Acquisti on line in crescita: Netcomm e Osservatorio Cartasi danno i numeri

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4 aprile, 2013
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Gli acquisti on line nel nostro Paese sono in costante progressione e e aumenta la fiducia nell’utilizzo dei nuovi strumenti informatici associati a siti ben strutturati. Questo lo scenario dell’e-commerce in Italia disegnato sia da Netcomm – in occasione di Netcomm e-Payment 2013 del 27 marzo scorso, in cui sono stati diffusi i dati dell’indagine condotta in collaborazione con Human Highway – sia dall’Osservatorio Acquisti Cartasì.

Trend acquisti on line

Grafico 1 – Trend acquirenti online attivi nei tre mesi precedenti il mese di rilevazione

Sono 13,8 milioni gli italiani ad aver effettuato un acquisto on line, quindi il 47,7% dell’utenza Internet (rispetto al 35,8% del febbraio 2012).
Di questi, il 24% dichiara di aver comprato più di 5 volte nel trimestre, al punto da poter essere definito un heavy e-shopper e, complessivamente, negli ultimi tre mesi si sono avuti 47,6 milioni di atti d’acquisto sulla rete.
E’ da segnalare che aumenta e a tripla cifra (+165%) l’incidenza degli acquisti da smartphone e tablet, che nel 2012 superano quota 10% del totale degli acquisti on line.

La maggioranza (poco meno del 90%) degli acquisti on line è fatta da PC. Solo un anno fa, febbraio 2012, il 4% degli acquisti on line era generato attraverso un dispositivo mobile: in due casi su tre era un tablet (solo nell’1,3% dei casi è stato utilizzato uno smartphone). La stragrande maggioranza (96% degli acquisti on line) era, quindi, gestita con un PC tradizionale.
In sintesi vuol dire che in un anno il numero di transazioni negli acquisti on line da dispositivi mobile, smartphone e tablet, è cresciuta a tripla cifra, mettendo a segno un +165%.
Va poi rilevato che l’utilizzo dei sistemi di pagamento basati su carte (Bancomat, Carte di credito e prepagate) è molto diffuso anche nel segmento che non acquista on line (62,8% del campione), ma la penetrazione è pressoché totale tra gli acquirenti da dispositivo mobile (98,5%) e i pagamenti bancari (RID, bonifici) nel segmento evoluto si fermano al 72%.

Secondo Cartasì, il giro d’affari del 2013 è stato pari a 76,3 miliardi di euro (+3,1%) e il modo più comune per lo shopping digitale è stato quello della carta di credito. Tuttavia rispetto allo scorso anno è stata notato un aumento, seppur minimo, dell’impiego di prepagate e carte di debito.

Acquisti on line, metodi di pagamento

I dati di Cartasì sono tendenzialmente confermati dall’indagine Netcomm, che evidenzia che negli ultimi tre mesi gli acquirenti in rete hanno pagato su PayPal nel 36,6% dei casi. Seguono la carta prepagata nel 24,4% e la carta di credito per il 19,2%, infine il bonifico per il 3,7%.

I pagamenti elettronici hanno sempre rappresentato un elemento chiave per lo sviluppo dell’e-commerce nel nostro Paese, soprattutto per via della minore abitudine dei consumatori italiani ad utilizzare per gli acquisti online la moneta elettronica in tutte le sue forme

ha commentato Roberto Liscia, Presidente di Netcomm, Consorzio del Commercio elettronico italiano.

Ma oggi stiamo assistendo a un forte processo di innovazione nel settore. Nuove forme di pagamento si sono affacciate su un mercato sempre più ampio. Anche le recenti norme volte a limitare l’uso del contante, congiuntamente all’accettazione degli strumenti di pagamento digitali da parte delle amministrazioni e dei servizi pubblici, inducono a favorire sia la concorrenza fra gli operatori, sia la sicurezza e la trasparenza nelle transazioni a tutto vantaggio degli utenti

Roberto Liscia – Presidente di Netcomm

Tipologia di beni acquistati on line

Per quanto riguarda la tipologia dei beni oggetto dello shopping elettronico, i libri si attestano in vetta all’ideale classifica (14,8%), seguiti dai capi di abbigliamento (13,9%), computer o periferiche per pc (11,3%), biglietti di viaggio (9,9%), soggiorni (5,4%), musica/dvd (4,8%), telefonino/smartphone (4,2%), cosmetici (4%) e a chiudere gli elettrodomestici con l’1,5%. In quasi quattro casi su cinque l’acquisto online è premeditato, cioè l’acquirente ha già maturato la decisione di effettuarlo su Internet nonostante sia spesso disponibile l’alternativa del canale tradizionale.

Trend tipologia di beni acquistati on line

Grafico 2 – Tipologia di beni acquistati tra gli acquirenti degli ultimi tre mesi

Acquisti on line, abitudini e trend

Gli acquisti on line – secondo l’Osservatorio di Cartasì – superano quelli nei negozi fisici nei settori viaggi e trasporti, informatica, servizi consumer e telecomunicazioni.
In parallelo, i canali tradizionali sono prevalenti nei comparti alberghi e ristoranti, alimentari, dettaglio non alimentare, abbigliamento, beni per la casa e cash advance. Il valore di mercato, in via di assottigliamento, è di 9,4 miliardi di euro per l’e-commerce e di 66,9 miliardi di euro per tutti gli altri canali di spesa.
Alla base dell’aumento del business in rete e dell’utilizzo della moneta elettronica, ci sono alcune ragioni ben precise. Da una parte le vetrine virtuali dei negozi sono sempre più convincenti e le relative transazioni finanziarie più sicure. Dall’altra, il web dà l’opportunità di confrontare prezzi e prodotti con maggiore precisione e con più possibilità. E poi, Internet è la piazza ideale per andare alla ricerca di promozioni, offerte e sconti.
Spiega Francesco Pallavicino, dirigente di CartaSì:

La situazione dell’ecommerce è in controtendenza rispetto al mercato fisico dei consumi, dove si osserva un calo. E stanno perdendo piede proprio quei prodotti che perdono terreno sugli altri canali di vendita

Appare interessante notare come le giornate preferite per gli acquisti in rete sono lunedì e martedì, dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18. Nel weekend, nella maggior parte dei casi, il computer rimane spento e la carta di credito ben custodita nel portafogli. In linea generale, infine, è soprattutto nel Nord Italia che il commercio elettronico è più vivace con una differenza ancora molto evidente rispetto al Centro e al Sud Italia.

Acquisti on line e tecnologia Nfc

Nell’indagine di Netcomm e Human Highway, infine, si è indagato anche il grado di conoscenza della tecnologia Nfc (Near field communication) su telefonini e tablet: come è noto, si tratta di una tecnologia che serve per effettuare i pagamenti di prossimità, facendo passare il telefonino a pochi centimetri di distanza dalla strumentazione abilitata.
Ideale, ad esempio, per pagare il biglietto della metro o dell’autobus, ma non solo. Più della metà del campione sondato, circa il 50,4%, non possiede o non pensa di possedere un cellulare abilitato della comunicazione via NFC; il 12,8%  non è sicuro ma crede di avere un telefono con comunicazione NFC e solo il 9,5% ha un cellulare abilitato a questo tipo di tecnologia. Il restante 27,3% non capisce neppure la domanda, quindi probabilmente non conosce nemmeno cosa sia il sistema NFC.

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