in evidenza / Marketing / Social Media

Lavoro e social network: oltre a Linkedin e Xing c’e’ di piu’

Lavoro e social network: oltre a Linkedin e Xing c’e’ di piu’
2 minuti di lettura

Momenti difficili, ma chi si ferma è perduto. Soprattutto se non cogli l’attimo di offerte che latitano ma ci sono, in particolar modo su Internet e sui social network, nuovo territorio di caccia di chi cerca un impiego. Il problema è che sul web è tutto troppo aleatorio, e servirebbero degli orientamenti per non finire in un vicolo cieco.

Quel che è certo è che il mondo dei social network permette, a quanti abbiano una buona padronanza di questo strumento, di poter trovare lavoro con più facilità rispetto a quanti si servano esclusivamente dei canali tradizionali.

Ci sono, infatti, vantaggi effettivi sia per chi recluta che per chi ricerca lavoro. Stati Uniti e Gran Bretagna ne sono stati precursori in tutto e per tutto, ma anche l’Italia sta facendo passi decisi verso un connubio social network – lavoro sensato, così come si moltiplicano i portali dedicati.

In questo senso resta ancora LinkedIn, che conta oltre un milione di utenti,  il social network dedicato al lavoro: tra le città più ricettive, dopo le ovvie Roma e Milano, troviamo Bologna, Torino e Venezia. Ovviamente la dimensione influenza tutto, anche le possibilità. Tra le aziende più social, quelle che offrono lavoro online, si annoverano Accenture, Eni, Ibm e Unicredit.

Anche Xing, in ogni caso, conta 7 milioni di iscritti nel mondo e suggerisce i contatti di coloro che hanno un profilo professionale in linea con le proprie necessità aziendali, mentre Facebook in questo senso si sta adattando e, potendo vantare circa 16 milioni di utenti italiani è il social network potenzialmente più invasivo anche a livello di domanda e offerta di lavoro.

Quello che però è fondamentale prima di effettuare qualsiasi ricerca o di iscriversi ad un social network con l’intenzione di trovare un’occupazione, è capire come cambia il processo di informazione e reclutamento.  La possibilità di dialogare in modo diretto con il candidato prima di incontrarlo di persona favorisce infatti un contatto aprioristico che permette a chi seleziona di conoscere meglio il candidato. Una conoscenza molto più approfondita e diretta che va al di la del semplice e arido curriculum vitae.

Per questo,  è meglio stare attenti a cosa si decide di pubblicare sui propri profili, perché sui social network la sfera privata è ben visibile e per forza di cose l’influenza che la percezione del reclutante ha sul candidato va a condizionare positivamente o negativamente la scelta.

Il che ci riporta al solito dibattito su privacy e social network? No, ma solamente ad una fase intermedia tra ricerca di lavoro e colloquio: di fatto, sui social network non ci si vede di persona ma è come se si instaurasse un primo contatto. Sui social si parla per forza di se stessi, ed è già l’inizio di un colloquio di lavoro!

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>