Open Wifi Milano, la rete dal centro alle periferie

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26 marzo, 2013
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Garantire l’accesso alla rete a tutti cittadini, dal centro storico alle periferie: è quanto sta facendo l’Amministrazione comunale di Milano con Open Wifi Milano, il progetto di connettività pubblica sviluppato a partire dal luglio 2012. A parlarcene è Guido Albertini, Direttore Centrale Sistemi Informativi e Agenda Digitale del comune di Milano.

“L’idea di creare una rete Wifi pubblica, aperta e gratuita per tutti i cittadini, deriva direttamente dal programma elettorale del sindaco Pisapia, che l’aveva individuata come una priorità per il nuovo mandato e uno dei pilastri della sua agenda elettorale, in linea con le proposte dell’Agenda digitale Nazionale ed Europea. Per far partecipare sempre di più i cittadini alla vita democratica del paese è necessario garantire l’accesso al web per tutti, in questo caso in maniera gratuita, diffondendo la rete laddove, anche in una città come Milano, sussista una certa asimmetria, una sorta di digital divide, soprattutto nelle periferie”.

Open Wifi Milano s’inserisce infatti sul solco tracciato precedentemente con WiMi, la rete wireless gratuita del Comune di Milano che permetteva di navigare con qualsiasi dispositivo wifi sull’asse Cairoli – Duomo – San Babila, per allargarne il raggio degli hotspot anche verso le zone più lontane. “Questo progetto guarda molto alle periferie: con i vari consigli di zona abbiamo identificato i luoghi dove accendere gli hotspot wifi, per venire incontro alle esigenze del territorio. Abbiamo fatto numerosi incontri e raccolto i desiderata che ci venivano espressi, concentrandoci maggiormente sui luoghi di aggregazione. Open Wifi Milano è, infatti, un progetto outdoor, con il quale forniamo servizio negli spazi pubblici aperti, come ad esempio piazze o giardini, e si raccorda con un altro progetto wifi esistente, indoor, erogato dal comune di Milano da diversi anni, rivolto ai luoghi di aggregazione del Comune, alle biblioteche civiche e agli uffici pubblici di maggiore frequentazione, come l’anagrafe”. Al momento questi due progetti hanno ancora due nomi diversi, prosegue l’ingegnere, ma è previsto che a breve vengano ricondotti sotto un unico brand, quello di Open Wifi Milano.

“Siamo partiti dalle periferie per integrare tutta la città: abbiamo già fatto la mappatura del territorio per cui, a regime, questo progetto vedrà circa 800 aree dove avremo la copertura wifi, che sarà sviluppata in fasi. Siamo partiti circa un anno fa e, al momento ci sono circa 250 luoghi coperti, per un totale di 500 hotspot accesi. Stiamo procedendo con una certa regolarità, e tutti i progressi sono visibili sul sito del comune, attraverso una mappa che indica gli hotspot mano a mano che vengono attivati. L’obiettivo di breve raggio è di portare il progetto a regime, indicativamente, nell’arco di un anno”.

Al momento ciascun utente, per la navigazione internet, ha a disposizione un quantitativo giornaliero pari a 300 MB di volume di dati scaricabili: una volta superata questa soglia, l’utente avrà a disposizione un’ora per continuare a navigare ad alta velocità. Successivamente la velocità di navigazione scenderà a 192 kb/s fino alle ore 24.00: il quantitativo giornaliero di traffico verrà reso nuovamente disponibile all’utente a partire dalle ore 00.00 del giorno successivo. Per effettuare la registrazione, basta collegarsi attraverso il sito di Open Wifi Milano chi non disponga di una simcard di un gestore  telefonico italiano, invece, dovrà recarsi presso uno degli ATM Point (presenti nelle stazioni della metropolitana di Duomo, Cadorna, Loreto, Romolo e Garibaldi) e ottenere le credenziali di accesso presentando un documento d’identità valido. Proprio per i cittadini stranieri, sono allo studio anche altri sistemi, che sfruttino Paypal o la possibilità di ottenere le credenziali d’accesso non appena si fa il ceck-in in albergo, per semplificare e velocizzare la registrazione al servizio.

