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Startup italiane: piu’ di 300 in rampa di lancio

Scritto da:     Tags:  ,     Data di inserimento:  20 marzo, 2013  |  Nessun commento
20 marzo, 2013
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Start up, basta la parola? Dipende. L’idea di fondo – creare valore aggiunto attraverso idee imprenditoriali innovative – piace al mercato globale e a quello italiano, anche se poi spesso siamo di fronte a contenitori che rischiano di esaurirsi un po’ troppo in fretta.

Trecentosette startup, allo scorso 11 marzo: ecco il numero totale di nuove imprese attualmente registrate secondo i termini e requisiti della legge 221 a regime agevolato, facente parte ovviamente del decreto-legge 179/2012, noto come decreto 2.0 o agenda digitale. Il report di Infocamere è disponibile in formato pdf e riepiloga al meglio la situazione, fornendo anche un quadro geografico delle startup italiane

Quello che tutti si chiedono, però, è se queste 307 startup innovative sono poche o molte. Dipende dai punti di vista, ovviamente, anche se il numero è notevole, seppur la distribuzione attuale sia comunque molto disomogenea:  quasi cento tra Piemonte e Lombardia, pochissime in Puglia, Campania, Abruzzo. Ma il quadro è incompleto per due ragioni: non tutte le startup rispondono ai requisiti; la legge non è ancora nota e mancano i decreti attuativi.

Quest’ultima particolarità, ovviamente, va a sommarsi alle già tante polemiche che l’agenda digitale incompleta ha portato in superficie, sia per quel che riguarda le modalità di attuazione, sia per problematiche relative alla competenza governativa, tanto che la sola approvazione dello statuto per l’Agenzia Digitale ha provocato solamente reazioni politiche contrarie (da tutti i fronti).

Meglio focalizzarsi sui numeri, senza dimenticarsi però che sembrano essere svaniti i fondi, ben 70 milioni, promessi dal ministero dello Sviluppo: il paradosso è che si chiedono alcuni piccoli sforzi burocratici a giovani imprenditori senza garantire un ritorno economico certo. In pratica, al momento è come se ci fosse una ulteriore “tassa” per potersi ufficialmente definire startup.

Nel frattempo, l’Italia si comporta così: il Piemonte, con 50 imprese, domina la scena, seguito dalla Lombardia (47) e dal Veneto (39). Il Molise è l’unica regione italiana senza startup registrate, mentre a livello provinciale Torino, con 41 realtà, è in testa nella classifica per numero di startup avviate. Molto staccate Padova (19), Trento (18), Milano (17) e
Roma (16).

A livello di settori, la produzione di software e di consulenza informatica la fanno da padroni: qui si focalizza il 26% di nuove startup (80 imprese), col sempre caro ricerca e sviluppo che comunque tiene al 22.5% (69 startup). Ora bisognerà chiarire l’aspetto legato ai fondi pubblici e all’eccessiva burocrazia. Mica poco.

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