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La Citta’ della Fantascienza, dove tutto si crea e tutto si distrugge, ma nulla pare trasformarsi… ‘pare’

la baia di coroglio
7 minuti di lettura

Giovedì, di rientro dall’estero, corro a Napoli a vedere amici e parenti, quelle frange di Napoletani che sempre più e con sempre maggior fervore stanno tentando di rivoluzionare un pezzo importante di questo paese. Luigi De Magistris disse “scassamm” e abbiamo scassato, oltre un anno fa, anticipando come spesso capita le elezioni politiche nei risultati. Un movimento di popolo che scardinava i soliti noti dalle proprie poltrone storiche, nonostante camorra e fetenzìe varie. Napoli nella storia ha sempre anticipato i tempi (come lo hanno fatto Firenze e Venezia in modi e ambiti differenti, altro che Smart Cities de no antri… abbiamo città smart, storicamente, dovremmo andarne orgogliosi) il fiorire della romanità classica con le sue influenze greche, la cabala, il rinascimento, l’illuminismo, le rivoluzioni civili, la scienza, la musica con le sue seste napoletane che persino gli Stones hanno adorato. Corro a Napoli per organizzare un convegno sull’autoimprenditorialità e per vedere di persona l’accaduto. Non un bel vedere a dire il vero. Puzza, macerie, sporcizia nella baia di Coroglio, fino agli anni ’30 meta turistica tra le più famose al mondo. Inutile che vi trasmetta cose viste e lette in televisione e sui giornali.

Altro che omertà!

FLASHMOB domenica 10/3: La mobilitazione dei cittadini che non abbassano la testa per paura e omertà, per rilanciare l’attività della struttura distrutta dalle fiamme. Alla testa del corteo centinaia di alunni. Lo spettacolo delle “Nuvole” del teatro dei ragazzi e la partecipazione civica. De Magistris: “La ricostruiremo: con la cultura si combatte il male e la criminalità”. E gli investigatori confermano: incendio doloso

Quello che mi preme tasmettere è invece un sentimento. L’aria era umida e anche troppo fresca, ma l’ardore delle persone che ora prendono di petto e a testa alta certe minacce e certe azioni, che fino a ieri erano la ‘mazzata’ che riportava lo status quo all’immobilismo totale. Ho sentito qualche critica e vocìo flebile su fantomatici premi assicurativi. La magistratura farà il suo lavoro. Quello che è certo sono i sei punti di innesco, criminali venuti dal mare a innescare l’incendio, con una preparazione da ‘navy seal’ più che da ladruncoli di camorra. Lasciamo da parte le dietrologie, farà tutto chi indaga. Restiamo su un dato di fatto. Non ho sentito una sola persona a Napoli lamentarsi dell’accaduto in maniera passiva. Tutti, dal tabaccaio all’Assessore allo Sviluppo prendono di petto l’accaduto. Tutti concordano, e dovremmo farlo noi tutti, è stato un attentato al popolo italiano, alla conoscenza che spazza via la becera ignoranza. Quella che regna in certi quartieri di Napoli e in molti più seggi in Parlamento. La gente ha chiuso con la passività. Torna a pensare da grande popolo, cerca il modo di difendersi e chiede compattezza civile alle altre città. Movimento di popolo, di cultura e conoscenza, che sta nascendo e potrà creare gruppi di pressione fortissimi verso i consueti e intramontabili poteri italiani ‘rovina tutto’.

