Banda larga e digital divide: l’agenda digitale italiana prova a svoltare?

Scritto da:     Tags:  , ,     Data di inserimento:  28 marzo, 2013  |  Nessun commento
28 marzo, 2013

Visite: 8757

Il tunnel è ancora lungo e oscuro, ma pare che ci sia una fioca luce ad illuminare qualche speranza: l’agenda digitale italiana, che ha compiuto un anno (di intenti, tanti, e fatti, pochi) lo scorso 1 marzo, deve assolutamente svoltare e per farlo il piano nazionale banda larga, col quinto e sesto bando presentati ufficialmente dal Ministero dello Sviluppo Economico, è un passo assolutamente imprescindibile.

Andiamo per ordine: il bando per il proseguimento del Piano Nazionale per la Banda Larga coinvolge le regioni Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria e Veneto. Cofinanziato dalle stesse Regioni e del MSE, disporrà di un budget complessivo di 95 milioni di euro, con un investimento di oltre 122 milioni (Iva esclusa) per l’abilitazione all’offerta dei servizi a banda larga, mediante la costruzione di circa 4000 km di rete in fibra ottica in oltre 500 aree comunali e sub comunali, in prevalenza in zone ad alta intensità rurale e distretti produttivi.

L’idea è semplice ma obbligata: cancellare dalla cartina italiana l’assenza di segnale o la velocità di banda inadatta a navigare su Internet in maniera funzionale. Lo ha detto a chiare lettere Roberto Sambuco, capo dipartimento Comunicazione del Ministero dello Sviluppo Economico.

Entro il 2014 non ci sarà nessun italiano in digital divide, abbiamo tutte le risorse per azzerarlo”. Obiettivo interessante e non semplice, visto che i dati ci dicono che oggi sono 2,8 milioni gli italiani con questo problema. “Con i bandi siamo molto avanti – ha precisato Sambuco -. I piani sono pronti, la prima parte dei bandi ha come obiettivo l’azzeramento del digital divide in Italia”.

Il tutto si interseca alla perfezione con le volontà dell’Unione europea in tema di agenda digitale: la Commissione, nei giorni scorsi, ha infatti presentato le nuove misure per semplificare e tagliare i costi per la realizzazione delle reti internet a banda larga e ultralarga.

Una serie di direttive fortemente volute dal commissario Neelie Kroes, secondo la quale “la banda larga è l’ossigeno dell’economia ma nella maggior parte dei casi, le regole attuali ostacolano la competitività dell’Europa“. Ecco, quindi, il nuovo Regolamento europeo diviso in 4 piani di intervento.

In ordine di importanza, si tratta di migliorare utilizzo delle infrastrutture esistenti; migliorare il coordinamento delle future opere civili; razionalizzare le procedure di autorizzazione; realizzazione di edifici ‘broadband-ready’“Il 10% in più di diffusione della banda larga equivale a una crescita del PIL tra 1-1,5%”, ha ricordato la Kroes, ribadendo che per recuperare il gap accumulato dall’Europa nei confronti dei competitor americani e asiatici è essenziale porre fine all’attuale ‘assurda’ frammentazione.

Non solo: queste misure, in prospettiva, potrebbero consentire risparmi tra i 40 e i 60 miliardi di euro all’anno, permettendo peraltro di ridurre del 30% i costi di diffusione veloce di Internet. Per questo, sarà fondamentale utilizzare infrastrutture già disponibili per la posa della fibra ottica, nonché tagliare la burocrazia (autorizzazioni più veloci su pali, antenne ecc) e coordinare tutte le opere di ingegneria civile.

E’ evidente la correlazione tra il piano di intervento europeo e il bando italiano: secondo dati forniti dal MSE, l’arretratezza del nostro Paese non è neppure una questione meridionale, visto che se il Molise è la regione con la più alta criticità (il 20% della popolazione non dispone di una connessione pari a superiore a 2 mega di velocità, il minimo sindacale), non è che la Valle d’Aosta sia messa così meglio (superiore al 10%), mentre il Piemonte si assesta sul 7-4% e regioni tipicamente a rischio come Calabria, Basilicata e Abruzzo si mantengono tra l’8% e l’11%.

L’aggiudicazione dell’appalto sarà effettuata mediante procedura aperta gestita mediante Piattaforma Telematica. Il criterio di aggiudicazione sarà quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Per partecipare alla procedura di gara, le aziende interessate dovranno preventivamente registrarsi sul portale https://www.invitaliafornitori.it/infratel Da cui si accede alla Piattaforma Telematica. Infratel consiglia di ultimare l’abilitazione al Portale con 24 ore di anticipo rispetto al termine per la presentazione delle offerte.

Fino al 21 aprile, sarà inoltre possibile partecipare alla consultazione pubblica per le aree oggetto del VI bando a incentivo che permetterà di azzerare definitivamente il digital divide anche nelle aree più remote del Paese. Si stima necessaria la dotazione di apparati elettronici di oltre 3.000 aree comunali e sub comunali.

 

What's Happening Recommended by Hashcore

Lascia un commento


Ti potrebbe interessare anche: