Touch for Autism, un tocco digitale per l’autismo

Scritto da:     Tags:  , ,     Data di inserimento:  26 marzo, 2013  |  Nessun commento
26 marzo, 2013
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Ogni anno il 2 aprile si celebra in tutto il mondo la giornata mondiale dedicata all’autismo e alle tante iniziative per fronteggiarlo.
È un momento importante in cui molti prendono coscienza e conoscenza di un disturbo – infatti ormai si parla di disturbo dello spettro autistico – che, sia per le migliori diagnosi sia per i grandi progressi delle scienze neuropsichiatriche, ha “numeri” in costante crescita negli ultimi anni.

Per molti il primo contatto visivo è stato Rain Man, il film del 1988 con Tom Cruise e un inarrivabile Dustin Hoffman che ebbe il merito di svelare al grande pubblico una particolare forma di autismo.
E come Rain Man, che in fondo come ogni film raccontava una storia, anche io vi racconto una storia che parla di tecnologie multitouch e dell’incontro casuale e un po’ “magico” con chi le ha “piegate” già da qualche anno a quello che oggi chiameremmo innovazione sociale.

Era il 17 marzo del 2010 e l’infaticabile Mario Bellomo, presidente piemontese della Fondazione Asphi, insieme ai suo collaboratori, dopo una visita ai Laboratori del CSP dove avevamo attrezzato “artigianalmente” un tavolo multitouch di 1 metro per 60 cm, mi proponeva di ragionare su un possibile progetto che utilizzando quel tavolo potesse venire incontro alle esigenze del C.A.S.A. (Centro autismo e sindrome di Asperger) appena inaugurato nella nuova sede dell’Ospedale di Mondovì, nella zona sud del Piemonte.

Detto fatto. Rapidamente incontriamo il responsabile del Centro Maurizio Arduino e il Direttore della Neuropsichiatria Infantile dell’Asl di Cuneo Franco Fioretto.

Nonostante le apparenti distanze tra ingegneri e medici, c’è immediatamente sintonia.

Nasce t4A (Touch for Autism) e cresce il senso di una bella sfida: usare davvero delle tecnologie innovative al servizio delle persone, in particolare i bambini sino ai 10 anni affetti da disturbi allo spettro autistico, per verificare l’effettiva capacità di migliorarne i processi di apprendimento.

La Regione Piemonte ci sta e mette a disposizione il Laboratorio del CSP che ci occupa delle tecnologie e delle applicazioni multitouch.

Due Fondazioni bancarie, la Fondazione Cassa di Risparmio di Torino e la Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, cofinanziano il progetto.

Progetto che prende il via con una demo funzionante dedicata al corretto apparecchiamento di una tavola e a un gioco di abbinamento tra parole e animali.

Progetto che nel frattempo si è definito: sviluppare una piattaforma software aperta che permetta agli operatori del C.A.S.A. di poter personalizzare ciascun percorso con gli utenti, scegliendo applicazioni autoprodotte – e riconvertendo il grande patrimonio già esistente di presentazioni animate su personal computer – o applicazioni prodotte da terzi, assicurando funzioni di monitoraggio (quanti esercizi fai? Con che percentuale di successo? In quanto tempo?) e …

Sincronizzando tutte le operazioni svolte sul grande tavolo presente al C.A.S.A. – acquistato da un’azienda italiana tramite gara – e i tablet utilizzati come ausili per i bambini e le loro famiglie.

Touch for Autism

Il progetto piace, applica la tecnologia a una dimensione concreta e quotidiana, promette di dare un sostegno migliore a bambini e alle loro famiglie.

E così – passo dopo passo – si allarga.

L’Istituto tecnico Vallauri di Fossano mette a disposizione due team di studenti del 4 anno per sviluppare le applicazioni (lo devono fare e quindi tanto vale che lo facciano per una buona e utile causa) e anche la Fondazione Specchio dei Tempi aderisce al progetto.

In occasione di Handimatica 2012 a Bologna lo scorso novembre i progetti di uso delle tecnologie sull’autismo di incontrano (gli altri due sono a Messina e il CNR e IRCCS Stella Maris di Pisa) e così anche Paul Trehin – in passato segretario generale dell’Associazione Mondiale dell’autismo e VicePresidente di AutismeEurope – ha occasione di coinsocere ed apprezzare le iniziative in corso.

E siamo arrivati al 2 aprile di quest’anno dove al San Camillo di Torino dedicheremo la mattina – qui il programma – a esaminare criticamente  i risultati ottenuti e a lanciare nuove sfide.

Sì, nuove sfide, perché così come nessuno di noi avrebbe mai immaginato che la ricerca applicata su superfici multitouch di grandi dimensioni  potesse essere al servizio di bambini affetti da autismo, così i risultati di oggi ci devono sempre spingere e incoraggiare a fare di più e meglio.

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