Quanti di voi sanno cosa è accaduto davvero quando si vedeva Napoli sommersa dai rifiuti? Quanti di voi sanno che è il destino che sta ora toccando Roma e altre città italiane? Quanti di voi sanno che la vecchia politica e le mafie, indaffarate a fare business lontano dalle stereotipiche città terrone, stanno morendo bruciate dall’accelerata culturale data dal web? Quanti di voi sono disposti a dare una mano a finire il lavoro di spazzare via le cellule malate? Quanti di voi si indignano e… basta? Vi siete chiesti perché un nuovo attentato alla cultura a distanza di 20 anni e in un periodo di stallo politico di transizione dalla seconda alla ‘terza’ Repubblica? Vi siete chiesto il perché tutto sommato se ne parli anche troppo poco rispetto all’entità dell’accaduto? Ebbene, chiediamo ai signorotti, donnine e guitti di potere cosa faranno le 500 persone/famiglie da giorni senza impiego  (tra dipendenti, startup dell’incubatore e indotto) in una Napoli che già stenta e in un periodo di crisi? Noi ci siamo, la comunità di Pionero ha risposto meglio e più velocemente dei guitti, e ci mancherebbe. Spero che la comunità tra qualche settimana sia sempre allerta e inquisitiva verso il cosa ‘si starà facendo’ per sanare questa ferita cosi profonda, l’ennesima ad una città che non ha paura di combattere e che da sola, unica in Europa, nel 1944 si liberò dei soldati del reich.

Per chi ancora non lo avesse capito sono un fondamentalista napoletano. Uno di quegli strani esseri viventi, un po infernale e un po paradisiaco. Inutile che stia a spiegare con quanto orgoglio e dignità io lo affermi. Un popolo, come altri, che decide di sviluppare la propria civiltà e inciviltà nella caldera vulcanica più potente al mondo dopo Yellowstone… Non poteva offrirci spettacoli diversi da quelli che da 3000 anni vediamo. Tanto creato, dalla filosofia alla scienza, tanto distrutto, da Pompei alla dignità umana, per mano di stranieri invadenti e per natura. Ma soprattuto tanta scienza che quel popolo, cosi strano e creativo, pone sul piatto dell’umanità.

“Libero grande e vivace ingegno fervida immaginazione alto dispregio del Peripato ardir soverchio e rea indifferenza per la Religione sortì il Nolano Giordano Bruno abusando della libertà passò dalla filosòfia all’empietà e ai deliri. Con tutto ciò non può negarti di aver egli in diversi placiti preceduto non pochi sublimi ingegni come nell’asserire la pluralità dei mondi argomento poscia trattato coli usata vaghezza e leggiadria da Bernardo le Bovier de Fontenelle i vortici Cartesiani la figura quasi sferica della terra l immobilità del sole le comete simili a pianeti le monadi Leibniziane. Giambatista della Porta illuftre autore della Magia Naturale e fondatore in Napoli della utiliffima Accademia fcientifica dei Segreti fu fenza contrago il maggiore e forfè il primo vero fifico fperimentale di quello fecolo Filofofò colle idee Peripatetiche ma fenza giurar Tempre nelle parole di Ariflotile I fuoi fperimenti fpiartaronp agi ingegni il fentiero per forprendere la natura la quale nel celarli grazio fa mente fi compiace di effer veduta Fece egli i primi felici paffi per la combinazione de vetri concavi e eonveffi del telefcopio …” da https://play.google.com/store/books/details/Reale_Accademia_delle_scienze_fisiche_e_matematich?id=H1xFAAAAYAAJ

Che dire, rifonderemo l’antica accademia Pontaniana che a detta di Benedetto Croce esiste ancora, peccato che nel vico dove era visibile l’ingresso a quei luoghi abbiano costruito un palazzaccio in cemento armato che ora ostruisce ogni accesso ai luoghi della prima scienza. Daremo un senso e un futuro a questa umanità solo se sapremo stare vicino a Napoli e ai napoletani, senza spocchia e pregiudizio (è tedioso quel pregiudizio, e l’ho visto esprimere da chiunque… non avesse mai messo piede a Napoli) a co-creare il futuro che le generazioni precedenti alla nostra non hanno voluto darci. Impegnati a svendere conoscenza in cambio di automobili inquinanti e pellicce assassine. Questi accadimenti devono aprire la mente a chi ancora trova difficoltà. E più se ne parlerà, meglio sarà.

