Kevin Lynch sul pianeta Apple: quando un uomo fa la differenza

Scritto da:     Tags:  , , , ,     Data di inserimento:  22 aprile, 2013  |  Nessun commento
22 aprile, 2013
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L’arrivo in Apple di Kevin Lynch (ex direttore tecnico di Adobe) ha coinciso con la fine di una specie di tabù all’interno dell’azienda di Cupertino. Il ritorno di una divisione dedicata alla ricerca avanzata. Attorno a Lynch, si è organizzato un gruppo di ingegneri che ha lavorato in passato sull’iPod.

Una volta, c’era l’ATG (Advanced Technology Group). Era il 1997 quando Steve Jobs ne decideva la chiusura, e una delle ultime invenzioni (ancora tra di noi), è QuickTime. L’ATG era un posto geniale, caotico, dove si lavorava a diversi prodotti, alcuni dei quali non sarebbe andati mai oltre l’idea, il progetto. Altri infine avrebbero fatto la loro comparsa, magari effimera, oppure no.

Quando Jobs rientra nella sua azienda, spiega che occorre tagliare. Non urla, almeno sembra; non si lascia andare alle “manifestazioni” eccentriche (se possiamo chiamarle così) del suo pensiero, che lo hanno reso famoso. Ascolta. Ma alla fine decide per la soppressione della divisione, nata nel 1986, e che aveva prodotto HyperCard e il sistema di gestione dei colori ColorSync, e altro ancora.

Adesso si cambia. Chi pensa che Tim Cook sia solo un amministratore che gestisce in maniera asettica e priva di piglio l’azienda, ha ormai diversi elementi (o prove?) per comprendere che non agisce affatto così. Questa “nuova” divisione dovrebbe essere qualcosa di ben diverso da quella smantellata nel 1997. Perché l’azienda ha cambiato pelle, testa. Nel 1997 era “ovvio” pensare a Apple come a un’azienda che produceva i computer: che cosa doveva fare altrimenti? Adesso, o meglio da anni, buona parte dei suoi profitti arrivano da dispositivi che non sono i computer: ma telefonia, musica, e iPad.

La necessità di dare una strategia più solida all’azienda, adesso che uno dei suoi creatori è morto, impone un cambio di stile, un nuovo metodo di lavoro. Prima, ci si poteva affidare alle intuizioni di un uomo, al suo fiuto e alla sua capacità di comprendere cosa funzionava, e cosa no. Benché Jobs abbia sbagliato, eccome, è stato lui il motore che ha spinto Apple fuori dalle secche dove si era infilata per almeno un decennio.

C’è da considerare questo. Jobs torna in azienda e… chiude l’ATG. Un simile gesto verrebbe interpretato da chiunque come un suicidio, la volontà di ammazzare Apple: non si dice quasi ogni giorno che senza Ricerca e Sviluppo, si muore? Dal 1997 in avanti, verranno presentati l’iMac, l’iPod, l’iPhone e l’iPad, con le conseguenze che tutti ormai conosciamo.

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