Telefono fisso in pensione, smartphone e mobile dominano

Scritto da:     Tags:  ,     Data di inserimento:  22 marzo, 2013  |  Nessun commento
22 marzo, 2013
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Il telefono fisso, nel giro di qualche anno, scomparirà dalle nostre case. E’ fisiologico quasi quanto l‘incedere del traffico dati con smartphone, chiavette e mobile, e di una mole spaventosa di sms che nel 2012 hanno raggiunto la cifra assurda di 96 miliardi in Italia.

Il quadro della telefonia mobile a dicembre 2012 così come emerge dall’Osservatorio trimestrale dell’Autorità per le Tlc è piuttosto chiaro e mette in evidenza come il progressivo abbandono della telefonia fissa continui inesorabile.

Rispetto al 2011, le sim card sono aumentate nel complesso di 400mila unità: calano quelle residenziali (-307mila), crescono quelle affari (+700mila circa). In linea con la grande diffusione degli smartphone, scende il numero delle sim prepagate (-1,55 milioni), mentre aumentano quelle con abbonamento (+2 milioni).

Il traffico telefonico è cresciuto del 3,8% a oltre 137 miliardi di minuti, mentre gli sms -96 miliardi – proseguono la loro escalation (+7.5%) aldilà di servizi di messaggistica istantanea come WhatsApp, Viber e affini. Prosegue, infine, la crescita degli operatori mobili virtuali (+850mila nel 2012), la cui consistenza ha raggiunto i 4,5 milioni: regina del mercato resta Poste Italiane, con una quota in marginale arretramento ma pur sempre sopra il 55%.

Crolla, come detto in apice, la telefonia fissa: il calo delle linee d’accesso è di circa 450mila unità, in lieve accelerazione rispetto alla contrazione del 2011 (-360mila). Anche il mercato, piano piano, sta cambiando: la quota di mercato di Telecom Italia negli accessi diretti alla rete fissa è scesa dell’1,8% rispetto al dicembre 2011, collocandosi al 64,6%, e in calo è anche la quota di mercato negli accessi a banda larga (-1,5% al 51,4%). È invece in aumento la velocità media delle connessioni a Internet nel Paese: gli accessi con velocità nominale superiore a 2 Mega sono passati dall’86,5 all’88,5%.

C’è anche una super polemica, sollevata da La Repubblica, da parte dei gestori mobili imbestialiti a causa dell’aumento eccessivo di utenti che sfruttano la possibilità di cambiare operatore senza costi aggiuntivi, risparmiando sulle tariffe e mantenendo il proprio numero. Qui si richiede l’intervento dell’Autorità competente: staremo a vedere quanto converrà effettivamente…

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