ICT Days 2013: in Trentino si continua il viaggio negli open data
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ICT Days 2013: in Trentino si continua il viaggio negli open data

Scritto da:     Tags:      Data di inserimento:  2 aprile, 2013  |  Nessun commento
2 aprile, 2013
Ict_Trentino

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Il Trentino è una regione notevole, e sotto molti punti di vista, molto dinamica: è utile condividere qualche riflessione a margine dell’evento ICT Days 2013, tenutosi la settimana dal 20 al 23 marzo e dedicato al vasto mondo degli open data.

Nati nel 2009 su iniziativa del Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell’Informazione dell’Università degli studi di Trento – gli ICT Days sono diventati nel corso degli anni, grazie all’apporto di Trento RISE e della Fondazione Bruno Kessler (FBK), un appuntamento di primaria importanza a livello locale e nazionale.

Questa quinta edizione propone un nuovo percorso, Orizzonti 2015, dedicato ad un pubblico più ampio: cittadini, studenti, start-up ed imprenditori sono invitati a procedere sulla strada della trasformazione del Trentino in un ecosistema dell’innovazione.

L’obiettivo di questa edizione è promuovere l’innovazione sociale abilitata dall’ICT, per accrescere la consapevolezza collettiva delle potenzialità che il cambiamento offre alla società e al territorio.

Il programma era davvero ricco, specie per chi avesse voluto toccare con mano il tema dei dati aperti (open data) ed il tema del big data/linked data e tutto l’universo che ruota attorno alla semantica, passando per l’ovvia dimensione delle smart city e delle comunità intelligenti.

In quegli stessi giorni è stato lanciato ufficialmente il portale dei dati aperti del Trentino, con oltre 314 datasets, tra cui anche quello sulle ricette trentine:
-> http://dati.trentino.it/about

Ne parlo come spettatore esterno, dal punto di vista di chi è riuscito ad esserci solo all’evento del sabato mattina, utile a far sentire il punto di vista dell’amministrazione. Ci sono alcuni punti utili da focalizzare e da condividere:

  • è doveroso elogiare l’organizzazione che pensa al pubblico della rete: dovrebbe essere la norma per tutti i convegni del 2013 quella di essere registrati e pensati per una memoria condivisa in rete, ma non sempre è così. Il fatto che buona parte degli incontri siano disponibili attraverso le registrazioni dei flussi streaming va segnalata.
    Consiglio tutti quelli legati al tema open data, ovviamente.
  • Lo stesso vale per molte delle presentazioni disponibili. E qui è impossibile non ringraziare tutto lo staff, tra cui l’immancabile Maurizio Napolitano, coautore anche di articoli su Pionero, tra le altre mille cose che fa.
  • Enel ritorna sul tema dell’apertura dei dati e condivide molti contenuti interessanti, specie se si pensa che ufficialmente sono gli unici a livello privato che stanno giocando sul terreno del marketing inbound e sulla reputazione e credibilità derivanti dalla condivisione dei dati aperti. Ma sono anche tra i pochi che stanno testando il livello tecnologico dei Linked Data, cercando di capirne i vantaggi ed i retroscena. Non è un dettaglio da poco, e ringrazio Raffaele Cirullo per la determinazione nel portare avanti certi temi border-line.
  • l’evento ha avuto una eco internazionale, forse anche per la presenza al venerdì mattina di Sir Tim Berners Lee. Ma c’è un aspetto da evidenziare: l’attenzione ad un approccio multidisciplinare, che ha cercato di avvicinare realmente discipline e mondi diversi, come emerge anche in questo resoconto su semanticweb.com. Questo lo si può vedere anche da alcuni video dello streaming, dove il mondo accademico ammette la propria lontananza dal mondo dell’impresa: tutto quello che si fa per avvicinare questi due mondi ha bisogno di essere raccontato e valorizzato. Specie perchè la classe dirigente è sempre più lontana dalla Rete, e dalle dinamiche virtuose che si possono innescare: il mondo dei dati è qui oggi, pronto per essere valorizzato nei propri assets.
  • far raccontare le buone pratiche nazionali e far emergere l’importanza della creazione e del supporto alla comunità italiana che ruota attorno ai dati è un altro ottimo segnale di inclusione. L’approccio del Comune di Firenze, l’esperienza di Open Coesione e tutta l’esperienza dei ragazzi di Open Polis sono racconti e pratiche che rappresentano la base della comunità italiana, e che hanno bisogno di un racconto locale per essere davvero patrimonio di tutti.

Chiudo con un’apertura: quella dei Fab Lab, il luogo vero dove potersi contaminare nel futuro delle discipline e della progettazione: consiglio la registrazione dell’intervento di Massimo Menichinelli, nostro connazionale che sta rientrando dalla Finlandia proprio per aiutarci nella gestione di un Fab Lab trentino.

E’ un ottimo segnale, che ci fa ben sperare in una maggiore contaminazione di saperi e di pratiche, ma dipende da ognuno di noi mettersi in gioco. E qui che si gioca la vera partita delle comunità intelligenti, dalle comunità che vivono le nostre città già oggi, e da quello che faremo per includerle in queste dinamiche.

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