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Quirinarie: come uscire dall’approccio sperimentale alla partecipazione in Rete

Quirinarie: come uscire dall’approccio sperimentale alla partecipazione in Rete
5 minuti di lettura

Nel discorso di insediamento del nuovo mandato, il Presidente Napolitano ha per la prima volta riconosciuto un ruolo importante alla Rete, visto però sempre come un luogo accessorio e non primario, importante ma non integrato con i luoghi “reali” della politica. Questo è però anche la conseguenza di un approccio ancora molto sperimentale alle consultazioni in Rete. Ultimo caso quello delle Quirinarie del M5S.

L’importanza della Rete: le Quirinarie

Per la prima volta la Rete è stata citata in un discorso di insediamento della Presidenza della Repubblica, con un’attribuzione significativa di importanza: “La Rete” ha detto Napolitano “fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all’aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c’è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all’imperativo costituzionale del ‘metodo democratico’”.

Affermazione rilevante, ma che denota la convinzione che la Rete sia un luogo “altro” dal dispiegarsi dell’azione politica dei partiti e dei movimenti e non una estensione dei luoghi fisici. Questa mancanza di visione “integrata” è però anche il frutto dell’approccio ancora molto sperimentale e poco rigoroso che viene attuato nelle forme di politica in rete.

È utile così tornare sull’analisi delle iniziative del Movimento Cinque Stelle, che già abbiamo iniziato ad esaminare, poiché indubbiamente l’iniziativa delle “Quirinarie” è stata la più innovativa nell’ambito delle elezioni del Presidente della Repubblica.

Ci interessa soffermarci sull’analisi non tanto per valutare l’iniziativa in sé, ma per capire se e come può essere una prassi utile come riferimento per i “nuovi” partiti/movimenti e come si può procedere verso un approccio più rigoroso, utilizzando tre criteri di valutazione: applicabilità, termini di utilizzo e significatività.

L’analisi ha più sfaccettature.

Applicabilita’

La consultazione delle Quirinarie è stata comunque una consultazione complessa, che ha richiesto un tempo non breve (circa una settimana, tra annuncio, effettuazione e valutazione dei risultati) per poter produrre dei risultati utilizzabili.

Nel caso specifico la consultazione doveva anche essere condotta in due fasi (identificazione di una rosa di candidati e poi la scelta dei candidati) e quindi con tempi di attuazione ancora più lunghi.

Ciò restringe l’applicabilità a quei casi in cui i tempi di reazione possono essere di questa lunghezza. Non è quindi applicabile a scelte non note con questo anticipo.

In questi casi la scelta è delegata all’interpretazione, da parte dei parlamentari, dei principi su cui è stato conferito il mandato dagli elettori.

Principi che possono essere utilmente soggetti a revisione, se necessario, durante la legislatura, tramite consultazione. E quanto più articolata è la formulazione, quanto più opportuno può essere l’utilizzo di piattaforme complesse come LiquidFeedback o Airesis, piuttosto che la scelta semplice della votazione/sondaggio.

Importante definire così un quadro d’insieme che metta in relazione le situazioni di scelta e gli strumenti più idonei per supportarle, a seconda delle caratteristiche degli strumenti e delle condizioni rispetto alle quali è da formulare la scelta.

Una mappa che possa guidare all’utilizzo degli strumenti di partecipazione.

Termini di validita’

Di qui anche la necessità di interpretare la consultazione quanto più stringente per gli eletti quanto più stabili rimangono le condizioni di contesto, e viceversa meno vincolante via via che le condizioni iniziali cambiano.

I risultati di una consultazione di questo tipo mantengono sempre la loro validità? Oppure dipendono fortemente dalla stabilità delle condizioni iniziali?

Nel caso specifico, se ci fosse stata una convergenza ampia e quindi la possibilità di eleggere chi era arrivato quarto o quinto, la scelta di continuare a puntare sempre sul terzo sarebbe stata “conveniente”? E quando si sarebbe potuta cambiare?

Va da sé che il cambiamento sarebbe apparso come un “tradimento” dei risultati e non un naturale effetto dell’evolversi della situazione di partenza. Questo perché il cambiamento non era incluso nel “patto” iniziale, che dava per scontato che il risultato poteva essere considerato in sé immutabile.

È necessario pertanto definire le “condizioni di utilizzo” dei risultati, così da non rischiare di portare ad un irrigidimento su posizioni e scelte anche visibilmente non più coerenti con lo scenario modificato e di ricondurre il ruolo del delegato a quello di un semplice esecutore. Con risultati anche nefasti. Chiarire subito in che contesto i risultati sono vincolanti e su quali principi sono realizzabili cambiamenti ed evoluzioni.

Significativita’

Quanto più i risultati della consultazione sono trattati come vincolanti e non come semplice base di proposta e riflessione, quanto più fondamentale è definire il livello di significatività richiesta della popolazione che vi partecipa.

La valutazione ex-ante della significatività richiesta è sempre necessaria, sia che si tratti di consultazione online che offline, perché stabilisce i criteri di rappresentatività della popolazione partecipante.

In entrambi i casi, è importante assicurarsi che tutti i potenziali partecipanti siano stati messi nelle condizioni di partecipare e quindi valutarne l’effettiva partecipazione, stabilendo delle soglie sotto le quali la consultazione non può essere considerata valida.

La questione è cruciale perché chi propone la scelta deve sentire la necessità di stimolare la partecipazione, pena la nullità della consultazione e della validità della procedura adottata.

Nel caso delle Quirinarie, gli aventi diritto alla partecipazione erano gli iscritti del M5S entro una certa data. Certamente una scelta che ha molto ristretto la popolazione partecipante. I votanti sono risultati 28mila e 500, quasi il 60% degli aventi diritto e circa lo 0,4% degli elettori del M5S.

A parte l’enfasi mediatica, è da capire se realmente questo livello di partecipazione è da valutare sufficiente, per un partito/movimento, per ritenere i risultati che ne scaturiscono una effettiva base di azione politica.

Anche qui, è necessario che i partiti/movimenti escano dall’ambito sperimentale e affrontino l’argomento in modo rigoroso. Solo così è possibile che la rete sia concepita come utile e formidabile strumento per estendere, in modo integrato, le forme di consultazione e di partecipazione dei cittadini alla vita politica.

Altrimenti continuerà ad essere percepito come un luogo di eco e risonanza rumoroso e scomposto, poco ascoltato, sempre accessorio.

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Foto del profilo di Nello Iacono
25 anni di esperienza in campo tecnico, gestionale e manageriale. Consulente, Formatore e autore di diversi articoli e libri sui temi dell'organizzazione, del management, delle competenze e dell’innovazione dall’ICT, è attualmente partner di P.I.CO. Srl – società di consulenza organizzativa, e consulente Ricerca e Sviluppo del CATTID – Università La Sapienza– Roma. Da anni promuove iniziative in campo nazionale sui temi dell'innovazione ed è attualmente Vicepresidente dell'Associazione Stati Generali dell'Innovazione, di cui è anche fondatore.

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