie; i suoi tweet non hanno però lo stesso ritmo che ha impresso sull’acqua durante la sua carriera: appena 143 gli aggiornamenti caricati, molti dei quali nel 2013, dalla sua candidatura alla sua nomina al ministero; la pagina su G+ non è verificata e contiene ad oggi soltanto condivisioni di video;
  • Gianpiero D’Alia: su Twitter dal 21 agosto 2011 (@gianpierodalia) con all’attivo 2210 tweet (una media di 3,6 al giorno negli ultimi mesi) e circa 4000 follower; il suo nome è estremamente noto sui social network non tanto per l’attività su Twitter, quanto per la macumba lanciata contro Facebook tramite un famigerato emendamento che fece molto discutere negli anni passati; curioso il fatto che curi unapagina anche su Facebook, sul quale è attivo ormai dal 2011 (periodo successivo all’emendamento poi bocciato dal Parlamento); soltanto abbozzata la presenza su G+: un video condiviso il 26 gennaio scorso;
  • Massimo Bray: attivo su Twitter dal 3 gennaio 2010 (@massimobray), con 5500 follower all’attivo e 1200 tweet (l’attività vera di scrittura inizia però soltanto a fine 2012, mentre in precedenza l’account era rimasto pressoché inattivo); attivo altresì su Facebook tramite una pagina personale nata nel 2008, ma realmente animata di contenuti pubblici soltanto dal gennaio 2012;
  • Flavio Zanonato: attivo su Twitter dal 5 luglio 2009 (@flaviozanonato), con 6 mila follower all’attivo e poco più di 3000 tweet in archivio (con una media negli ultimi mesi pari a 9,4 al giorno); attivo altresì su Facebook ormai da lungo tempo.
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