Accessibilita’ siti web pubblici, facciamo chiarezza: nessun modello da inviare, ma le PA latitano sulla norma

Scritto da:     Tags:  ,     Data di inserimento:  12 aprile, 2013  |  Nessun commento
12 aprile, 2013
accessibilita'

Visite: 8534

Quali sono l’accessibilita’ e la trasparenza che ci piacciono? Quelle totali, ovviamente. Ecco perché urge fare chiarezza sugli obblighi di accessibilita’ dei siti web pubblici emanati dall’Agenzia per l’Italia Digitale, onde non creare ulteriori pesantezze a delle linee guida che hanno il merito di informare le pubbliche amministrazioni sui nuovi adempimenti posti a loro carico dalla recente normativa in materia di accessibilita’ al web e, indubbiamente, di voler garantire a tutti, indipendentemente dal settore (pubblico o privato) e dal tipo di strumento di fruizione, con responsabilità specifiche in caso di mancato rispetto delle norme, una totale accessibilita’ informatica.

Cominciamo dal primo aspetto: la circolare n.61/2013 relativa agli obblighi di accessibilita’ dei siti web pubblici contiene, c0me ben specificato nell’articolo 9, una serie di modifiche sostanzialmente in ambito di accessibilita’ delle postazioni di lavoro e dei documenti pubblicati nei siti web delle pubbliche amministrazioni, e introduce l’obbligo, a carico delle medesime pubbliche amministrazioni, di pubblicare sul proprio sito web gli obiettivi annuali di accessibilita’.

La norma, inoltre, assegna all’Agenzia per l’Italia digitale il compito di monitoraggio e di intervento nei confronti dei soggetti erogatori di servizi, inadempienti in ordine all’accessibilità dei servizi medesimi. Importante: non ci sono obblighi di invii cartacei di nessun documento, tantomeno dei due questionari di autovalutazione (questionario di autovalutazione fac simile obiettivi).

Il modello A Questionario di autovalutazione è un esempio di questionario che le amministrazioni possono utilizzare per effettuare un’autovalutazione circa lo stato di adeguamento dei propri siti e servizi web alla normativa sull’accessibilita’. I risultati del questionario, ad uso esclusivamente interno, potranno fornire all’amministrazione un quadro completo delle criticità esistenti per ogni sito web e servizio fornito. I medesimi risultati potranno essere utilizzati dall’amministrazione per predisporre una checklist utile per la definizione degli obiettivi annuali di accessibilita’ e degli interventi da realizzare.

Riguardo invece al modello B Obiettivi di accessibilità, si tratta di un format che l’ente può utilizzare per la pubblicazione degli obiettivi annuali di accessibilita’ prevista dalla legge. Se la modalità appare comunque un po’ forzata, è giusto precisare che non è necessario stampare (ma in molti, ahinoi, purtroppo lo faranno…) ne inviare all’Agenzia per l’Italia Digitale nessuno dei due documenti, i quali restano sostanzialmente una traccia.

Nella circolare, peraltro, si forniscono indicazioni sul dove pubblicare gli obiettivi di accessibilita’: la sezione “Trasparenza, valutazione e merito” oppure la pagina “Accessibilita’” del sito web istituzionale: la pubblicazione, ovviamente, deve essere effettuata nel rispetto delle disposizioni del decreto legislativo 196/2003, il “Codice in materia di protezione dei dati personali”.

E’ altresi’ importante ricordare che, nello specifico, la legge n. 4/2004, con la definizione di accessibilita’ intende riferirsi alla “capacità dei sistemi informatici, nelle forme e nei limiti consentiti dalle conoscenze tecnologiche, di erogare servizi  e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni,  anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari“. Essa riguarda i prodotti hardware e software (compresi i siti web) delle pubbliche amministrazioni.

Tecnicamente parlando, quindi, tutti i siti web della PA devono dunque applicare quelle regole tecniche previste dallo standard internazionale W3C WCAG 2.0.

A tal proposito, gli ultimi aggiornamenti sul recepimento della norma non paiono proprio di buon auspicio: il documento, ad oggi, è stato pubblicato da ben poche amministrazioni, e considerando che la scadenza per tale pubblicazione risaliva al 31 marzo, pare chiara la situazione di ritardo in cui si trova l’Italia.

Se tale ritardo dovesse perdurare (fino a quando non è ancora dato sapersi), come indicato espressamente sul finale della circolare, ci saranno severi provvedimenti. L’inosservanza delle disposizioni in tema di accessibilità informatica delle pubbliche amministrazioni produce infatti specifiche responsabilità ed è passibile di sanzione: rileva infatti ai fini della misurazione e della valutazione della performance individuale dei dirigenti responsabili e comporta responsabilità dirigenziale e disciplinare ex Dlgs n. 165/2001, ferme restando eventuali ed ulteriori responsabilità penali e civili.

SCARICA LA CIRCOLARE COMPLETA IN FORMATO PDF!

Lascia un commento


Ti potrebbe interessare anche: