Fare il genitore via Skype si puo’

Scritto da:     Tags:      Data di inserimento:  26 aprile, 2013  |  Nessun commento
26 aprile, 2013
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Se il conflitto è esacerbato e l’incontro fisico espone al rischio di duri litigi, i rapporti on line tramite Skype non sono da demonizzare, anzi, il tribunale di Milano li ritiene opportuni, addirittura utili per ricucire il rapporto familiare spezzato dalla crisi coniugale.

Dove la situazione è molto conflittuale e hanno fallito i tradizionali tentativi di riavvicinamento anche attraverso i servizi sociali, quando per giunta la madre è emigrata in Francia, come nella fattispecie, e  le figlie collocate in una comunità rifiutano di vederla dal vivo, cosa fare? Al tribunale il compito di trovare la soluzione per favorire una graduale ripresa del rapporto.

Poiché lo Stato non può limitarsi a controllare che il figlio possa incontrare il genitore o avere contatti con lui oppure constatare l’inefficienza dei servizi sociali ma deve preoccuparsi del risultato che bisogna ottenere, in questo caso non resta che il ricorso alle risorse tecnologiche per consentire il rapido riavvicinamento del genitore con le figlie.

È utile, quindi, conclude l’ordinanza in esame, anche una interazione audiovisiva in diretta tra la madre e le figlie.

Il tribunale, quindi, ha disposto che la madre possa comunicare via Skype con le minori ogni settimana, per almeno sette settimane consecutive, con la possibilità di eventualmente incrementare i contatti.

Il collegamento Skype può consentire una graduale ripresa di un dialogo tra la madre e le figlie, attraverso una percezione visiva e in voce. Secondo il tribunale questa modalità di frequentazione è l’unica in grado di preparare le figlie a una ripresa dei rapporti con la madre.

Certo anche al tribunale sono chiari i limiti di un rapporto virtuale, che, comunque, costringe a comportamenti artefatti imposti dai limiti del mezzo di comunicazione: davanti a una webcam non si è completamente naturali e si rischia di recitare un ruolo.

Ma può servire come soluzione provvisoria, da monitorare anche dai servizi sociali con l’obiettivo è di tornare a una frequentazione ordinaria.

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