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Accessibilita’ siti web pubblici: normativa, obblighi, consigli, speranze

Accessibilita’ siti web pubblici: normativa, obblighi, consigli, speranze
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Il problema non sono tanto accessibilita’ siti web e trasparenza, quanto il modo di intenderle e il come, a livello normativo, queste particolari indicazioni sui siti web della pubblica amministrazione vengono poi messe in atto. Lo scalpore suscitato dalla circolare n.61/2013 relativa agli obblighi di accessibilita’ siti web pubblici, pubblicate recentemente dall’Agenzia per l’Italia Digitale per volere del ministro Francesco Profumoha i suoi evidenti motivi.

Anche perché le principali polemiche che ne sono derivate virano sul fatto che, a livello di semplificazione, proprio non ci siamo: per la serie, quando l’e-government si inerpica su sentieri complicati e, invece di dimezzare la carta e facilitare l’accesso, complica le cose a suon di postille.

Sarebbe il caso di fare chiarezza prima sul senso del termine accessibilita’ (in generale, e poi accessibilita’ siti web), e successivamente esaminare la circolare figlia di un decreto di per se pieno di buoni spunti, probabilmente – come spesso accade in Italia – non fatti vedere nella maniera giusta. Piccolo incipit: alla base del tutto ci sono due circolari cartacee, un questionario di autovalutazione e un fac simile obiettivi da compilare e inviare. Ogni commento lo lasciamo ai lettori.

Solitamente l’idea di accessibilita’ si associa soprattutto alle sovrastrutture fisiche, che molte volte sono caratterizzate da impedimenti alla fruizione degli spazi da parte delle persone con disabilita’. Si parla dunque spesso di citta’ accessibilispiagge accessibilistrutture accessibili, ma molto meno spazio si dà invece a un altro “spazio” che dell’accessibilita’ fa cosa necessaria, come quello dei siti web. 

Già qui, di per se, abbiamo il primo difficile scoglio da superare. La percezione della rete e della accessibilita’ dei siti web dovrebbe essere più immediata, dicono sui social network: siamo sicuri che le “Disposizioni per favorire  l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici” siano studiate in funzione di un’adeguata pubblicità internettiana?

Il senso prioritario è uno: le nuove disposizioni individuano gli obblighi di trasparenza concernenti l’organizzazione e l’attivita’ delle pubbliche amministrazioni e le modalita’ per la sua realizzazione. Per pubblicazione si intende la pubblicazione, in conformita’ alle specifiche e alle regole tecniche indicate nel provvedimento, nei siti istituzionali delle pubbliche amministrazioni dei documenti, delle informazioni e dei dati concernenti l’organizzazione e l’attivita’ delle pubbliche amministrazioni, cui corrisponde il diritto di chiunque di accedere ai siti direttamente ed immediatamente, senza autenticazione ed identificazione.

Ma tutto questo come si traduce nello specifico? La legge n. 4/2004, con la definizione di “accessibilita’” intende riferirsi alla “capacità dei sistemi informatici, nelle forme e nei limiti consentiti dalle conoscenze tecnologiche, di erogare servizi  e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni,  anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari“. Essa riguarda i prodotti hardware e software (compresi i siti web) delle pubbliche amministrazioni.

Di fatto, ci si impegna a fare in modo che, tecnologicamente parlando, tutti i cittadini possano accedere ai siti web delle pubbliche amministrazioni in ogni loro parte. Soprattutto, da ora sarà possibile utilizzare tecnologie differenti dal normale html, e creare applicazioni web totalmente accessibili.

Ad essere scalzati saranno i programmi più “statici”, a favore di quelli più “sociali”, per favorire lo scambio e la comunicazione tra i soggetti, così che il cittadino possa vedere applicato, finalmente, il suo diritto alla partecipazione, con la possibilità di ottenere informazioni e servizi indipendentemente dalla sua disabilita’, nel rispetto dell’art. 3 della Costituzione italiana, applicato alle nuove tecnologie.

Questo è un bene, ma resta il paradosso della semplificazione: quando non sarà necessario stampare, scaricare e compilare moduli sull’accessibilita’ siti web saremo non solo più accessibili, ma anche più fruibili, meno cartacei, più immediati. E’ chiedere troppo?

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