Sui social network solo buone notizie?

Scritto da:     Tags:  , ,     Data di inserimento:  21 marzo, 2013  |  Nessun commento
21 marzo, 2013
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Solo buone notizie. O comunque ottimismo e felicità, ché bastano e avanzano blog, siti web, televisioni e radio per aggiornarci sui problemi del mondo. Sui social network, però, non vale la regola generale per i media tradizionali, attratti solitamente dalle cattive notizie.

Facebook, Twitter e compagnia preferiscono condividere storie a lieto fine, non i titoloni che animano le prime pagine dei giornali dove campeggiano crisi, calamità naturali, efferati omicidi e chi più ne ha più ne metta. Chi lo dice?

Uno psicologo dell’Università della Pennsylvania,  Jonah Berger, il quale ha presentato le sue prime conclusioni in un’intervista al New York Times.

La regola del sangue vale per i mass media perché vogliono catturare l’attenzione della singola persona, ma quando si condivide una storia non si vuole sembrare troppo negativi

Quindi la motivazione principale è la necessità di condividere qualcosa di allegro. Perché, sempre secondo Berger, le cattive notizie “vogliono i vostri occhi e non sono interessati a come vi sentite. Ma quando si condivide una storia con i propri amici e coetanei, ci si cura molto di più della reazione. Se non si desidera essere considerati una persona deprimente”.

I dati sulle mail, sui tweet e sui post erano chiari: buone nuove in vantaggio sulle bad news, anche se restava il dubbio sulla quantità di cose belle che difficilmente superano quelle negative, all’aumentare del numero degli interessati.

Il dottor Berger e i suoi collaboratori si sono messi a monitorare come si diffondevano migliaia di articoli sul sito web del New York Times. Prima sorpresa: successo delle notizie scientifiche, soprattutto se in grado di suscitare eccitazione e speranza. E la regola si estendeva agli altri palinsesti: la condivisione scattava più facilmente di fronte a emozioni positive.

Ma il fenomeno va oltre, e nasconde anche un retroscena più criptico. Un gruppo di neuroscienziati ha osservato il cervello di persone mentre ascoltavano nuove idee. Poi è stato analizzato come le stesse persone hanno riferito ad altri quanto ascoltato.

Su questo non sono state riferite le informazioni che più avevano attivato e si erano sedimentate nei centri di memoria, che consentono agevole il recupero dei ricordi. Di fatto le persone sottoposte a esperimento erano più interessate a cosa sarebbe piaciuto agli altri. Una sorta di altruismo che cozza con le tendenze sociali al di fuori dei social network, ma che evidentemente per i sociologi fa già tendenza.

 

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