L’agenda digitale e la partecipazione: il cantiere di Umbria Digitale

Scritto da:     Tags:      Data di inserimento:  18 marzo, 2013  |  Nessun commento
18 marzo, 2013
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La visione e la governance
Tra i risultati collaterali più importanti del lavoro svolto nel 2012 dai gruppi di lavoro della Cabina di Regia per l’agenda digitale credo se ne possano ricordare tre sugli altri:

  • l‘inserimento di personale con esperienze al di fuori dell’amministrazione è essenziale per avviare un percorso innovativo e di cambiamento (come ricorda sempre il ministro Profumo l’emanazione di un bando aperto per la selezione di giovani con elevate competenze è stato decisivo per avviare un cambiamento anche all’interno delle amministrazioni);
  • l’apertura, purtroppo effettuata solo da alcuni gruppi di lavoro, alla consultazione efficace e informale con esperti della società civile, secondo un metodo di reale progettazione collaborativa;
  • la consapevolezza della complessità dell’avvio del percorso di innovazione sui territori e la contemporanea necessità di pensare ad un’articolazione a rete della progettazione delle “comunità intelligenti” (consapevolezza presente nei documenti di visione e indirizzo del gruppo di lavoro, molto meno evidente nel testo legislativo finale)

 

Su questo solco ci si aspetta che il percorso per l’innovazione del Paese si definisca attraverso più tasselli organici di progettazione, di cui senz’altro diventano fondamentali le Agende Digitali Regionali, intese come progetti di indirizzo territoriali in connessione tra loro e strumento di connessione tra le progettazioni delle comunità intelligenti.

Agende Digitali Regionali che devono recepire non solo i requisiti di indirizzo europei declinati a livello nazionale ma anche i requisiti che vengono dalle esigenze della popolazione, dalla cultura, dalle potenzialità, dalle aspettative e dalle caratteristiche delle comunità locali. Non ultimi, i requisiti che vengono dal confronto su aspetti fondamentali che determinano la qualità della vita, il benessere della popolazione, temi su cui è in atto un importante lavoro di razionalizzazione e strutturazione coordinato dall’Istat.

In questa integrazione necessaria gioca un ruolo decisivo la capacità di ascolto e di coordinamento, sulla base di una visione chiara del cambiamento che si vuole realizzare. L’esperienza in atto per la costruzione dell’agenda digitale umbra è un esempio importante da seguire con attenzione e sostenere.

L’importanza della partecipazione

In modo innovativo è stato avviato il percorso di costruzione dell’Agenda Digitale Umbra, con la collaborazione anche dell’Associazione Stati Generali dell’Innovazione. Uno degli strumenti è l’ideario #umbriadigitale che affianca il sito tematico della Regione Umbria dedicato all’Agenda Digitale.

Le idee progettuali di questo “ideario”, uno dei più collaudati strumenti di consultazione, saranno la base di lavoro per l’evento regionale #umbriadigitale che si terrà il 9-10 aprile 2013 a Terni

Le idee progettuali generate attraverso questa consultazione pubblica e raggruppate in tre aree principali (Benessere, competitività, qualità della vita e salute; Cultura, natura, centri storici e territorio; Comunità, solidarietà, sussidarietà) saranno più in generale utilizzate nel percorso dell’Agenda digitale dell’Umbria, ed in particolare:

1.nel breve periodo- le idee contribuiranno alla definizione degli interventi da attuare nell’Agenda digitale dell’Umbria nel periodo 2013-2014 (su cui si aprirà un successivo percorso di progettazione partecipata)

2.per il medio/lungo periodo- le idee serviranno come riflessioni sul tema “Crescita digitale” utili per la programmazione 2014-2020 (attualmente in corso di elaborazione).

Una importante iniziativa che va nella direzione dell’open government, nella ricerca di modalità di progettazione collaborativa in grado di recepire esigenze e punti di vista delle diverse aree della popolazione e allo stesso tempo di valorizzare esperienze e idee da parte di cittadini, associazioni, professionisti, imprese, amministrazioni, che possono essere protagonisti anche della fase realizzativa.

Con la consapevolezza che l’agenda digitale regionale non è un punto di arrivo, ma un percorso che permette di disporre di un luogo organico di indirizzo e di valutazione delle iniziative sul territorio, così da rendere la Regione il nodo di connessione tra la ricchezza e la varietà delle comunità locali e i macro progetti nazionali ed europei.

In cui la partecipazione non è un plus e un semplice arricchimento, ma è un ingrediente necessario. Per questo l’invito a dare il proprio contributo di idee ed esperienze, già sull’ideario e comunque sull’intera iniziativa, è da accogliere come una chiamata alla costruzione di un altro tassello del cambiamento necessario, un altro tassello dell’innovazione possibile, del governo aperto e trasparente.

Costruzione che non può essere delegata e la cui riuscita si basa sulla partecipazione responsabile di chi vuole innovare.

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