CoderDojo: quando Zen incontra Ken

Scritto da:     Tags:  , , ,     Data di inserimento:  8 aprile, 2013  |  Nessun commento
8 aprile, 2013
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Zen e Ken sono due ragazzini di 8 anni che un giorno si incontrano ad un CoderDojo, dove partecipare è un “gioco da ragazzi”, dove basta arrivare con un computer, un panino, e con i genitori e si trova qualcuno che con tanta passione e gratuitamente ti insegna a diventare programmatore, facilitandoti nelle pratiche informatiche, aiutandoti soprattutto ad usare i neuroni del nativo digitale.

Lo scopo non è creare “geni”, bensì introdurre, nell’uso che quotidianamente, o quasi, i ragazzi fanno degli IPhone, degli IPad, dei Pc di mamma e papà, nuovi elementi di comprensione grazie alle potenzialità che la rete offre. A CoderDojo i giovani imparano a programmare, sviluppare siti web, applicazioni, programmi, giochi e altro.

Perché usare la palla solo per giocare a calcio, se si può anche giocare a basket, a pallavolo?…il principio è lo stesso, cambia solo la palestra Dojo appunto.

Dojo, è un termine giapponese che indica il luogo ove si svolgono gli allenamenti alle arti marziali, etimologicamente significa luogo (jo) dove si segue la via (do).(Wikipedia)

I dojo erano spesso piccoli locali situati nelle vicinanze di un tempio o di un castello, ai margini delle foreste, perché i segreti delle tecniche delle arti marziali venissero più facilmente preservate.

All’opposto, a CoderDojo non ci sono segreti, il principio è aprire, condividere, collaborare.

CoderDojo nasce in Irlanda nel 2011 da un’intuizione di uno studente ( i giovani parlano ai giovani a quanto sembra…) e diventa un movimento senza scopo di lucro con il fine unico di organizzare  questo tipo di incontri.

In poco meno di due anni sono nati 165 club sparsi nel mondo, in Italia, in Russia, in Giappone, Svezia, e molti altri Paesi. Nei soli Stati Uniti ci sono più di 25 CoderDojos locali, con il più recente istituito in Silicon Valley, California. A Venezia stiamo lavorando per organizzare il club n. 166.

Il dojo rappresenta un luogo di meditazione, concentrazione, apprendimento, amicizia e rispetto, è il simbolo della Via dell’arte marziale, seguendo la quale si può raggiungere la perfetta unità tra zen (mente) e ken (corpo) quindi il perfetto equilibrio psicofisico.

In realtà come nasce la consapevolezza di essere cittadini del futuro se non si incontrano questi due elementi, se non cresce assieme al corpo la potenzialità della mente?

Gli strumenti informatici sono estensioni della mente, e questo, i due bambini Zen e Ken l’hanno cominciato a comprendere.

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