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Sovranita’ del web e democrazia rappresentativa

Sovranita’ del web e democrazia rappresentativa
2 minuti di lettura

Leggo che il “Movimento 5 Stelle” individuerà il suo candidato alla Presidenza della Repubblica Italiana attraverso il web.
Fin qui ci sta. Figurarsi, fa parte dell’autonomo modo di organizzarsi delle forze politiche.
Quando poi si afferma che “il web è sovrano” sobbalzo!!!

Il web è solo uno strumento, nient’altro che uno strumento.
Affermava Aaron Swartz

Tutti noi dobbiamo proteggere Internet. Internet è sia una cosa bellissima, libera, democratica, sia una cosa bruttissima, che facilita il controllo e lo spionaggio. Non è o una cosa o l’altra: è tutte e due. E quale delle due visioni prevarrà alla fine dipende da noi. Da ognuno di noi.

È l’essere umano il soggetto, soprattutto quando si parla di istituzioni democratiche.
Scrivo sul mio libro “Smart Cities-Gestire la complessità urbana nell’era di Internet”:

A maggior conferma del nostro continuo insistere sul fatto che il protagonista è l’essere umano e non l’hardware e il software, vorremmo contestare le tesi di coloro che sostengono di voler rispondere alla crisi della “politica” e delle istituzioni democratiche rappresentative, affermando pratiche di governo improntate ad una sorta di  “democrazia liquida”, fondata ideologicamente sulle “virtù intrinseche proprie del popolo dei social network.

Secondo queste tesi che stanno alla base di molti movimenti “populisti”, la “verità” – assimilata al concetto di democrazia – sta solo sul web meglio, sta solo sui social network.
Esemplificando ancora, si arriva a sostenere questo schema: raccogliamo ciò che si dice in rete, trasformiamolo in azione politico/istituzionale ed avremmo realizzata, così, l’essenza della democrazia.
Una nuova Atene digitale, insomma.

Democrazia senza mediazioni, partecipazione dei cittadini alla vita pubblica ridotta allo stato puro, magari condita in salsa di sentiment analisys.
Ma, esiste la democrazia mediata solo da un algoritmo di sentiment analisys? Esiste la partecipazione popolare “allo stato puro”?
La “piazza virtuale” può sostituire il consiglio comunale o il Parlamento?

Un pubblico amministratore o una qualsiasi forma di amministrazione cittadina si troveranno durante il loro mandato inevitabilmente ad assumere scelte difficili, spesso impopolari.
Potranno manifestarsi i problemi i più vari: aumentare le tasse, edificare un inceneritore di rifiuti, fare una strada o un nuovo quartiere, tagliare le prestazioni sanitarie.
Quasi sempre il cittadino sarà portato ad affermare che l’amministrazione ha ragione, ma che la discarica dei rifiuti non andrà fatta “nel suo cortile”. E’ l’atteggiamento che in gergo si definisce NIMBY, ovvero “Not in my back yard”.
Fai ciò che vuoi, purché non venga ad interessare il mio spazio vitale.

Questo atteggiamento rappresenta la quintessenza dell’individualismo, l’opposto della cultura della condivisione e della cittadinanza responsabile che, ricordiamo, sono le filosofie che hanno ispirato le piattaforme web 2.0.
Un atteggiamento NIMBY, anche se veicolato tramite i social network, resterà sempre un esempio da contrastare di egoismo e di individualismo.

Ricordiamoci che un social network è “solo” uno strumento; il chiacchiericcio su Facebook (anche se utile e necessario) resta sempre chiacchiericcio, registra i nostri dialoghi. Il web rappresenta spesso ciò che noi siamo veramente, nel bene, come nel male, vizi e virtù del genere umano. Il social networking non va idealizzato a forma assoluta di democrazia.

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Foto del profilo di Michele Vianello
Ex Direttore Generale di VEGA Parco Scientifico Tecnologico di Venezia, imprime una forte impronta di innovazione IT nel territorio veneziano e veneto, sperimentando e attuando, a favore della crescita tecnologica e della competitività delle imprese, modelli avanzati di sviluppo gestionale e organizzativo “Enterprise 2.0”, nuove modalità di marketing “Web 2.0”, le più avanzate soluzioni tecnologiche e piattaforme di eccellenza. La sua carriera politica ha inizio nel 1997 come Vice Sindaco nella sua città natale: Venezia. Deputato della Repubblica dal 2001 al 2005, rientra a Venezia, braccio destro del Sindaco Cacciari alla guida della città lagunare, fino a ottobre 2009. In quattro anni promuove un cambiamento radicale nell’organizzazione della macchina comunale e nell’interazione tra PA e cittadini, con l’adozione delle filosofie gestionali “Web 2.0” e “Amministrare 2.0”. E’ ideatore delle politiche del Comune di Venezia in materia di banda larga e connettività wi-fi: con il progetto “Cittadinanza digitale” ha reso Venezia la prima città d’Italia completamente digitale, con connessione Internet wi-fi gratuita per tutti i residenti nelle piazze, biblioteche e uffici pubblici; con il portale “Venice Connected”, che intermedia decine di migliaia di ordini, ha contribuito ad innovare la gestione dei flussi turistici della città. Numerose le relazioni, gli scritti e le interviste di natura specialistica rilasciate su riviste e quotidiani. Nel 2010 pubblica il libro “VE 2.0. Cittadini e libertà di accesso alla rete” edito da Marsilio Editori. Ad aprile 2010 è stato insignito del prestigioso premio nazionale “La città dei cittadini – Cineca Award 2010”, quale personalità che si è più distinta in Italia nello sviluppo di progetti che favoriscono la comunicazione tra Istituzioni e cittadini, in particolare nell’erogazione di servizi tramite le nuove tecnologie web.

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