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Il Conclave si fa su Twitter

Anche il Conclave è entrato prepotentemente nella Twittersfera
2 minuti di lettura

Tira più Materazzi che twitta “Habemus Messi” o l’esercito delle spie che posta, manco fosse li, nei sotterranei del Vaticano con il microfono direzionale acceso, il Conclave minuto per minuto? Chissà. Di certo, l’ennesima – e forse prevedibile – dimostrazione che i social network sono tutti intorno a noi è proprio l’elezione del Nuovo Pontefice partita ieri a Roma.

Su Twitter si fa di tutto: si danno le proiezioni, si professano speranze, ci si domanda su come sarà la prossima fumata. Le agenzie di stampa non ci stanno dietro, anzi in realtà c’è anche qualcuno, come ad esempio il giornalista del Fatto Quotidiano Carlo Tecce, che sembra più aggiornato degli stessi cardinali.

Attenzione, però: la Santa Sede si è tutelata annunciando provvedimenti severissimi, come ad esempio la scomunica dei cardinali sorpresi a twittare. Incredibile solo pensarlo, vero? Mica tanto, forse. Che poi il bello è che Conclave dal latino significa “con la chiave”, dato che la stanza adibita alla riunione veniva chiusa fino a elezione avvenuta in modo da non permettere la diffusione di notizie. Se in passato bastava la chiave per eliminare ogni contatto con l’esterno, come facciamo con la rete? Sui social network alcuni cardinali hanno un profilo, soprattutto su Twitter.

A tal proposito, la tribù di Twitter punta dritta sullo statunitense Timothy Dolan, il cardinale su cui conversa di più il popolo dei social network (18,3% dei tweet in rete), seguito dal ghanese Peter Turkson (10,9%) e dal filippino Louis Antonio Tagle (9,5%). Curiosità: non c’è nessun italiano – la ricerca è di Almaviva – tra i cardinali papabili presente sul podio dei più commentati sui social network.

Ok, ma questo è relativo rispetto alla cronistoria del Conclave: come si fa a sapere chi sarà il successore di Benedetto XVI e cosa succede nelle Segrete Stanze del Vaticano? Twitter offre diverse alternative: la prima è ufficiale, l’account @pontifex, perché sarà il primo a cambiare la dicitura “sede vacante” al momento dell’elezione del nuovo pontefice.

Poi c’è l’account di giovanna chirri, vaticanista dell’ansa, che per prima ha compreso e condiviso l’addio di Joseph Ratzinger, o vatican insider, progetto de La Stampa che fornisce notizie sul Vaticano e su temi religiosi. La Repubblica risponde con @paolorodari, mentre @insidevatican è l’account del quotidiano online specializzato in notizie sulla sante sede.

Tutti, comunque, li potete trovare cercando l’hasthag #conclave, che peraltro ha fornito in quasi diretta le prime due fumate nere.  Nella top ten delle tendenze papali, però, entrano anche #cardinali, #Ior e #Roma: su La7 l’hanno pensata benissimo, lanciandoil tormentone #VoglioUnPapaChe, immediatamente adottato da migliaia di utenti social, che stanno esprimendo i loro desideri sul successore di Benedetto XVI.

L’ultima speranza, in ordine temporale, è #vogliounpapache sia bravo come Giovanni Paolo Secondo, e che non abbandoni il posto come Ratzinger. Sui social, si sa, le opinioni personali sono all’ordine del giorno. Anzi, all’ordine del tweet.

 

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