Mobile Marketing - Intervista a Marco Massarotto ‹ Pionero
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Mobile Marketing – Intervista a Marco Massarotto

Scritto da:     Tags:  , ,     Data di inserimento:  7 aprile, 2013  |  Nessun commento
7 aprile, 2013
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Dopo aver letto il suo ultimo eBook Mobile Marketing, abbiamo chiesto a Marco Massarotto, CEO di Hagakure e già autore per Apogeo di “Internet P.R.” e di “Social Network”, di rispondere ad alcune domande e curiosità che la piacevolissima lettura ci ha stimolato.

1) Tu parli di stili di vita per le persone e per le imprese. Credi davvero che il modello mobile sia anche un modello culturale, oltre che economico e di marketing?

Assolutamente sì! Se ne discute da anni ormai a MLove [http://www.mloveconfestival.com] da cui ne è nato un libro chiamato “A Lifestyle of Mobility” [http://www.mlove.com/lifestyle-of-mobility.html] di Haralad Neidhardt, che mi ha onorato per aver scritto la prefazione al mio ebook. Intendiamoci, il lifestyle of mobility riguarda le persone, quindi i consumatori e i trend setter, le aziende di riflesso, nel senso che le aziende devono capire che sta cambiando lo stile di vita dei propri consumatori che si connettono e si informano prima di acquistare attraverso i device mobili. Le aziende devono capire questo cambiamento sociale in atto e le sue ramificazioni per parlare con i consumatori con un linguaggio diverso e in momenti e spazi diversi. Il Marketing insegue sempre la società e l’evolversi dei suoi costumi, mai il contrario.

2) Mobile Internet e contenuti generati dagli utenti (always-on) sembrano i killer della televisione, dei giornali, insomma del mainstream. Pensi davvero che anche la fruizione dell’entertainment dovrà fare i conti con questo modello di delivery? 

Non credo il mobile sarà il killer di TV e giornali, che vivranno ancora a lungo. La crisi dell’editoria tradizionale nasce da costi elevati e non facilmente contenibili versus profitti in calo. L’editoria si ristrutturerà (lo sta già facendo) verso un modello più sostenibile e transmediale. Il mobile, anzi, grazie a una maggior facilità di monetizzazione può costituire un’opportunità per chi produce e vende news, sicuramente per chi produce entertainment: si guardi a iTunes e Spotify.

3) Oggi il responsive design rappresenta la frontiera e invece dovrebbe essere la base di partenza per la progettazione multidevice, ma l’impressione è che le aziende siano ancora web e browser centriche nel rilasciare applicazioni e servizi. Hai qualche ulteriore ricetta per persuaderle?

Nel mio libro parlo di responsive content. Il responsive design è, a mio modo di vedere, solo l’inizio. È ovvio che devo fornire al navigatore mobile l’experience migliore possibile, ma in questo il design ha un ruolo importante, ma non definitivo. Per avere una mobile experience valida e efficace bisogna che l’utente abbia anche il contenuto giusto a seconda di dove si trova (context, location), del momento della giornata e dello storico derivabile dalla memoria del device.

4) Nell’Internet degli oggetti come vedi il ruolo dei device mobili? Andranno a incastrarsi nella plancia dell’automobile o nel portellone del frigo, o saranno quegli oggetti che dovranno dotarsi di una connessione mobile dedicata, always on?

Mi pare che i device più importanti tendano a sviluppare collegamenti autonomi e che parallelamente proliferino i device che usano lo smartphone o il wifi di casa come testa di ponte verso il web. Probabilmente avremo una soluzione mista, ma di fatto poco importa. Le Api dei sistemi operativi mobile e dei Router consentono già di fatto di trasformare qualunque oggetto in un oggetto connesso. Nell’ultimo capitolo del libro si parla di reputazione degli oggetti. In un mondo in cui gli elettrodomestici, le auto etc etc saranno connesse e potremo leggerne la storia, ogni singolo oggetto con le sue performance contribuirà alla reputazione della marca. Il Log di ogni oggetto contribuirà al curriculum del brand: uno scenario complesso e affascinante.

5) Citando E.T. di Spielberg hai voluto significare che l’adesione al modello mobile è un percorso che comincia da lontano e che forse non sappiamo dove ci porterà. Tu cosa vedi nell’immediato, come se dovessi aggiungere un capitolo all’ebook dopo la recente pubblicazione?

Ho usato quel riferimento soprattutto per far capire che non si tratta di una moda o una tendenza passeggera, ma un’interfaccia che è allo studio da 40 anni almeno e che sta giungendo a maturazione. Credo che nei prossimi anni vedremo la diffusione a livello di massa di access point touch alla Rete e il proliferare di questi punti di collegamento cambieranno il tessuto sociale, i trasporti, le città e soprattutto gli acquisti. Se guardiamo le App di Tesco in Korea e UK possiamo intravedere il futuro della distribuzione di massa e la smaterializzazione di molte filiere che tendiamo a dare per scontate.

6) E per finire, raccontaci delle tue passioni e cosa ti attrae del Giappone.

Il Giappone non è solo un paese dei sogni per ogni Gourmet, dove mi piace passare alcuni periodi dell’anno e dove porto degli italiani a scoprire l’enogastronomia locale [http://www.laviadelsake.it/viaggi/], ma è anche la culla dell’innovazione tecnologica, specialmente di quella mobile. Girando per strada in Giappone vediamo il paese che saremo noi tra dieci anni dal punto di vista di tecnologie e interazione mobile.

Un’app è come una canzone: come un singolo non è che il primo tassello nella costruzione della fama a lungo termine di una band, così un’app non è che l’inizio di una strategia vincente di mobile marketing

(Dalla prefazione di Harald Neidhardt, fondatore di MLOVE, co-fondatore di Smaato Inc. e autore del libro Lifestyle of Mobility)

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