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Gate42 (Prove pratiche di futuro) – Intervista a Giovanni Dalla Bona

Gate42 (Prove pratiche di futuro) – Intervista a Giovanni Dalla Bona
5 minuti di lettura

Fra le tante esperienze che hanno come obiettivo quello di incentivare le ‘competenze digitali’ e dunque di ‘alfabetizzare’ l’utenza italiana che opera in rete, quella di Imparafacile e di Gate 42 mi è sembrata una delle più interessanti per semplicità, spontaneità ed entusiasmo che, in gran parte, è merito di Giovanni Dalla Bona.
Ho conosciuto Giovanni da pochi mesi e con lui ho stabilito da subito un rapporto di collaborazione interessante e, spero, duraturo anche per Pionero che sul tema delle Competenze Digitali, come sapete, è particolarmente sensibile.
Abbiamo portato avanti alcune sessioni di ‘disseminazione culturale’ con una modalità ibrida (talk/streaming/SL/blog, ecc.) che mi è sembrata interessante al punto da presentare Giovanni alla comunità di Pionero con l’intervista che segue.
Enjoy.

Giovanni, puoi spiegare ai nostri lettori cos’è GATE42?

GATE42 è il nome che ho dato a una serie di incontri quasi settimanali in cui si affrontano in modo semplice e alla portata di tutti argomenti legati al mondo digitale, con l’aiuto di tre o quattro esperti che mettono a disposizione la loro esperienza.
Fra gli aspetti che caratterizzano questo progetto rendendolo originale c’è il fatto che gli incontri si svolgono on line nel mondo virtuale di Second Life.

Il cuore di GATE42  sono gli argomenti legati al mondo digitale. Perché questa scelta?

Avviare un progetto di informazione dedicato al mondo digitale risponde prima di tutto ad una mia passione, in secondo luogo al lavoro che faccio (sono un formatore con la passione per le nuove tecnologie) e, infine, alla consapevolezza che, nonostante si parli molto di tecnolgia, la maggior parte delle persone è ancora analfabeta rispetto alle tantissime opportunità che il mondo digitale sta offrendo.

Com’è nato questo format? Perché hai deciso di invitare ad ogni incontro tre o quattro professionisti, invece di dedicare ogni evento a un singolo tema?

L’avvio di questoprogetto ha avuto diversi mesi di riflessione e alla fine la decisione di questa formula è stata dettata da diversi motivi: il primo, molto semplice, è che in questo modo riusciamo a dare più ritmo e varietà agli incontri, evitando che le persone si annoino. Inoltre i relatori, sapendo di avere a disposizione solo pochi minuti, si impegnano per andare subito al centro dell’argomento evitando digressioni dal tema che devono esporre. Ne viene fuori un format che ha dei tempi quasi televisivi e quindi si presta bene sia ad essere seguito via streaming che ad essere rimontato per creare dei brevi video informativi.

Quali sono i temi che avete trattato finora e quali sorprese ci aspettano per maggio?

Nei primi incontri c’è stata una bella varietà di argomenti: dalla content curation, ai consigli organizzativi e tecnologici per le associazioni no profit, passando per l’intelligenza collettiva e l’accessibilità dei siti web.
E poi le tante curiosità digitali proposte da Serena Zonca (aka Juliet Claridge), che cito perché risulta essere uno dei momenti più piacevoli dei nostri incontri, nonostante la stessa Serena all’inizio fosse titubante nel ricoprire questo ruolo così fuori dagli schemi.
Per quanto riguarda il futuro invece, non vorrei svelare troppo, ma posso anticipare che parleremo di open data e di realtà aumentata. Il resto per ora è top secret.

Perché hai deciso di utilizzare Second Life per questo progetto?

Per la sua flessibilità: non solo permette a persone di incontrarsi on line con un livello di immersività che non è paragonabile a nessun altra piattaforma, ma offre anche moltissimi strumenti che stimolano la partecipazione e facilitano la diffusione di quanto facciamo.
Pensa ad esempio alla relativa facilità con cui possiamo mandare tutto in diretta streaming, nonché quella di fotografare e registrare tutto, così da poter poi rielaborare i video per creare dei mini tutorial, come quelli che abbiamo realizzato rimontando le registrazioni dei tuoi interventi.
Inoltre, come hai potuto sperimentare anche tu, usare un’ambientazione informale come il nostro auditorium sulla spiaggia, circondati dal mare e dalle palme, rende gli incontri più piacevoli e spontanei, facilitando lo scambio e la partecipazione. Un effetto che si riflette nel modo in cui le persone utilizzano la chat testuale per commentare o arricchire la conversazione, creando un flusso di contenuti che si incrocia e aggiunge a quello del relatore, arricchendolo.