Andate a Napoli, visitatela, sentitela vostra tanto Napoli non rigetta manco i suoi più accesi nemici. E’ la città inclusiva per eccellenza. Andateci, capite cosa ci attende nel futuro e da che passato viene Napoli, vecchia capitale invasa e umiliata, depauperata prima dallo straniero e poi dagli italiani. L’incendio è stata una scusa del padreterno per mettere Napoli al centro del progetto innovazione che deve ridare un senso a questo paese, se un senso sto paese ancora ce l’ha. Antica saggezza alla base di un accelerato processo di innovazione e cambiamento. Oggi non possiamo fare altrimenti, e l’incendio della Città della Scienza ci da una scusa, approfittiamone.

E mentre capiamo cosa e come Napoli ci traghetterà tutti nel futuro… “per contribuire alla ricostruzione di Città della Scienza è disponibile il conto corrente, intestato a Fondazione Idis Città della Scienza – IBAN IT41X0101003497100000003256. Per saperne di più, è possibile visitare la pagina Facebook della Città della Scienza.”

 

Il Flashmob… l’omertà non appartiene a questi tempi:

http://napoli.repubblica.it/cronaca/2013/03/10/news/il_teatro_dei_ragazzi_e_il_flash_mob_oggi_citt_della_scienza_riparte-54225746/

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Foto del profilo di Nicola Christian Rinaldi
Nato a Napoli nel 1971, Laureato presso la School of Oriental and African Studies di Londra nel 1995 frequenta poi il King’s College - sempre a Londra – per un Master interdisciplinare in Mediterranean Studies. Rientra in Italia nel 1998 – dopo oltre 15 anni di esperienza accademica e professionale tra Lussemburgo, Bruxelles, Parigi e Londra – e consegue una borsa di studio MIUR per un Master interdisciplinare in Modelli di Complessità. In oltre 20 anni, sin dalle prime esperienze professionali dei primi anni '90 presso le Istituzioni Europee nel G.D. del Lussemburgo, si occupa con continuità di sviluppo dei tecnologie new media e di strategie di valorizzazione della conoscenza, ricerca applicata ed efficienza delle strutture organizzative, di concept design e innovazione di prodotto e processo. Dal 1996 a più riprese si è occupato di progetti di eGovernment, eBusiness e Quality of Service (design & delivery), di comunità virtuali e social media in ambito pubblico e privato. Oltre a gestire proprie aziende dei settori internet (www.advenio.it e www.i-sud.it) e educazione (www.littlegenius.it). Cultore di storia, lingue, culture orientali e mediterranee è appassionato studioso di organizzazioni sociali, spirituali e civili, postmodernismo e meridionalismo, sistemi di conoscenza e teorie della complessità, elementi del sapere che ricombina nell’attività professionale. Negli anni opera in aziende pubbliche e private in qualità di Temporary Manager, occupandosi di sviluppare strategie d’innovazione, agendo su Qualità, Ricerca, Web, Sistemi informativi e Progetti internazionali (Programmi quadro UE). Ha frequentato accademicamente e professionalmente personaggi come Edward de Bono, Anthony Giddens, Sudipta Kaviraj, Alexander Pyatigorsky e Edward Said, filosofi, psicologi e orientalisti di cui ha assorbito la forte propensione al pensiero speculativo. Dal 1990 Pubblica storie a carattere surrealista in lingua francese e gestisce vari blog e social network sotto pseudonimi fino al 2008, quando Facebook comincia a monopolizzare il tempo online. Conosce le lingue francese, inglese, italiano e spagnolo. Investe attraverso fondi di microcredito in microimprese femminili in Asia, centro-America e Medioriente. La sua prima pubblicazione è L'Innovazione Integrata Ed. Maggioli (www.ibs.it/code/9788838774690/cipollini-claudio/innovazione-integrata.html)

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