I comuni italiani e i social network: l'analisi Blogmeter
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I comuni italiani e i social network: PA poco presente su Facebook e Twitter

Scritto da:     Tags:  , ,     Data di inserimento:  19 marzo, 2013  |  Nessun commento
19 marzo, 2013
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Quanto è presente la PA sui social network? Comuni, regioni e province hanno capito fino in fondo le potenzialità di Facebook, Twitter e di tutti gli altri aggregatori sociali? Dando retta a Blogmeter, si direbbe di no. Almeno a giudicare dagli oltre 200 mila dati prodotti dalle attività di queste amministrazioni su Facebook e su Twitter nell’arco di 3 mesi (1 novembre 2012 – 31 gennaio 2013).

Lo hanno fatto Vincenzo Cosenza, social media strategist di Blogmeter, e Giovanni Arata (ricercatore freelance già noto per i rapporti su Facebook e Twitter della serie #socialPA), i quali hanno svolto un’indagine quali-quantitativa sulle loro performance. Grazie allo strumento di analisi Social Analytics di Blogmeter, per la prima volta, si è riusciti a raccogliere una mole ingente di dati, che hanno portato ad alcune evidenze sui social network e il loro utilizzo nei comuni capoluogo.

In primis, secondo i ricercatori, “ciò che più preoccupa è la limitata capacità di dialogo che abbiamo rilevato, attestata la grande opportunità di relazione che queste due piattaforme social consentono. Nella maggioranza dei casi le Amministrazioni impiegano Facebook e Twitter come estensione digitale dell’Ufficio Stampa, comunicando in modalità broadcast. Su Facebook, addirittura, solo 13 comuni su 57 permettono ai cittadini di scrivere spontaneamente sulla bacheca. Tra quelle che lo consentono il tasso complessivo di risposta è basso, con tempi di reazione agli input dei cittadini molto dilatati. Solo il comune di Milano spicca con 184 risposte date, mediamente, in circa 21 ore . C’è ancora tanto da fare per abbattere le barriere culturali e organizzative correlate alla percezione dei social media che hanno le Pubbliche Amministrazioni“.

I freddi numeri parlano molto chiaro: solo il 53% dei Comuni capoluogo ha una pagina ufficiale su Facebook, e ancora meno, il 37%, ha attivato un account su Twitter. L’account più seguito è quello del Comune di Torino, con 60mila follower, seguito da Napoli e Firenze rispettivamente con 15mila e 10mila follower.

In termini di utilizzo, lo studio evidenzia due modi distinti e prevalenti di interpretare la propria presenza sui social network: c’è chi preferisce dare maggiore spazio a notizie sulla città e alle informazioni di pubblica utilità (modalità di servizio), c’è chi cerca il coinvolgimento dei cittadini attraverso elementi ludici e visivi (modalità display) sfruttando al massimo le possibilità offerte soprattutto da Facebook. Proprio le metriche di engagement offrono la possibilità di misurare questo coinvolgimento nei diversi ambienti.

I social network nella P.A.

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