E-democracy: la rete, Twitter e la democrazia di Grillo

Scritto da:     Tags:  , , , ,     Data di inserimento:  24 aprile, 2013  |  Nessun commento
24 aprile, 2013
Beppe Grillo Holds Final Rally Before Election In Rome

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Strana, surreale e storica l’ultima elezione del Presidente della Repubblica italiana. Non tanto per l’inedita rielezione di un Presidente in carica, ma per il ruolo assunto dalla rete e dai social network. Gli effetti sono evidenti: candidature espressione del web, grandi elettori condizionati dai social network e giornali pieni di reportage non su fatti reali, ma sulle tendenze di Twitter.

Nascono le flash mob, manifestazioni estemporanee organizzate tramite il passaparola dei social network. Poco importa quanti siano in realtà a radunarsi, poco importa che magari siano sempre gli stessi attivisti di questo o quel movimento, poco importa se rappresentano una piccola minoranza del popolo italiano, il web, complici gli altri media, li duplica, li moltiplica all’infinito fino a diventare la maggioranza, l’unanimità degli italiani. Il popolo sovrano viene sostituito dal pubblico sovrano tanto evocato nei reality show.

Televisioni e giornali ci hanno accompagnato in questi giorni con un susseguirsi di espressioni apocalittiche: “La gente vuole Rodotà”,  “Il popolo vuole Rodotà”, “Rodotà è il nuovo tutti gli altri sono il vecchio”, “Il Parlamento ha deciso contro la volontà dei cittadini”. Ed ecco, infine, arrivare Il golpe del Parlamento non contro la Costituzione, ma contro la rete.

Sparisce ogni riferimento a dati o numeri reali, tutto viene visto attraverso il filtro deformante di un indefinito e imprecisato senso comune che viene dedotto dal passaparola mediatico e che tende a conformare ad esso ogni mente.

Oggi scopriamo che la rete evocata nelle manifestazioni del Movimento 5 Stelle stesse è composta da 28.518 votanti e che la preferenza al Prof. Rodotà è stata accordata da 4.667 utenti.

Così dobbiamo prendere atto che una piccolissima minoranza ha condizionato il voto di un terzo del Parlamento italiano, così constatiamo che non conta l’opinione di chi non ha un collegamento a internet e non ha dimestichezza con i social network.

Chi conosce ed utilizza gli strumenti della nuova tecnologia, sa bene che a fronte delle straordinarie potenzialità che ne derivano esistono pericoli di manipolazione e travisamento soprattutto nell’ambito della comunicazione. Pertanto non rimane che ripetere le parole del Prof. Rodota’:

Il fatto che Grillo dica che sarà cancellata la democrazia rappresentativa perché si farà tutto in Rete, rischia di dare ragione a coloro che dicono che la democrazia elettronica è la forma del populismo del terzo millennio. Queste tecnologie vanno utilizzate in altri modi: l’abbiamo visto con la campagna elettorale di Obama e nelle primavere arabe. Poi si scopre che Grillo al Nord dice non diamo la cittadinanza agli immigrati, al Sud che la mafia è meglio del ceto politico, allora vediamo che il tessuto di questi movimenti è estremamente pericoloso. E rischia di congiungersi con quello che c’è in giro nell’Europa. A cominciare dal terribile populismo ungherese al quale la Ue non ha reagito adeguatamente. (intervista a “Left” 19 luglio 2012).

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