“Diamo l’accesso gratuito e con una buona capacità, e questo grazie a un’importante scelta di fondo che abbiamo fatto, rispetto ad altre città, che è stata quella di creare una rete wifi che si appoggiasse su un’infrastruttura di trasporto molto solida: tutti gli hotspot sono collegati in fibra ottica a una centrale di gestione del comune gestita come operatore da Atm. Questo ci ha consentito di mettere a disposizione dei cittadini un’infrastruttura molto stabile, con apparati wifi di alta gamma: in questo modo garantiremo non soltanto una navigazione migliore ai cittadini utenti, ma anche la possibilità di utilizzare questa rete per accedere ai servizi del comune di Milano, sia per lo scambio di informazioni tra i soggetti dell’ente, sia per quello tra Comune e utenti. La nostra speranza è che e i cittadini utilizzano sempre di più questa rete per accedere ai servizi del nostro ente, e per questo vogliamo una rete sempre più solida, perché prevediamo che sarà sempre più utilizzata. La nostra è stata una scelta fatta nella prospettiva di un sempre maggiore utilizzo dei cittadini, delle aziende, dai dipendenti stessi e dalle società partecipate del Comune”.

Per far conoscere il servizio, l’ente ha deciso di puntare, oltre che su cartelli e indicazioni nei luoghi in cui sono presenti gli hotspot, sui nuovi mezzi di comunicazione, sfruttando soprattutto su twitter, dove grazie al passaparola il servizio ha ottenuto un’ottima risposta: “stiamo vedendo che, semplicemente con questo tipo di pubblicità, gli accessi sono aumentati notevolmente. Abbiamo una media di nuove registrazioni al giorno tra i mille e i duemila utenti, e siamo arrivati ad avere 59.000 registrazioni, con oltre  597.719 accessi dalla partenza del servizio, con un ritmo continuo e una permanenza media di navigazione piuttosto importante. Tra l’altro, avendo sposato la politica dell’accesso completamente gratuito, 24 ore al giorno, con un ottimo profilo di navigazione, ci siamo accorti che questa possibilità viene usata in maniera intensa”.

Nella pianificazione sugli sviluppi futuri della rete, rientra anche l’obiettivo di integrare la rete con altre private. “Stiamo dialogando con alcuni operatori privati, per verificare la possibilità di federare l’accesso. Lo stiamo facendo in maniera studiata, per un motivo semplice: alcune di queste reti, infatti, sfruttano l’accesso gratuito alla rete a scopo commerciale, facendo domande su abitudini degli utenti o tracciando il loro profilo di navigazione per poi sfruttare queste informazioni a scopo pubblicitario. Laddove la federazione implichi anche una messa a disposizione dei dati a scopo commerciale, questo non è possibile. Poiché questo non è invece previsto con soggetti come le  università, ad esempio, stiamo iniziando a federare la rete per un servizio non pubblicitario”.

L’interconnessione tra reti, invece, rappresenta il futuro anche nella relazione con l’hinterland. “Stiamo dialogando con alcuni comuni, nell’ottica di allargare a loro la nostra esperienza e il nostro servizio. Avendo fatto un investimento per diffondere gli hotspot e creare la centrale di controllo, che permette di dare le credenziali d’accesso e monitorare la performance del servizio e i guasti. La parte del software sviluppata può essere messa a disposizione degli altri comuni, che quindi non dovranno fare l’investimento di cui abbiamo parlato ma soltanto ampliare la capacità di controllo di questa centrale noi potremmo dare questo servizio ad altri comuni del’hinterland, creando l’infrastruttura fisica. Stiamo facendo dei ragionamenti con alcuni di questi comuni, l’idea è che la nostra possa diventare una rete metropolitana“.

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