Le dirette su Livestream quindi sono il mezzo per far uscire questi contenuti dal mondo virtuale?

Quando in Second Life facciamo cose interessanti, corriamo il rischio che vadano perse, oppure che non siano adeguatamente valorizzate, se non riusciamo in qualche modo a portarle fuori dal mondo virtuale. La diretta streaming in questo contesto è importante, anche se la sua funzione è limitata al momento degli incontri.
C’è infatti una seconda fase che inizia quando si conclude una serata e che prevede l’utilizzo dei social network per stimolare la condivisione e il confronto. Per farlo dobbiamo diffondere nuovamente i contenuti e lo facciamo attraverso i post, i video e le foto, tutti elementi che da una parte offrono un servizio informativo a chi ci segue, dall’altra alimentano l’interesse verso ciò che stiamo facendo.

In un progetto che ha come sottotitolo “prove pratiche di futuro” è d’obbligo chiedere: cosa vedi nel futuro di questo progetto?

I primi cinque incontri hanno già dato due indicazioni importanti: piace il format e c’è interesse attorno agli argomenti che trattiamo.
Ora desidero lavorare su tre fronti: innanzitutto migliorare dal punto di vista tecnico per ottenere dei video tutorial sempre più belli e interessanti; in secondo luogo è necessario far conoscere sempre di più il progetto, stringendo collaborazioni e sinergie con professionisti e con realtà di alto di livello (Pionero è una di queste, e mi piacerebbe continuare solleticando l’attenzione di qualche università o di qualche struttura interessata all’innovazione); infine sto incominciando a sondare se ci sia interesse per l’acquisto dei contenuti o per la sponsorizzazione del progetto, in modo da renderlo economicamente sostenibile.
Dopo gli incontri di maggio ci fermeremo e riprenderemo dopo l’estate. In quel momento sapremo se i miei desideri si saranno avverati.

Foto del profilo di Gianluigi Cogo
Da anni facilita i processi che sfruttano le nuove tecnologie e diffonde cultura digitale nella Pubblica Amministrazione. In rete dai primissimi anni ‘90, a Venezia fonda la prima rete civica ‘Venice On-Line’ e poi il primo portale cittadino: ‘Venezia.Net’. Verso la fine degli anni ’90, assieme ad altri colleghi, crea il primo network dei Comuni della Provincia di Venezia ‘Polo Est’ e, infine, uno dei primi social network italiani: ‘Networkingitalia.it’. Presso la Regione Veneto (dove ora ha la responsabilità della Community Network inserita nella struttura di e-government) crea la prima rete intranet basata su workspace e dinamiche 2.0. Sviluppa, insieme ad altri colleghi di diverse regioni italiane, Ritef, la ‘rete delle regioni per l’e-learning’ ed è fin dai primi anni 2000 uno dei protagonisti del Cisco Networking Academy in Italia. Attualmente svolge consulenze per Università, Centri di Formazione Pubblici e Privati e Ministeri, per divulgare le dinamiche e i valori della ‘collaborazione e della partecipazione’. E’ docente presso la Facoltà di Informatica dell’Università Ca Foscari di Venezia del corso ‘Social media e smart apps’, Presidente di Assint (Associazione per lo sviluppo dell’innovazione e delle nuove tecnologie), è stato anche Segretario Generale dell’Associazione Italiana per l’Open Government, Componente del Comitato Scientifico della rivista Egov, membro dell’esecutivo dell’Istituto per le Politiche dell’Innovazione, fondatore/animatore della rete degli innovatori della pubblica amministrazione, consulente di FormezPA e molto attivo con il suo blog: http://webeconoscenza.net/. Ha ideato e promosso il primo Barcamp degli innovatori della Pubblica Amministrazione e collabora come docente e curatore scientifico per master e corsi sull’e-government 2.0 e sull’Enterprise 2.0. Scrive su diverse riviste del settore e ha pubblicato i libri: ‘La cittadinanza digitale’ , ‘I siti web delle Pubbliche Amministrazioni’ e ' I Social Network nella PA'.

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