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Il futuro di Internet visto dalle nostre caverne (recensione)

Il futuro di Internet visto dalle nostre caverne (recensione)
4 minuti di lettura

Ho appena finito di leggere Troglodata l’eBook di Lorenzo Mannella che impone molte riflessioni attorno ad alcune domande orami retoriche, del tipo: “Internet cambierà la nostra vita?

Secondo l’autore, se ci facciamo ancora queste domande significa che non siamo ancora usciti dalle nostre caverne perchè internet ha già cambiato tutto. Piuttosto, è arrivato il momento di dare una risposta ad altre domande del tipo: “Perché Bruce Willis dovrebbe fare causa a iTunes?”, “Gli scoiattoli sono più forti degli hacker?” e “Le email scompariranno per sempre?”.

Perché noi siamo i trogloditi dell’era digitale e immateriale!

Mannella, in premessa, ci indica che l’ebook ha preso spunto da un post post nel quale lo stesso autore si interroga su quale sarà il punto di non ritorno oltre il quale saremo completamente diversi dalle nuove generazioni digitali: ‘Questo ebook nasce come una riflessione sul ruolo delle tecnologie Internet nelle nostre vite. Così, da una pagina fitta di idee e domande, è nato un testo più ampio e articolato

Molte le considerazioni ‘storiche’ e di ‘contesto’ provano a delineare storia e percorso di questa continua crescita verso la società digitale: “Niente è perfetto. Internet ci prospetta un futuro roseo, ma il mondo di oggi è ancora frenato da elementi del passato. Per esempio, in paesi come l’Italia, la tv è ancora la regina dei mezzi di comunicazione

Altre le riflessioni argute sul futuro probabile: “… nel 2040 anche Facebook e Twitter saranno radicalmente diversi, integrati all’interno di qualche sistema operativo e completamente indistinguibili (un po’ come succede ora con le funzioni calendario, lettore multimediale e agenda). Magari, perché no, andranno anche loro incontro alla triste fine di msn.”, Il Web scomparirà? Quando le informazioni online sono controllate da poche grandi aziende (Facebook, Google e Apple), nascono i walled garden. In questi giardini privati niente è veramente di pubblico dominio. E tutto può scomparire da un momento all’altro.”, “Ciò che resta di noi 2.0. Nella maggior parte dei casi tutti i beni digitali e gli account che possediamo scompariranno con noi. Non ci sono leggi precise che ne tutelino la proprietà post mortem. Ecco perché è importante pensare al testamento digitale.

Non che non mi fossi mai posto queste domande ma, come lettore critico, devo ammettere che una sistematizzazione completa e lineare come quella di Mannella, mi ha un po’ denudato e riposizionato davanti a uno specchio.

Fra i passaggi più critici quello della dignità dei diversi o più comunemente ‘unplugged’ o ‘off-line’ e del diritto a rivendicare l’oblio per noi e per i nostri dati:  “È possibile che la digitalizzazione dei rapporti umani pregiudichi chi, invece, vuole ancora vivere faccia a faccia con gli altri? Con il passare del tempo la mancata appartenenza a un social network potrebbe condizionare la vita reale delle persone, portandole a essere escluse da una cerchia di amici per il semplice fatto di non avere accesso ai loro profili. Dopo tutto, nella nostra testa, il termine “off” è sinonimo di qualcosa di spento, negativo, sempre e comunque superato dall’“on”. In poche parole, chi è offline è fuori dal mondo.

Passando poi per domande, per certi versi ancora più angoscianti: Saranno i datacenter del cloud le nuove fabbriche? O le nuove fortezze? E, prima o poi, entreranno in guerra fra loro?

Mannella, nell’ipotizzare scenari futuri trae ispirazione dal film di fantascienza Ghosts With Shit Jobs, scritto dall’autore canadese Jim Munroe. Il mondo di “fantasmi con un lavoro di merda” raccontato da Jim Munroe che rappresenta un ottimo pretesto per ragionare sui punti di incontro tra la rete e la nostra sfera pubblica e privata, sull’evoluzione del Web, degli smartphone e dei tablet, sull’eredità dei beni digitali, sulla tutela della privacy, sulla diffusione dei profili biometrici, sul diritto a una offline identity e sulla conservazione delle informazioni nei datacenter.

E’ un viaggio senza sosta, vissuto tra masterizzatori cd, film in streaming, social network e ansia da smartphone. Perché per capire il futuro bisogna usare anche un po’ di immaginazione. E allora, ecco affiorare spammer dal vivo, manichini spia, hikikomori giapponesi, testamenti digitali e fortezze tra le nuvole che racchiudono tutte le informazioni sulla nostra vita. Ma, forse, tutto questo è già divenuto realtà. E se ancora non lo è, lo sarà prima che abbiate finito di leggere questo straordinario ebook che vi domanderà il tempo di un episodio di “Game of Thrones”.

L’ebook “Troglodata. Il futuro di Internet visto dalle nostre caverne” di Lorenzo Mannella è disponibile a soli € 2,99 su: http://www.goware-apps.com/

credits immagine

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Foto del profilo di Gianluigi Cogo
Da anni facilita i processi che sfruttano le nuove tecnologie e diffonde cultura digitale nella Pubblica Amministrazione. In rete dai primissimi anni ‘90, a Venezia fonda la prima rete civica ‘Venice On-Line’ e poi il primo portale cittadino: ‘Venezia.Net’. Verso la fine degli anni ’90, assieme ad altri colleghi, crea il primo network dei Comuni della Provincia di Venezia ‘Polo Est’ e, infine, uno dei primi social network italiani: ‘Networkingitalia.it’. Presso la Regione Veneto (dove ora ha la responsabilità della Community Network inserita nella struttura di e-government) crea la prima rete intranet basata su workspace e dinamiche 2.0. Sviluppa, insieme ad altri colleghi di diverse regioni italiane, Ritef, la ‘rete delle regioni per l’e-learning’ ed è fin dai primi anni 2000 uno dei protagonisti del Cisco Networking Academy in Italia. Attualmente svolge consulenze per Università, Centri di Formazione Pubblici e Privati e Ministeri, per divulgare le dinamiche e i valori della ‘collaborazione e della partecipazione’. E’ docente presso la Facoltà di Informatica dell’Università Ca Foscari di Venezia del corso ‘Social media e smart apps’, Presidente di Assint (Associazione per lo sviluppo dell’innovazione e delle nuove tecnologie), è stato anche Segretario Generale dell’Associazione Italiana per l’Open Government, Componente del Comitato Scientifico della rivista Egov, membro dell’esecutivo dell’Istituto per le Politiche dell’Innovazione, fondatore/animatore della rete degli innovatori della pubblica amministrazione, consulente di FormezPA e molto attivo con il suo blog: http://webeconoscenza.net/. Ha ideato e promosso il primo Barcamp degli innovatori della Pubblica Amministrazione e collabora come docente e curatore scientifico per master e corsi sull’e-government 2.0 e sull’Enterprise 2.0. Scrive su diverse riviste del settore e ha pubblicato i libri: ‘La cittadinanza digitale’ , ‘I siti web delle Pubbliche Amministrazioni’ e ' I Social Network nella PA'.

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